Il dramma viaggia sulle due ruote
Estate di sangue sulle nostre strade

Da giugno a settembre troppi i motociclisti coinvolti in incidenti stradali: 7 hanno perso la vita. Molte le arterie nella provincia di Macerata che risultano essere troppo pericolose
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incidente-via-civitanova-1-300x199 di Filippo Ciccarelli

 Gabriele Pierluigi, ragazzo 17enne di Corridonia, deceduto in seguito  all’incidente del 30 agosto avvenuto mentre era in sella alla sua Aprilia  125 (leggi l’articolo), e Ludovico Isidori, 21enne di Fiuminata,  ricoverato in prognosi riservata dopo uno scontro avvenuto nei pressi  del comune di Castelraimondo (leggi l’articolo) sono solo le ultime  vittime di incidenti stradali che vedono come protagonisti i motociclisti  che percorrono le strade del nostro territorio. Dagli inizi di giugno  agli inizi di settembre, tra i guidatori delle due ruote, ci sono  stati 7 morti e 9 feriti (più o meno gravi): in pratica una vittima ogni 13 giorni. La statistica si riferisce agli incidenti rilevati sulle strade della provincia di Macerata e quelle limitrofe, come la statale 16 Adriatica, dove il 9 luglio perse la vita Roberto Marzola, 32enne di origini sarnanesi, che si scontrò contro una station wagon mentre era in sella al suo scooter (leggi l’articolo). Nel giro di dieci giorni, dal 14 al 23 luglio, persero la vita Marco Esposito, primario del Pronto Soccorso all’Ospedale di Macerata (leggi l’articolo), il 37enne tolentinate Andrea Cervigni, vittima di un incidente sulla provinciale 17 (leggi l’articolo) e Salvatore Quaranta, carabiniere di Civitanova che perse la vita mentre era in sella al suo scooter (leggi l’articolo).
A lieto fine, invece, la vicenda di  Luca De Angelis,  trasportato in eliambulanza all’Ospedale di Torrette in Ancona a seguito di uno schianto tra la sua moto ed un auto, e tornato a camminare e sorridere dopo un complicato intervento ed il decorso post-operatorio (leggi l’articolo). Non fu altrettanto fortunato Matteo Micheli, un giovanissimo di Camporotondo di Fiastrone, dipendete dell’Asur, che morì in un frontale (leggi l’articolo), così come Marco Ciccioli, morto sul colpo a 41 anni nella zona di Pieve Torina, in seguito ad uno scontro contro un furgoncino mentre era in sella alla sua moto (leggi l’articolo).
incidente-moto-recanatiComplice l’arrivo del caldo e della bella stagione, il numero dei centauri che preferiscono tirare fuori le due ruote dal garage aumenta in modo quasi esponenziale; purtroppo però, anche il numero di incidenti e relativi decessi è destinato a salire. Distrazioni alla guida? Condizioni delle strade? Fatalità? Ogni familiare, amico, conoscente di una persona che ha lasciato la propria vita sulla strada si pone la stessa domanda: perché? Probabilmente non ci sono risposte in grado di lenire lo strazio provato per la perdita di un affetto, tanto più quando questa è inaspettata come la notizia di un incidente, ma non ci si può nemmeno abituare ad un elenco simile ad un bollettino di guerra. Senza dubbio serve la massima attenzione da parte di tutti coloro si mettono alla guida; ma anche chi è tenuto a provvedere alla manutenzione delle strade non può non riconoscere l’effettiva pericolosità di molte di queste, progettate e realizzate nel secolo scorso e pensate per volumi di traffico decisamente inferiori a quelli attuali, come per esempio la provinciale 485 “Maceratese”, la provinciale 571 “Helvia Recina”, la strada che dai Rotelli porta a San Severino e la “Settempedana” tra Selvalagli e Matelica, oppure la SS 16 “Adriatica”. Si tratta di vie di comunicazione troppo spesso tristemente note, o perché gli incidenti sono più frequenti su queste strade che in altre, o perché si registra un tasso di mortalità superiore alla media. Non si può pensare di intervenire solo quando un telo bianco viene steso sopra l’asfalto.



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