CITTADELLA DELLO SPORT
Il Consiglio dice sì alla sospensione
Ma è solo il primo passo

Dopo due giorni di discussione la mozione di Sacchi e Castiglioni (emendata da Ricotta) passa con 22 voti favorevoli e 7 astenuti. Sorpresa in aula quando Giorgio Ballesi rivela di aver assunto la tutela legale di Sergio Moretti, proprietario dell'area di Fontescodella
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consiglio-comunale-1-300x199di Alessandra Pierini

Il consiglio approva la mozione proposta da Pierfrancesco Castiglioni e Riccardo Sacchi del Pdl. Sono stati 22 i voti favorevoli sia nelle file della maggioranza che dell’opposizione, 7 gli astenuti (Pierpaolo Tartabini di Sinistra per Macerata, Gabriella Ciarlantini de I Verdi per Macerata, Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra, Ivano Tacconi e Massimo Pizzichini dell’Udc e Anna Menghi del Comitato Menghi e Fabio Massimo Conti della Lista Conti Macerata Vince) e nessun voto contrario. E’ solo un primo passo che non chiude la porta alla cittadella dello sport e non esclude che in futuro l’area possa essere utilizzata per lo stesso scopo urbanistico ma solamente impegna l’amministrazione a sospendere qualsiasi azione in attesa di ulteriori approfondimenti, specie sulla volontà di altri soggetti.

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Giorgio Ballesi in Consiglio comunale

La cittadella dello sport è quindi tornata in consiglio comunale e si è ritrovata addosso un’attenzione sicuramente diversa rispetto alle sue prime comparizioni grazie all’inchiesta di Cronache Maceratesi. Ben tre ore di discussione e  interventi da parte di praticamente quasi tutti i consiglieri dei diversi schieramenti non sono bastati a dare una svolta alla vicenda e  la seduta di ieri si è conclusa con tanto di colpo di scena.
L’ultimo intervento è stato infatti quello di Giorgio Ballesi della Lista Ballesi – Macerata è nel cuore che ha annunciato che tutelerà legalmente Sergio Moretti, proprietario dell’area oggetto della bagarre cittadella dello sport. «Non parteciperò al voto  – ha dichiarato l’avvocato –  perché credo sia doveroso comunicare che sarò il legale di Sergio Moretti che intende tutelare non i suoi interessi ma il suo nome. Voglio esaminare la questione per capire quali sono i diritti del privato, quali della pubblica amministrazione. Verificherò la questione con attenzione perchè credo serva chiarezza. E’ una questione di diritto privato. Pensavo a una consulenza tecnica preventiva che garantisca il rispetto delle parti. Non ho accettato l’incarico per addivenire a una definizione del contratto. Ho chiesto al cliente di rinunciare alla sua posizione e di rimettersi in discussione».
consiglio-comunale-4-300x199Ha sorpreso tutti e suscitato molte reazioni critiche la decisione presa dal consigliere Ballesi di assistere Moretti la quale sarà senz’altro appiglio per attacchi da parte di tutte le coalizioni, non meno sorprendente la scelta di Moretti di rivolgersi proprio ad un consigliere comunale di minoranza.
Fatto sta che solo oggi si è giunti alla  votazione della mozione presentata da Pierfrancesco Castiglioni e Riccardo Sacchi del Pdl, emendata da Narciso Ricotta e dallo stesso Castiglioni, che più volte si sono allontanati insieme dall’aula per concordare l’emendamento. Se il testo originale infatti impegnava l’amministrazione a sospendere l’acquisto dell’area di Fontescodella sino a che non saranno chiariti tutti gli aspetti nelle commissioni competenti, l’emendamento Ricotta-Castiglioni prevede che l’amministrazione “riferirà nelle commissioni competenti ed in consiglio le decisioni che vorrà prendere a seguito di necessari approfondimenti circa l’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto tra Comune, Regione, Università, Cus ed Ersu”.

consiglio-comunale-2-3-300x194La cronaca della seduta. La mozione presentata da Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): «Nessuna volontà inquisitoria, nessun dietrologismo, nessun dito puntato su chi ha comprato un’area e ha visto il suo valore incrementare ma tante perplessità di fronte a valutazioni sicuramente diverse, una quasi il doppio dell’altra, di fronte ad alcune dichiarazioni da parte di alcuni consiglieri, dichiarazioni virgolettate in interviste non smentite che dobbiamo ritenere veritiere. Tante perplessità non sull’incremento del valore ma sulla diversità della valutazione di questo incremento, davanti a valutazioni contrastanti e non per poco. E’ per questo che nasce la necessità di un dibattito e di chiedere all’amministrazione che ci venga detto a breve che cosa si intende fare, di essere informati.
