“Giù le mani dallo sport per disabili”

Gli Assessori provinciali Torresi e Lippi lanciano l'appello dopo la recente proposta di legge di ridurre in maniera corposa i sussidi per le società che lavorano con i diversamente abili

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L'Assessore provinciale allo sport Giovanni Torresi

di Andrea Busiello

L’Assessore provinciale allo sport Giovanni Torresi e l’Assessore provinciale ai servizi sociali Leonardo Lippi lanciano un appell: “Giù le mani dallo sport per disabili, lo diciamo a voce alta. In sostanza c’è il rischio concreto che la Regione Marche decurti in maniera netta il contributo che viene stanziato annualmente a sostegno di quelle società che lavorano con atleti diversamente abili. Fino ad oggi, le tre principali società sportive che lavorano con atleti diversamente abili della nostra provincia, che rispondono al nome della Santo Stefano, Futura ed Anthropos hanno avuto un contributo annuale di circa 60 mila euro (da dividere per 3) dalla Regione (grazie alla legge numero 9 del 1992) per far si che il loro lavoro potesse essere svolto nella maniera migliore. La nuova proposta di legge non prevede più due fondi distinti per società con atleti normodotati ed altre con diversamente abili e dunque il rischio concreto è che queste realtà debbano dividere il fondo con tutte le altre società sportive della provincia e questo manderebbe in crisi tutto il settore. In merito è voluto intervenire anche il presidente dell’Anthropos di Civitanova Marche, Nelio Piermattei: “E’ grave che la nuova proposta di legge non preveda due distinti fondi, bensì uno unico da gestire genericamente.

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Gli assessori provinciali Torresi e Lippi

La pratica dello sport per i nostri ragazzi è spesso alternativa alla frequenza di centri di rieducazione e/o diurni con conseguente risparmio per la Sanità regionale; inoltre non si può non considerare che la pratica dello sport per diversamente abili è molto più costosa per le società che lo promuovono ed organizzano sia per le necessità di specifiche attrezzature, sia per la necessità di corsi mirati con istruttori dedicati a singoli ragazzi. Avere un aiuto concreto dalla Regione è di fondamentale importanza per la continuità del nostro movimento che da sempre si mostra leader in Italia e che da sempre consente a molti ragazzi disabili di accedere allo sport”.


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