Pallone in sciopero: esplode il caos
Le reazioni del calcio maceratese
I commenti dei protagonisti di oggi e di ieri alla decisione di non scendere in campo per la prima giornata di serie A
di Andrea Busiello
Il calcio italiano ha ufficialmente dichiarato a tutto il mondo di essere in difficoltà. Con il rinvio della prima giornata del massimo campionato, in programma in un primo momento in questo week end, per la mancanza dell’accordo sul contratto e precisamente sugli articoli 4 (che indica chi sarà tenuto a pagare il “Contributo di solidarietà”, previsto dalla legge nazionale) e 7 (relativo agli allenamenti separati dei cosiddetti fuori rosa), quelli contestati dai calciatori, la serie A non partirà. Difficile sbilanciarsi e dare dei giudizi su una vicenda spinosa quanto ingarbugliata, che abbiamo sottoposto ai maggiori interpreti del calcio nostrano i quali hanno espresso tutti lo stesso sentimento: profondo dispiacere per l’epilogo finale di una brutta vicenda sportiva, o meglio, calcistica. Alessandro Porro (maceratese doc) ha giocato in serie A ai tempi di Zeman, attualmente allenatore, ha una sua idea: “A mio avviso di fondo c’è un grande errore di comunicazione. Ci sono dei meccanismi difficili da capire per noi che ora siamo fuori. Per quanto riguarda il contributo di solidarietà io sono dell’opinione che lo debbano pagare tutti i giocatori che superano i 100 mila euro d’ingaggio”.
Da Porro la parola passa ad Ubaldo Righetti, ex giocatore di serie A ed ora commentatore televisivo che dalla sua residenza di Pollenza ci dice: “Penso che a rimetterci in questa situazione sono solo i tifosi. Calciatori e Federazione pensano di uscirne intatti ed invece una cosa del genere è negativa per tutto il movimento calcistico. Sinceramente sulla vicenda c’è poca chiarezza ed alla fine il pensiero del tifoso che ha fame di calcio viene confuso”. Il presidente della Figc Marche Paolo Cellini è diretto e non usa mezzi termini: “Parlo da sportivo: sono profondamente deluso di quello che è successo. Sono delle situazioni alle quali non bisogna assolutamente arrivare e si sarebbe dovuto fare di tutto per evitare di arrivare dove siamo giunti”.
La delusione regna sovrana tra tutti, il presidente del Coni provinciale Giuseppe Illuminati dice: “Ho seguito la vicenda sui media e dico francamente di essere molto perplesso, non riesco assolutamente a metabolizzare queste questioni. In questo momento c’è qualcosa che sfugge a tutti noi sul perchè siamo arrivati ad un muro contro muro, questa è una vergogna che non riesco a digerire”.
Abbiamo sentito anche il mister dell’Ascoli Fabrizio Castori (tolentinate doc) ma lo stesso ha dichiarato di non essere sufficientemente informato sui fatti e ha preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali.
Esprimono concetti chiari anche Umberto Antonelli e Daniele Gianfelici, rispettivamente presidente e direttore sportivo di Civitanovese e Recanatese (le due realtà calcistiche più importanti della provincia al momento): “Siamo arrivati al limite – dichiara Antonelli – Penso che in questa situazione calciatori e società debbano fare un passo avanti per il calcio del futuro”. Sulla sponda giallorossa Gianfelici è chiaro: “Si doveva trovare un accordo anche perchè era da un anno che il contratto collettivo era scaduto e dunque c’erano tutti i modi ed i tempi per trovare la giusta soluzione ed evitare dunque questo sciopero anche perchè dà un’ulteriore schiaffo all’immagine del calcio italiano dopo tutte le vicende degli ultimi anni. La cosa che vorrei sottolineare è che i giocatori sono garantiti dai contratti che stipulano con le società quindi arrivare a tal punto mi sembra francamente eccessivo”. Si, è vero che ogni parte chiamata in causa ha le sue ragioni ma oggi è un giorno triste per tutti gli amanti del “soccer”: il calcio nazionale ha toccato davvero un punto bassissimo rinviando la prima giornata del campionato di serie A.




Magari scioperassero fino a giugno
Oh, quale perdita! Come si farà, senza i titoloni della Gazzetta dello sport, senza il vuoto pneumatico del chiacchiericcio (dalla domenica sera al mercoledì in merito alle partite giocate, dal giovedì alla successiva domenica pomeriggio in merito alle partite da giocare), senza i “noi abbiamo giocato bene, ma l’arbitro…” e i “voi avete sbagliato tattica”, e le accuse di furto di goal, e tutto quel bailamme di nulla che avvilisce pagine e pagine di giornali, ore e ore di discussioni e giorni e giorni di recriminazioni?
L’unica cosa che mi addolora è che prima o poi (‘cca nisciuno è fesso) si metteranno d’accordo per forza: il giro di quattrini che vortica intorno al pallone non si può mica fermare.
Ma per favore, non chiamatelo sport!
Andate a lavorare,invece di scioperare……
PER ME DEVONO SCIOPERARE I TIFOSI PERCHE PRENDONO TROPPI SOLDI PER CORRERE DIETRO AD UNA STUPIDA PALLA
Vedrete che, quando le temperature torneranno nella norma, ed i calciatori non rischieranno la pelle giocando alle 15, ed i club non correranno il rischio di registrare incassi infimi (giacchè domenica, con questo caldo, saranno tutti al mare alla faccia di Inter, Juve etc…), il pallone tornerà fulmineamente a rotolare. Quello di serie A, ovviamente. Quello di serie B è già ricomparso: si parla, appunto, di serie B, che non genera il business della A.
Ma soprattutto…. non potevamo assolutamente fare a meno del parere di questi signori?? In particolare di Cellini e Illuminati?
ABOMINEVOLMENTE VERGOGNOSO
prendono 10 milioni di euro all’anno, chi 5 , chi 2
ed hanno la pretesa senza ritegno di chiedere ai club di pagare per loro i contributi di solidarietà?
CHE SCHIFO
andassero a lavorare come braccianti o fattori a conoscere il vero significato del sudore e della vera fatica mal pagata e senza lusso.
Calciatori, casta di viziati senza pudore
preferisco vivamente un motociclista che corre a 300 km h ed evade le tasse
ma almeno loro rischiano la vita ogni curva
questi invece corrono dietro ad una palla e al massimo si stirano un legamento
hanno una vita lussuosa e mentre tutti gli operai, imprenditori e liberi professionisti devono pagare il contributo di solidarietà per salvare la nostra nazione,
questi calciatori vogliono esimersi???
MA CON CHE CORAGGIO?????
HA RAGIONE CALDEROLI, SE I CALCIATORI SI ATTEGGIANO COSI’ DEVONO PAGARE DOPPIO!!!!!!!
IL 20% DI TUTTA L’ECCEDENZA SOPRA AL TETTO CHE SARA’ FISSATO IN MANOVRA.
COSI’ IMPARANO!
Disprezzate il loro gesto, ma ammirate le loro gesta. Quando in FIAT si scioperava alla grande, la domenica si andava a tifare la Juve. Poveri noi!!!!!!!!!!! Ci meritiamo una bella sana e vera dittatura cò ste teste di ca..o che siamo……………
ma quanta demagogia, forse che qualcuno vi ha impedito a suo tempo di essere dei fenomini a calcio, no non e’ cosio , se sono a quel livello e’ perche lo meritano. Ad ognuno il suo……e a voi la bava.