Il consigliere Luigi Carelli ha dichiarato alla stampa che gli impegni presi vanno portati a termine.  Se in linea di principio gli impegni presi vanno rispettatti, in questo caso gli elementi cambiati sono tanti e tali da far propendere almeno verso un approfondimento: è differente valutazione,è cambiato il momento congiunturale in cui viviamo, diversa è la modalità di finanziamento, mutate sono le intenzioni da parte del Cus. Sarebbe diabolico perseverare a fronte delle novità alle quali abbiamo accennato. Il voto di due anni fa non può essere pretesto per dire che oggi non si può pensare una cosa diversa. Il diritto di approfondire non può essere tolto ai consiglieri. Dice il presidente della commissione Ambiente e Territorio che gli accordi vanno rispettati se no si va in tribunale. E’ chiaro che ulteriori dubbi vengono dall’intervista rilasciata dal presidente del Cus. Gli accordi erano con il privato e  con l’Università, se viene meno uno viene meno anche l’altro se no finiremo a far pascolare le pecore su quel campo. Qui faremmo il bis del mutuo che stiamo pagando per le piscine, ci vogliamo mettere sopra un leasing acceso per acquistare un’area sulla quale non si farà mai niente?Verrebbe da dire che c’è poco da chiarire ma c’è da azzerare tutto».
consiglio-comunale-2-2-300x199Nella sua risposta Romano Carancini ripercorre l’iter  «Sul valore dell’area l’amministrazione ha preso in considerazione una serie di atti amministrativi, poi per ragioni tecniche , tempo passato e profilo economico del paese e della comunità, abbiamo deciso di inviare all’Ute l’esame della vicenda circa il valore dell’area. L’Ute ha dato una risposta precisa, successivamernte il privato ha eccepito e criticato la valutazione dell’Ute, a suo dire fondata su elementi parziali messi a disposizione dall’Ufficio tecnico, e ha formulato osservazioni critiche che abbiamo rimandato all’Ute che ha risposto confermando integralmente quel valore. Oggi la situazione è completamente cambiata. Una discrasia di questo tipo dà elementi molto diversi.
Allo stato dei fatti la definizione contrattuale di un accordo secondo noi non esiste quindi in base al dato Ute andremo a valutare.
consiglio-comunale-6-300x205Sotto il profilo politico, l’acquisto è stato assunto con delibera di bilancio. Oggi il quadro complessivo è totalmente differente e le delibere precedenti rnviavano termini di definizioni delle modalità dell’accordo. Gli elementi esterni sono connessi non al fatto che il Comune non ha i soldi ma al fatto che non può investire. Ci sono poi i limiti interni: in un quadro di investimenti possibili, noi potremmo continuare a scrivere che vogliamo fare delle opere pubbliche ma dobbiamo capire se sono possibili e se sono compatibili con limiti interni e con una serie di norme. Se contiamo di avere 2 milioni e 600 dal piano casa e poi questi, per colpa di nessuno, vengono meno. Nel passaggio in bilancio si parlava del leasing come ipotetico strumento di finanziamento perché esterno al patto di stabilità poi definito dalla Corte dei Conti come facente parte del patto di stabilità. Quando Castiglioni chiede  informazioni da parte nostra, mi sento di dire che in consiglio le abbiamo tutti: la questione è passata in due commissioni (4 e 22 agosto) alla presenza di rappresentanti di tutti i partiti. Non cerco polemiche ma spiace leggere che Pistarelli  dice che vogliamo andare avanti nonostante la valutazione dell’Ute, non corrisponde a realtà. Sorprende quello che dice il presidente del Cus De Introna perciò sono andato a  vedere il protocollo di intesa tra Comune, Regione, Unimc, Cus ed Ersu, sottoscritto anche dal Cus. Dice che  tanto si sapeva che la cittadella non si doveva fare mi lascia esterrefatto. Forse lui ne era convinto ma che dica che già lo si sapeva è sconcertante. La raccolgo ma vedo che c’è un documento sottoscritto anche dal Cus. Se si volesse andare avanti la scelta dovrà passare in consiglio e se si arriverà a quel punto sarà il Consiglio a decidere».
