Pensionati maceratesi in rivolta
I sindacati consegnano un documento al Prefetto

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Il presidio dei pensionati in piazza della Libertà

Anche a Macerata, come nel resto d’Italia, questa mattina i pensionati hanno manifestato contro la manovra finanziaria 2011.
« La manifestazione – si legge in una nota sindacale – è stata organizzata dal Sindacato Pensionati Italiani  e dalla CGIL, per protestare contro la manovra  che colpisce, ancora una volta, le fasce più povere e deboli, senza offrire risorse per rilanciare l’economia, strangolando i consumi e le potenzialità occupazionali.
I numerosi partecipanti hanno dato vita ad un presidio intorno al Palazzo del Governo, in Piazza della Libertà, informando i passanti sulle motivazioni che hanno indotto la Cgil e lo Spi a contestare questa finanziaria. Successivamente una delegazione guidata dal Segretario Generale della CGIL Benfatto e dal Segretario Provinciale dello SPI Marcucci è stata ricevuta dal Prefetto.

 

Incontro-Prefetto-15.7.2011-300x225Al Prefetto Vittorio  Piscitelli è stato consegnato anche un documento ufficiale nel quale sono contenuti i rilievi contrari alla finanziaria 2011, ma anche una serie di proposte alternative che, pur tenendo conto della crisi economica in atto, tendono a salvaguardare lo stato sociale e le fasce più deboli della popolazione.
Al termine dell’incontro il Prefetto ha dichiarato che si farà carico di trasmettere al Governo il documento ricevuto .
Il Presidio è poi continuato fino alla tarda mattinata per poter completare l’opera di informazione della cittadinanza ed il coinvolgimento della stessa sulle motivazione della protesta che sono i tagli agli Enti Locali che impediscono un livello sensato di copertura sociale. La conseguenza sarà una riduzione dei servizi alle persone, ai più deboli, che in aggiunta dovranno pagare il ticket per le ricette ed il Pronto Soccorso e che soffriranno di una sanità, colpita a sua volta dalla scure per i mancati trasferimenti alle Regioni. Non è da escludere neppure la volontà, con queste decisioni, di favorire ulteriormente la sanità privata, con evidente nocumento per le fasce più povere. Inoltre si fa cassa sulla pelle dei pensionati e, anche se, per quelle più modeste non verrà applicata la norma del blocco della rivalutazione, per le altre ci sarà, mentre prosegue l’opera di allungamento dell’età pensionabile, soprattutto per le donne e si introducono escamotages per il versamento del TFR ritardato e della prima rata effettiva della pensione. Ci preoccupano anche le misure economiche depressive: non solo la manovra prosegue con i cosiddetti tagli lineari che renderanno asfittiche le casse degli EE. LL, ma riduce ulteriormente i già scarsi cespiti destinati al rilancio dell’economia, impedendo di fatto ai giovani di trovare occupazione ed acuendo la già insostenibile situazione del precariato.
Grave è anche l’attacco al sistema di tutele del lavoro. Dopo le già numerose azioni del Governo per indebolire il sistema di tutela dei diritti dei lavoratori e della loro rappresentanza sindacale, nella manovra è stata inserita la norma  che introduce un costo totalmente a carico dei lavoratori per le cause di lavoro e previdenziali pari a una cifra di almeno 233 euro, ma che può crescere a dismisura, perché sarà proporzionale al risarcimento richiesto. Il Governo, insomma, farà cassa sui diritti acquisiti dai lavoratori. Si tratta di una scelta molto grave, che colpisce tutti, ma in modo evidente i lavoratori precari che chiedono solo il riconoscimento del lavoro subordinato. E che non possono permettersi neppure una spesa di questo tipo».


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