In manette banda di kosovari
che razziava Civitanova

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di Roberto Scorcella

Hanno un volto e un nome gli autori di una lunga serie di furti messi a segno a Civitanova nei giorni scorsi e nella zona di Vicenza a cavallo fra marzo e aprile, fra cui quello di una cassaforte dell’Asur. In manette sono finiti tre cittadini kosovari (Z.M. Di 24 anni, Z.G. di 21 anni e A.G. di 20 anni), tutti e tre in Italia senza fissa dimora, già conosciuti dalle forze di polizia e in grado di disporre di una fitta rete di contatti e coperture sul territorio che agevolavano le loro malefatte. Il provento dei furti veniva quasi immediatamente trasferito tramite Western Union in Kosovo a persone legate ai tre fermati da vincoli di parentela.

I fermi sono giunti al termine di una complessa indagine durata oltre un mese, condotta anche con l’ausilio di supporti tecnici, dal personale del Commissariato di Pubblica Sucurezza di Civitanova Marche, diretto dal Vice Questore Aggiunto dottor Luca Morelli.

Nei confronti dei tre kosovari sono stati raccolti inequivocabili ed univoci elementi di prova in relazione al furto di 2 casseforti, contenenti circa 10.000 euro, perpetrato alcuni giorni fa ai danni di un supermercato di Civitanova Marche e a un tentato furto ai anni di un altro supermercato sempre di Civitanova.

Nel corso delle indagini sono inoltre emersi riscontri che individuano nei tre fermati gli autori del furto commesso i primi di maggio danni di uno stabilimento balneare civitanovese, dal quale furono rubati gli incassi delle apparecchiature da gioco e altro per un valore di oltre 5.000 euro, e al tentato furto in almeno due abitazioni di Civitanova.

Ulteriori elementi raccolti nei confronti della banda di kosovari, consentiranno poi di segnalarli alle competenti autorità giudiziarie quali autori di una serie di furti perpetrati nella provincia di Vicenza in numerose abitazioni, nel periodo compreso fra marzo e aprile scorsi, e ai danni dell’Asur di un paese della provincia di Vicenza presso la quale, nel marzo scorso, venne asportata la cassaforte con gli incassi dei ticket sanitari per un valore di circa 30.000 euro. Come detto, le indagini hanno inoltre permesso di accertare che buona parte dei proventi ricavati dai furti veniva immediatamente trasferito, tramite Western Union, a soggetti residenti in Kosovo, probabilmente legate da vincoli di parentela con i fermati. Nell’ambito della stessa operazione, nel corso della quale sono state effettuate anche tre perquisizioni domiciliari, sono stati raccolti elementi di responsabilità che hanno consentito di segnalare in stato di libertà S.V., genovese di 25 anni senza fissa dimora, e A.G., kosovaro di 24 anni residente nella zona di Civitanova Marche, per concorso nella commissione dei furti dai quali è scaturito il fermo. I fermati, infatti, già noti per essere stati oggetto di intervento per reati analoghi commessi a Civitanova tra il novembre 2010 e il gennaio 2011, sono risultati godere di una fitta rete di appoggi e coperture a livello locale che ha agevolato la commissione dei reati. Tutti e tre, su disposizione della Procura della Repubblica di Macerata sono stati associati al carcere di Montacuto.

 

 


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