consiglio-comunale-2-6-300x199Massimo Pizzichini (Udc) ha riconosciuto alla Giunta il merito di aver richiesto la valutazione Ute ma se la prende con tutti gli altri: «Stigmatizzavo il comportamento del Pdl in commissione ma ancora più grave è il comportamento della maggioranza che ha seguito la questione negli anni e poi scrive sulla stampa che bisogna andare avanti. Se ci fossero stati i soldi la pratica l’avreste già chiusa e non sarebbe più passata in consiglio. Se Il Cus ha detto che era chiaro che la cittadella non si sarebbe mai fatta, deve avere una motivazione. Quello che mi è dispiaciuto è che in commissione non c’era nessun commissario, eccetto Daniele Staffolani del Pd, a fare l’interesse della comunità maceratese. Mi domando anche perchè il Comune non ha acquistato l’area quando costava 35.000 euro anzichè attendere. L’area ha dormito per 40 anni poi all’improvviso cosa è accaduto?»
Guido Garufi (Idv) chiede un terzo giudice: « L’oggetto è in questo caso di carattere giuridico contrattuale. La stima dell’Ufficio Tecnico è sbilanciata rispetto all’Ute che è stata fatta fare perché, con ogni probabilità, c’è stata anche una pressione consiliare. Quello che importa è la grande differenza, abissale tanto da richiedere una successiva analisi. C’è poi un tentativo obliquo di confondere le acque ma una cosa è il Cus e un’altra è l’Università e qui siamo davanti ad una farsa pirandelliana. Attenzione o i soldi ci sono o non ci sono e se non ci sono non ci sono neanche per Musicultura e per lo Sferisterio. La Commissione ha fatto il suo dovere rilevando elementi oggettivi. Non ci portiamo in giro più di tanto. Abbiamo bisogno di un giudice terzo. Io non mi fido di nessuno, si abbia il coraggio di chiedere il giudice terzo».

consiglio-comunale-3-300x199Uliano Salvatori (gruppo misto) ha chiesto all’amministrazione di chiarire la  sua posizione sulle tante questioni in sospeso per poi proporre una soluzione alternativa: «Si incominci a fare una prima parte di cittadella dello sport sul terreno di proprietà del Comune».
Ha ripercorso l’iter, vissuto da protagonista, Mauro Compagnucci  consigliere Pd ed ex assessore all’Urbanistica : Quando Castiglioni dice che da due o tre anni le cose sono cambiate siamo d’accordo.  Sarà il bilancio la sede in cui dovranno essere definite priorità ed interventi possibili  e questa cittadella a mio avviso resta traguardo da raggiungere non perché mi vide impegnato in prima persona ma perché se facciamo un po’ di storia e arriviamo al 1966 e al 1971 con il piano Piccinato. Nella cartografia l’area di cui parliamo è al limite della città, è attraversata da una strada, una parte è destinata a verde attrezzato, poi scuole. Stiamo parlando di un disegno che era nella storia urbanistica della città. Dire cittadella dello sport e localizzarla lì parve la cosa più naturale. Nonostante il rogo al quale si vorrebbe condannare Carelli e qualche altro dell’Urbanistica io credo alla soluzione urbanistica. Non voglio polemizzare con De Iintrona che prima firma una cosa poi ne dice un’altra. In realtà il Cus non finanziava quest’opera che era invece finanziata dall’Università. Alla luce dell’impegno assunto, l’amministrazione Meschini incaricò l’ufficio tecnico di fare una perizia e le persone che l’hanno fatta godevano, godono e godranno della mia totale fiducia come funzionari modelli. Non è detto che le perizie debba farle per forza l’Ute. Nel frattempo vi fu tutta la discussione sui vincoli preordinati all’esproprio e conformativi (avevano da parte del privato una gestione lucrativa). Quest’area era una di quelle con vincolo conformativo. Ad una richiesta di essere inseriti nel piano casa fu risposto di no perché si voleva mantenere il piano Piccinato e salvaguardare la cittadella dello sport. Non potendo condannare per sempre quell’area all’immobilismo, iniziammo con l’esproprio. L’impegno a prendere in considerazione l’acquisto dell’area presupponeva due condizioni: la prima che l’Università facesse l’intervento, la seconda che il Comune avesse entrate corrispondenti del piano casa. Queste condizioni non si sono verificate. Esiste poi un’altra storia legata alla valutazione:  non ci sono verità, può aver sbagliato l’ufficio, può aver sbagliato l’Ute. Difende l’interesse pubblico la stima più bassa o quello che difende anche il diritto del cittadino ad avere un giusto riconoscimento? Non è questo il modo di mettere in discussione tutto l’operato di amministrazioni e consiglieri. Se passa l’antipolitica ci rimettiamo tutti. La risposta è la politica migliore che questo consiglio comunale ha dimostrato di saper fare».
