La lezione di Di Fabio
e il silenzio della Monturanese

Il tecnico della Maceratese analizza la sfortunata sconfitta con grande tranquillità: “Non rinunceremo mai a giocare palla a terra”. Il presidente degli ospiti Diomedi lascia tutti di stucco.
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L'allenatore della Maceratese Guido Di Fabio oggi all'Helvia Recina

di Andrea Busiello

La Maceratese perde all’Helvia Recina una sfida incredibile contro la Monturanese (leggi la cronaca), dove i biancorossi avrebbero meritato almeno il pari. Emblematico il fatto che a fine gara tutto lo stadio ha tributato il giusto plauso ad una squadra che ha lottato per oltre 95’ su tutti i palloni. Il calcio è bello anche per questo. Oggi è andata male ma negli spogliatoi dello stadio del capoluogo i musi non sono lunghi, tutt’altro. Mister Di Fabio analizza in questo modo la partita: “E’ vero che non si è trattata della nostra migliore gara ma meritavamo ampiamente di fare risultato. Sotto l’aspetto dell’impegno e dell’abnegazione non posso che fare un grande plauso a tutto il gruppo”. Negli ultimi minuti è stato un assedio della formazione biancorossa alla porta della Monturanese e data la superiorità numerica ci esponiamo nel chiedere una disquisizione tecnico-tattica al mister. Perché non ha provato a mettere come centravanti aggiunto Cucco o Benfatto negli ultimi 10’ visto l’assedio dei suoi? “Perché credevo che per segnare non serviva buttare la palla al centro dell’area a caso ma ero convinto che la rete poteva arrivare grazie al fraseggio sulle fasce e la verticalizzazione al centro dell’area di rigore verso i due bomber Cacciatore e De Marco che erano negli ultimi 16 metri avversari”. Scelta condivisibile o non, ma una cosa è chiara: i biancorossi vogliono sempre giocare palla a terra e questo è bello per chi guarda da fuori. Nonostante il successo  bocche cucite sulla sponda calzaturiera ed a spiegare la motivazione è il presidente della Monturanese Giorgio Diomedi: “Oggi con la carta stampata non parla nessun tesserato della Monturanese”. Quando, legittimamente, chiediamo il perché di questa scelta chiaramente polemica il numero uno ospite dice: “Il presidente sono io e dunque se dico che nessuno parla un motivo ci sarà…”. Magari sarebbe stato interessante sapere la motivazione. Meglio soprassedere con un “No Comment”.



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