Ennesimo coro di Sì ai Referendum

L'onorevole Rota (Idv) a Matelica e Pioraco. Intervengono Psi, Arci e l'associazione Ya e Basta

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acqua_e_nucleare_SI_al_ReferendumAncora appelli al voto  per i 4 Sì al referedum di domenica e lunedì.

“I socialisti invitano dunque a recarsi ai seggi e a votare quattro Sì – scrive Ivo Costamagna – I temi oggetto del referendum sono infatti da anni al centro delle nostre battaglie. In particolare è necessario sventare il tentativo del governo volto a perseguire una politica energetica basata sulla costruzione di nuove centrali nucleari, tema già sollevato nel 1987 dal Psi che fu tra i promotori di un analogo e vittorioso referendum, garantire che la
giustizia sia davvero uguale per tutti, cancellando l’iniqua legge sul legittimo impedimento e rendere l’acqua un bene fruibile per tutti i cittadini pur nella consapevolezza che, su questa questione, occorrerà adottare interventi legislativi atti ad evitare che il monopolio delle aziende pubbliche sia assoluto pur essendoci imprese collocate sul mercato che potrebbero, invece, favorire maggiore efficienza delle reti idriche con un costante monitoraggio e manutenzione degli impianti e, in virtù della concorrenza, ad un costo più basso per i cittadini. Sarà inoltre necessario modificare l’attuale normativa che, in tema di gestione dell’acqua, consente ai comuni di ricoprire la
doppia veste di controllori e controllati.
L’occasione data della consultazione referendaria dimostra una volta di più quanto sia indispensabile cambiare l’Italia.

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L'onorevole Rota a Pioraco

Ivan Rota, responsabile nazionale dell’organizzazione IdV ha partecipato questa mattina al banchetto referendario che si è tenuto al mercato di Matelica per informare l’opinione pubblica dell’esigenza di andare avotare ai referendum. L’On. Rota ha partecipato poi al pranzo che si è tenuto al chiostro di San Francesco a Pioraco per la chiusura della campagna referendaria organizzato da Giovanni Torresi sindaco di Pioraco e coordinatore provinciale IdV.

All’incontro erano presenti l’On. David Favìa, coordinatore regionale IdV Marche, Paola Giorgi, vice presidente dell’assemblea legislativa delle Marche, Giacomo Piergentili, neoconsigliere IdV della provincia di Macerata, Ninel Donini, coordinatrice regionale IdV donne, Dante Merlonghi, coordinatore regionale IdV enti locali e i sindaci del circondario.

“Dopo aver espresso una persona di eccellenza come Giovanni Torresi in consiglio provinciale ora bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lottare per i propri obiettivi” ha detto l’On. Rota che ha così proseguito:“ noi ora dobbiamo dare risposte ma per incidere nel cambiamento serve la collaborazione di tutti. Noi non siamo il partito dei sogni che si trasformano in incubi o miraggi e fanno perdere fiducia nella politica. Questo ci differenzia dal Governo che dice di dare importanza ai cittadini e poi raccomanda loro di non andare a votare per paura che scelgano liberamente con la propria testa.

Vorrei fosse chiaro che questo referendum messo in piedi dall’IdV non è tuttavia proprietà del partito, ma rappresenta l’appropriazione della consapevolezza sui propri diritti che dovrebbe stare a cuore a tutti noi perché la politica deve guardare oltre il cinismo dell’immediato e pensare alle generazioni future.”

 

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Anche l’Arci Macerata esprime il proprio parere in merito al prossimo appuntamento alle urne.

“La democrazia e’ un bene comune: il 12 e 13 giugno vota e fai votare SI ai referendum. L’obiettivo è il quorum. Non sarà facile, perché l’azione di disinformazione e di oscuramento, perpetrate nei due mesi di campagna referendaria, ha raggiunto in parte il suo scopo: non tutti gli italiani sanno che ci sono i referendum e su cosa siamo chiamati a votare. Il nostro messaggio è semplice e chiaro: l’acqua deve essere pubblica, il nucleare va cacciato dall’Italia, perché pericoloso e inutile.

Il bene comune è nello stesso tempo obiettivo e condizione della democrazia, della partecipazione, della comunità. Nella difesa dei beni comuni, come dimostrano le battaglie per l’acqua o per la scuola pubblica, c’è non solo la resistenza allo smantellamento dei principi democratici ma anche la possibilità di immaginare una nuova società, una nuova economia, un nuovo modello di benessere.

Non avere sulle spalle il peso del nucleare ci permette di risparmiare risorse, di non mettere a rischio i territori e le persone e soprattutto di investire nella ricerca e nell’innovazione per le rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica. Per una volta, il nostro Paese è un passo avanti rispetto al resto d’Europa. E sulla strada giusta”.

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Interviene anche l’associazione Ya e Basta:

I referendum del 12 e 13 giugno rappresentano una tappa fondamentale da vincere per impedire il ritorno al nucleare e fermare le privatizzazione dell’acqua. Contro la mercificazione dell’acqua in tutto il mondo i movimenti sociali dal
basso hanno iniziato un percorso di lotte e mobilitazione. Percorsi di resistenza alla devastazione e saccheggio di una risorsa primaria si sono intrecciati nei 5 continenti alle lotte perchè la gestione dell’acqua, dell’intero ciclo idrico avvenga in forma partecipata e diretta dalle comunità locali. In Italia le oltre 1.400.000 firme per ottenere i referendum del 12 e 13 giugno raccolte intorno alla vasta coalizione promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, hanno dimostrato quanto ampia sia la consapevolezza della necessità di bloccare i processi di privatizzazione accellerati dal Decreto Ronchi. Difendere l’acqua dalle privatizzazioni significa immediatamente parlare di democrazia e partecipazione nella gestione dell’ intero ciclo idrico.

Il recente incidente di Fukushima in Giappone dimostra quanto gli “apprendisti stregoni” del nucleare siano una lobby da fermare. Il nucleare significa controllo, monopolio, soldi sprecati, danni ambientali.

La crisi sistemica, che sta investendo il capitalismo contemporaneo comporta, include la crisi ambientale come uno dei suoi elementi centrali. E di quest’ ultima la questione energetica costituisce strutturalmente uno dei principali,
ed irrisolti, nodi produttivi, sociali e politici. Nelle difficoltà materiali ma anche nella situazione di apertura al
cambiamento che la crisi  determina, è di fondamentale importanza mettere al centro dell’iniziativa sociale e politica “dal basso” l’obiettivo della riconversione ecologica del modello di produzione e consumo, insieme a quello
della conquista, nella pratica dell’indipendenza, di un “comune energetico” capace di sostenerla.

La vittoria dei 2 Si Per L’Acqua Bene Comune e del Si Per Fermare Il Nucleare è un passaggio decisivo per costruire un’alternativa di società, liberata dai veleni che ammorbano terra, aria, acqua e coscienze e dall’incubo permanente
della catastrofe, fondata su cooperazione e condivisione, libertà ed eguaglianza.

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