consiglio-comunale-7-300x208L’emendamento presentato ha fatto andare su tutte le furie il capogruppo dell’Udc Ivano Tacconi che ha parlato di “inciuci” tra Pd e Pdl: «Qui non se ne può più. Si continua a portare in giro il consiglio. Si fa un emendamento, d’accordo tra Pdl e Pd, che dopo anni parla ancora di approfondimenti». Infervorato anche Narciso Ricotta (Pd) che però se la prende con Cronache Maceratesi: « Sono state dette tante bugie. Qui si parla di un’area che non è vero che è agricola ed è diventata qualcos’altro per una forma di speculazione. Sono illazioni che qualcuno scrive nascondendo il nome. Qui si fa giornalismo d’inchiesta che scopre cose dette in consiglio nell’aprile e nel maggio dell’anno scorso. Non è che qualcuno si è svegliato oggi e ha chiesto la valutazione dell’Ute. E’ l’amministrazione insieme al consiglio che ha chiesto la valutazione. Si è scoperta l’acqua calda. Il secondo passaggio riguarda la valutazione dell’Ute di 900.000 mila euro e si sostiene che la Commissione vorrebbe pagare di più. Qui non si tratta di prezzo vantaggioso ma di prezzo equo. Noi con senso di responsabilità abbiamo deciso di far vedere anche all’Ute la valutazione dell’Ufficio Tecnico per spendere i soldi pubblici con maggiore oculatezza. Quando la Commissione si è vista recapitare la stima ha chiesto perché, non ha chiesto fateci pagare di più. Non si dica che chi chiede di capire non fa gli interessi del Comune. Poi c’è una questione contrattuale. Si è detto che questa è una cosa sporca, che bisogna andare in Procura. Io penso che la Procura si occupa dei reati e qui non c’è nessun reato. In Procura semmai ci si deve portare chi nascondendosi dietro a uno pseudonimo fa calunnia. Questa è un’opera che è nel programma, è un’occasione di sviluppo, è un’opera sulla quale bisognerà verificare se gli altri partner ci sono o no (ad oggi nessuno ha dato disdetta, l’amministrazione farà bene ad interrogarli), l’amministrazione dovrà verificare in sede di bilancio se è nella condizione di fare questo investimento. Poi se queste condizioni ci sono bisogna stabilire il prezzo equo. No non fare più ma fare e fare equo. Questo è l’unico posto in cui voglio parlare di questo fatto. Fatta questa valutazione, l’amministrazione venga a riferire. Mi sembra un doveroso fatto di trasparenza».
consiglio-comunale-2-1-300x199Subito la contrapposizione di Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl: «E’ merito di questo gruppo aver portato il dibattito in consiglio. Se da una parte è apprezzabile la franchezza, l’intervento di Ricotta in alcuni passaggi ha rasentato il tono minaccioso e la politica non deve farlo, specie quando c’è un’attenzione dell’opinione pubblica. Non nascondiamoci dietro un dito: ci sono sovrapposizioni di ruoli e di funzioni che non lasciano dire in maniera piana stiamo giocando tutti la stessa partita. Tutto sta a rispettare le regole: si è in istituzione pubblica e lo si è perché qui si cerca di raggiungere il bene comune. E’ questo che rispetta la politica, gli interessi ci stanno ma non devono prevalere sul bene comune. C’è una lettera di intenti di una giunta, quella Meschini, che decide di mettere a bilancio l’acquisto dell’area. C’è poi una giunta diversa, quella  Carancini, che pur essendo in continuità, tentenna e poi dice prendiamo la strada dell’Ute. Con Meschini non è mai stato sollevato nessun timore, i dubbi invece sono elevati dalla giunta attuale. E’ un’anomalia, considerata anche la continuità tra i gruppi. Di fronte a questi due diversi modi di operare vediamo di fare chiarezza e su questo convergiamo tutti. Non si capisce perché qualcuno teme, come emerge dal tono minaccioso di Ricotta. Abbassiamo i toni perché deve prevalere il bene di tutti».
