Verdicchio racconta il sogno dell’Aurora:
“Ottenere la salvezza diretta”

PROMOZIONE - Il difensore della compagine treiese si sofferma sui big del girone: "Dell'Aquila e Marcoaldi sono di un altro pianeta"
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Andrea-Verdicchio

Il difensore dell'Aurora Treia Andrea Verdicchio

di Federico Bettucci

Finito il girone di andata, è tempo di bilanci. C’era curiosità per vedere all’opera l’Aurora Treia, impegnata nel campionato di Promozione per la prima volta nella sua storia. Un torneo di un certo spessore, combattuto, equilibrato. Anche parecchio lungo vista la presenza di ben 19 squadre. La formazione allenata da Fermanelli, subentrato in corso a Paoloni, che aveva portato l’Aurora allo storico salto di categoria, ha mangiato il panettone con ben 22 punti messi al sicuro in cascina, con 6 successi di cui 2 esterni. Cinque le squadre alle spalle in graduatoria. Sarà dura la lotta per la sopravvivenza. Il difensore Andrea Verdicchio, uno dei punti fermi della matricola neopromossa, stila un bilancio dopo metà campionato e si proietta al girone di ritorno (il 7 gennaio arriva il Sirolo Numana), con umiltà e allo stesso tempo tanta fiducia.

Soddisfatto del girone di andata dell’Aurora Treia?
“Sì, siamo sicuramente soddisfatti. Considerando che veniamo dalla Prima categoria, 22 punti sono tanti. Rimane forse il rammarico per qualche occasione lasciata per strada: su tutte l’incredibile gara di Servigliano, dove all’88’ vincevamo 3-2 e alla fine abbiamo perso, o a Loreto, quando eravamo avanti per 2-1 e siamo usciti dal campo a mani vuote. Un po’ per sfortuna e un po’ per errori di inesperienza nel gestire certe partite in questa categoria. In generale siamo comunque andati oltre le aspettative, l’attuale posizione di classifica costituisce un buon risultato e, ripeto, siamo tutti contenti. D’altronde la nostra squadra rispetto all’anno scorso ha cambiato solamente un giocatore, Pandolfi, e gli under, che poi, tranne due, sono tutti del vivaio'”.

La scorsa stagione, conclusa con l’emozionante ascesa in Promozione, vi ha visto vincere ben 14 incontri sui 15 casalinghi stagionali. Anche quest’anno saranno le gare interne quelle che decideranno le vostre sorti?
“Da settembre non giochiamo più a Passo di Treia, bensì a Treia, e quindi i paragoni con un anno fa risultano difficoltosi. Fermo restando che comunque tutte le squadre in linea generale giocano meglio tra le mura amiche, l’anno scorso ricevevamo i nostri avversari di turno in un vero e proprio bunker: campo di dimensioni piccole, ambiente caldissimo, rovente, e tifosi a mezzo metro dalla linea. Ora è tutto diverso. Ne guadagna la qualità della partita, ma inevitabilmente riusciamo ad essere meno concreti e diventa così arduo rimanere imbattuti a lungo, per giunta in una categoria superiore. L’importanza di giocare in casa è comunque per noi fondamentale”.

Differenze tra Prima categoria e Promozione?
“A mio avviso la differenza principale risiede nel fatto che qui a livello atletico sono tutti preparati al meglio. Nessuno molla un centimetro. Dal punto di vista tecnico, invece, secondo me non cambia poi così tanto. In Promozione comunque ti capita di incontrare più di un giocatore che è veramente sopra la media e che potrebbe militare in qualche categoria superiore a questa, anche più di una; in Prima è più raro. Mi vengono in mente, tra quelli che ho incrociato, Dell’Aquila e Marcoaldi: due che potrebbero calcare tranquillamente palcoscenici più importanti. Noi dell’Aurora comunque, tolti i ko con Folgore Falerone e Montottone, sin qui ce la siamo giocata con tutti, anche con il Pagliare capolista. Tra i collettivi che mi hanno colpito in particolare dico Potenza Picena”.

Propositi per il girone di ritorno?
“Dal nuovo anno ci aspettiamo di fare ancora qualcosina di più. Ormai ci siamo calati pienamente in questa realtà e quindi deve svanire quel leggero timore che ci accompagnava all’inizio. L’obiettivo è quello di ripetere quanto fatto all’andata, magari migliorandosi un po’ grazie all’esperienza acquisita. Resta il fatto che l’obiettivo è sempre e solo uno: la salvezza diretta. Rimanere in categoria evitando perfino i playout sarebbe un sogno”.



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