“13 mancato per il calcioscommesse”
Un settempedano denuncia Pirani

Un 55enne di San Severino, assistito dall'avvocato Cicconi, chiede 10mila euro di risarcimento al dentista di Sirolo implicato nello scandalo delle partite truccate
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L'avvocato Giampaolo Cicconi

di Roberto Scorcella

Quanto può fare male avere in mano una schedina vincente e vedersi sfuggire un bel bottino per un gol al novantesimo? Sicuramente tanto. E fa ancora più male se sale il sospetto che quel gol possa essere arrivato per qualcosa di poco chiaro. Così, quando è scoppiato il caos del calcioscommesse, un 55enne di San Severino Marche ha fatto due più due e si è rivolto a un avvocato per avere giustizia.

Non si tratta di uno scommettitore “moderno”, di quelli che si affidano alle martingale legando più partite nelle diverse agenzie di scommesse. La persona che oggi chiede giustizia è un amante del caro, vecchio Totocalcio, il più antico gioco legato alle partite del football italiano.

Il 55enne settempedano il 13 marzo scorso ha giocato la sua schedina alla ricevitoria di Giampiero Guardati e quando ormai il novantesimo stava per scadere pregustava una bella vincita con la quale farsi un viaggetto insieme alla moglie. Invece niente. L’x con la quale aveva pronosticato il risultato di Spezia-Cremonese (LegaPro A) allo scadere si è tramutato in un 1-2 per i grigiorossi costato anche l’imbattibilità interna allo Spezia. E addio 13.  Così, nei giorni scorsi, l’uomo, pensionato e cliente abituale della ricevitoria di Guardati, ha conferito al suo avvocato Giampaolo Cicconi il mandato di chiedere a Marco Pirani, il dentista anconetano coinvolto nell’inchiesta della procura di Cremona, il risarcimento di tutti i danni subiti a seguito dei fatti che vedono indagato il professionista insieme ad altri.

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Giampiero Guardati, titolare della ricevitoria di San Severino dove è stata giocata la schedina

 

Per effetto della manipolazione di oltre 30 partite di calcio del campionato scorso”, e in particolare della partita Spezia-Cremonese, l’uomo chiede un risarcimento di 10 mila euro avendo mancato la vincita al Totocalcio. Settemila euro sono il risarcimento per la mancata vincita, mentre tremila andrebbero a coprire i danni morali subiti dal pensionato.

“Il mio assistito – afferma l’avvocato Cicconi nella diffida – ha subito danni patrimoniali (mancato tredici nella schedina Totocalcio relativa al Concorso n. 26 del 13 marzo 2011 e mancato sei nel relativo “Big Match”) e danni non patrimoniali derivanti dai reati ad ella contestati. Per tali ragioni, la invito e diffido a inviarmi, entro e non oltre il corrente mese, la somma di 10.000 euro, comprensiva di sorte, interessi, spese e mie competenze, avvertendola che, nulla ricevendo entro il termine sopra indicato, mi vedrò costretto, mio malgrado, a procedere ai sensi di legge, con ovvio aggravio di spese a suo esclusivo carico”.

“Abbiamo ancora in mano la ricevuta di quella famosa schedina” dice ancora l’avvocato Cicconi “e per questo l’esito della causa è legato a doppio filo alle indagini della Procura di Cremona. Nel caso in cui dovessero essere accertati illeciti, il risarcimento per il mio cliente sarebbe fuori discussione”.

Inoltre, questa vicenda non si lega in alcun modo alla class action lanciata in queste ore su Facebook da un gruppo di scommettitori del fermano che sta raccogliendo adesioni contro gli illeciti che verranno accertati dall’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Per quanto riguarda San Severino, infatti, non si parla di scommesse sportive ma di Totocalcio. “L’iniziativa è partita da alcuni clienti anche per evidenziare il loro sdegno per la ‘deviazione’ dei risultati delle partite”‘ spiega l’avvocato Massimo Di Bonaventura “ma con un numero consistente di adesioni, che si raccolgono anche via Facebook, potrebbero costituirsi parte civile dopo un eventuale rinvio a giudizio dei presunti responsabili. Nel mirino le gare emerse dalle carte di Cremona”.

 



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