consiglio-comunale-2-300x199Ha ricordato le sue perplessità in Commissione Daniele Staffolani (Pd): «Chiesi come mai la prima stima venne fatta da Ufficio Tecnico e la seconda dall’Ute. Lui mi disse che a volte si faceva così. In quella sede evidenziai la delicatezza della questione in seguito alle discrepanze. Queste perplessità hanno poi trovato riscontro sia nella stampa che nella seconda perizia dell’Ute. La mozione della minoranza è emersa dopo che la questione è apparsa sulla stampa ed è anche contraddittoria rispetto alla condotta espressa in commisione. Non solo sono d’accordo con la sospensione ma anche addirittura con l’azzeramento della questione».
Marco Guzzini (Pdl) ha provocato la maggioranza: «Ricotta dice che in questo caso hanno chiesto la valutazione dell’Ute perchè quattro occhi sono meglio che due. Siete sempre in grado di dirci che avete affrontato tutte le questioni con quattro occhi o qualche volte con mezzo occhio e anche mezzo chiuso?. Chi ha dato i dati all’Ute? La chiarezza non è tanto andare in Procura ma che dal Pd venga l’affermazione netta non siamo di fronte a due progetti diversi. L’ufficio tecnico non è staccato dal Comune, io personalmente mi fido più dell’Ute. Cittadella dello sport non vuol dire acquistare aree perché un primo stralcio va eseguito su terreni del Comune».
Categorico il consigliere della Lista Ballesi Macerata è nel cuore Fabrizio Nascimbeni: «La cittadella non si può fare. E’ questo il punto. Sarei curioso di capire da che cosa è stato spinto il sindaco quando ha deciso di rivolgersi all’Ute. Anche io ho il desiderio di vedere nella mia città la più bella cittadella dello sport ma se ritengo che il terreno valutato dai miei uffici non ha realmente quel valore mi devo fermare. Questa incertezza apre degli scenari incredibili che coinvolgerebbe anche altri organi. Come il sindaco ha intenzione di uscire da questa storia? C’è una enorme difficoltà di arrivare alla realizzazione di progetti. De Introna,l’amico Totò, secondo me voleva dire “noi la cittadella la volevamo ma poi ci troviamo di fronte una classe politica incompetente che non riesce a fare quello che è stato progettato”. Io voglio impianti sportivi da capoluogo e qui non ne abbiamo».
consiglio-comunale-2-4-300x199Discordanti le opinioni di Riccardo Sacchi (Pdl) che parla di grande utilità della mozione («E’ una mozione di trasparenza, discussa nella sede principe. Si parla di una questione che Cronache Maceratesi ha avuto il merito di sollevare. Descritta in maniera dettagliata, la questione è emersa nella sua completezza. Se la stampa fa il cane da guardia è prezioso e fare come Ricotta che dice che qui fa calunnia non mi sembra un modo serio di procedere») e di Pierpaolo Tartabini di Sinistra per Macerata che invece dichiara che la seduta è stata perdita di tempo («Voglio capire il valore aggiunto di questa mozione e del  balletto di cifre tra le valutazioni, passando per  il piano regolatore Piccinato. Sarebbe bastato leggere il resoconto di Bommarito su Cronache Maceratesi anziché perdere 3 ore. Avrebbe avuto un senso dire oggi questa cosa non si può fare più. Oggi l’interesse pubblico è fermare questo atto. Se un indirizzo va dato deve essere in questo senso e non aspettando che altri ce lo dicono, non relegando il ruolo della politica alla stampa. Ancora una volta abbiamo usato questo spazio per non decidere») e di Giuliano Meschini dell’Idv («Questa mozione ha poco senso perché siamo a fine anno e bisognerà aspettare per qualsiasi cosa il bilancio. E’ una mozione scaturita da tutta la bagarre che c’è stata su Cronache Maceratesi. Io resto amareggiato. Se c’è una priorità è via Mattei  -La Pieve»).

(Foto di Guido Picchio)

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