Rifiuti: il sindaco di San Severino lancia la proposta di aprire le cave dismesse

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Il sindaco Martini (a destra) con il presidente della Provincia, Antonio Pettinari

“Apriamo le cave dismesse e convertiamole in siti di discarica per l’abbancamento dei rifiuti. Solo così abbatteremo i costi facendo un regalo all’ambiente”. La proposta arriva dal sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, in risposta anche alle polemiche sollevate da La Destra settempedana in merito all’aumento della Tarsu. “La questione rifiuti è una cosa seria e non da banchetto estivo. Non è sufficiente piazzare un ombrellone e raccogliere qualche firma per risolvere la situazione – tuona il primo cittadino che rispedisce le accuse al mittente – La Destra, il Pdl, la Lega e la Fiamma dovrebbero farsi portavoce presso il Governo centrale, visto che la loro bandiera sventola sullo stesso pennone, del disappunto vero di tutti i cittadini che non ce la fanno più ad andare avanti e non certo per colpa della Tarsu. Se dobbiamo, pur con grande malincuore, ritoccare una tariffa, e non una tassa, è perché il cosiddetto Federalismo fiscale impone agli enti locali, e dunque ai Comuni, di coprire totalmente le spese per i servizi. Come Amministrazione la Giunta Martini ha già scelto di lasciare invariate, e lo facciamo da anni fra mille sacrifici, tutte le altre tariffe per i servizi a domanda individuale: asili nido, mense scolastiche, trasporti. Questa decisione ci costa tantissimo ma è giusto che i cittadini sappiano che nonostante l’aumento del 23% non si è tuttavia ancora raggiunto quanto richiesto dal Governo. Il Comune deve comunque metterci qualcosa di tasca propria per coprire i costi dello smaltimento attraverso il Cosmari. Questi costi, è doveroso far presente anche questo, continuano a lievitare di settimana in settimana. Fino a quando il Cosmari ha avuto una discarica propria, cioè fino a settembre del 2009, il trasporto e lo smaltimento costava ai Comuni 60 euro a tonnellata. Da metà settembre del 2009, con il trasferimento dei rifiuti a Fermo i costi sono aumentati fino a 74 euro per tonnellata e sono poi lievitati, fino a maggio del 2011, ad oltre 88 euro per tonnellata. E siamo rimasti sempre a Fermo. Quando i rifiuti sono stati trasferiti, a giugno, a Porto Sant’Elpidio la tariffa ha fatto un balzo fino a 109 euro a tonnellata. Da luglio, i prezzi unitari per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti nella discarica di Maiolati Spontini, sono saliti a 115,74 euro per tonnellata. A settembre è previsto un ulteriore rincaro: dovendo andare a smaltire ad Ascoli Piceno i costi saranno di 124 euro per ciascuna tonnellata. E non è tutto. Questi “viaggi” hanno fatto perdere al Cosmari circa 2 milioni di euro che, con ogni probabilità, dovranno essere recuperati dai Comuni. Come sindaco – conclude Martini – sono stanco di fare l’esattore per conto del Governo Berlusconi e del bieco Federalismo che è stato messo in atto. Quanto alla questioni locali, quelle della mia città, vorrei parlare altrettanto chiaramente all’opposizione che polemizza. L’Amministrazione Martini nel precedente mandato ha ritoccato la Tarsu una sola volta contrariamente a quanto era avvenuto con l’Amministrazione Eusebi che aveva effettuato ben cinque aumenti per un ammontare complessivo pari al 55%”.

 


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