Nella messa di inizio anno
il messaggio di Benedetto XVI

Monsignor Giuliodori lo consegnerà alle autorità, ai Responsabili delle aggregazioni laicali e ai Direttori degli Uffici pastorali diocesani
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Il Papa durante la visita pastorale ad Ancona

«La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità. La pace è anzitutto dono di Dio. Ma la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire».
È solo uno dei passaggi più incisivi del messaggio di Papa Benedetto XVI per la prossima Giornata Mondiale della Pace, che verrà celebrata con una Santa Messa presieduta da S.E. monsignor Claudio Giuliodori, Vescovo della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, domani  1° gennaio 2012 alle ore 17.00, nella Cattedrale di San Giuliano, a Macerata.
In occasione della Solenne Celebrazione Eucaristica, inoltre, alle Autorità, ai Responsabili delle aggregazioni laicali e ai Direttori degli Uffici pastorali diocesani verrà consegnato il Messaggio formulato dal Santo Padre e intitolato: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace».
Il testo quest’anno si colloca infatti «in una prospettiva educativa» e, anche in linea con i contenuti già espressi negli Orientamenti pastorali dell’Episcopato Italiano per il decennio 2010-2020, si rivolge in particolare ai giovani, «nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo: il mio Messaggio – afferma Papa Ratzinger – si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione». «Essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare – aggiunge poi il Pontefice – non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace: si tratta di comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del bene. È un compito, questo, in cui tutti siamo impegnati in prima persona».



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