Elezioni a Civitanova,
Costamagna striglia il Pd
Verso le Comunali
di Laura Boccanera
“Il Pd deve prendere in mano la situazione e dire che coalizione vuole per mettere in piedi un tavolo programmatico”. E’ ancora una volta il Partito Democratico l’ago di una bilancia che ancora non si sbilancia sulle prossime elezioni amministrative. La scadenza di maggio 2012 è ancora lontana, ma già si profilano le prime strategie di alleanze: dopo la presa di posizione dell’Idv, lista civica Nuova Città e Ancora, questa volta a richiedere di uscire allo scoperto è Ivo Costamagna dei socialisti che lancia a distanza di poche settimane dalla campagna del comitato per le primarie l’idea di una lista unica per la sinistra. “Non un trenino di sigle – dice – ma una Sinistra per Civitanova, un soggetto politico con un unico simbolo e un unico candidato scelto attraverso le primarie di coalizione”. Il perimetro ed i confini dell’ipotetica lista è ampio e abbraccerebbe Pd, Idv, liste civiche, socialisti e le federazioni della sinistra. Ma illustrando il progetto Costamagna amplia il discorso, non risparmiando parole per Udc, Sel e arrivando a toccare Ceccotti e Area Vasta. Con ordine: “Continuiamo quella che è stata l’esperienza de ‘la nostra provincia’ con ‘la nostra Civitanova’, gruppo che riunisce socialisti, verdi e gruppo di Centioni, pertanto rimane ambientalista, riformista e civica” dice, anche se all’appello manca Antonio Recchioni confluito nella coalizione con l’Idv e l’ancora: “Recchioni non dice dove vuole andare, quindi non abbiamo aderito al suo progetto, anche se siamo convinti che la risposta civitanovese non può essere il modello macerata. Civiche e Idv ripropongono sostanzialmente il modello Macerata senza Udc, quindi è un terzo polo allargato al Pd per tenere fuori le coalizioni di sinistra”. Costamagna scandisce poi anche i tempi per arrivare a capire chi sarà il candidato in una situazione che appare caotica e frammentaria: “Primarie entro novembre e individuazione del candidato sindaco – tuona il segretario Psi -altrimenti si perde di credibilità e a questo proposito anche Sel che si è sempre detta favorevole alle primarie faccia sapere se vuole partecipare al comitato per la raccolta firme. Questa deve essere l’opportunità per figure nuove, per l’apertura la popolo, in 5 anni c’è stata una desertificazione politica e una cementificazione urbanistica”. E qui si arriva alla Ceccotti: “la sovrintendenza non ha solamente detto no al grattacielo, ma parla di rapporto tra la qualità del progetto e le attese di sviluppo per la città, quindi è tutto da rifar, quell’area deve essere re inventata, penso alla metropolitana di superficie, a parcheggi, a verde pubblico e ad una piazza. La Ceccotti deve diventare una zona fruibile, altrimenti fa la fine della Cecchetti, un esempio di architettura funeraria vuota”. Come tutelare però gli interessi dei privati? “Intanto nella prima stesura del progetto le percentuali erano di 20% abitativo e 80% direzionale, poi con una variante fatta dalla precedente amministrazione Marinelli si è passati a 50 e 50%. Occorre dunque fare un accordo di programma con la possibilità di costruire in un’altra area, sicuramente è sbagliato portare in consiglio entro la fine della legislatura, è qualcosa di troppo importante, occorre discuterne con la città”.
