“Le Orme della vita”
di Manuela Berardinelli
al Salone del Libro
Una storia di sentimenti, in cui il destino di cinque donne si intreccia e si unisce. Solo una riuscirà a cambiare radicalmente il proprio destino. Manuela Berardinelli offre così ai suoi lettori una storia di sentimenti intrecciata anche agli eventi storici dell’Italia che più l’hanno colpita.
Calorosa accoglienza al Salone del Libro di Torino per Manuela Berardinelli, autrice maceratese, e per il suo libro Le Orme della Vita”, edito dalla Pendragon. Il secondo lavoro della scrittrice è stato presentato ieri (12 Maggio, ndr), proprio nel giorno inaugurale della grande kermesse dedicata alla scrittura, nello stand istituzionale della Regione Marche. Una storia intensa di sentimenti e di destino che ha appassionato i presenti rappresentando la vera novità degli appuntamenti del pomeriggio.
La forza di cambiare. Di rompere gli schemi e di riscattare cinque generazioni di donne segnate da amori difficili e da travagliati legami familiari. Con estrema dolcezza Manuela Berardinelli racconta così la storia di cinque donne, intrecciate in unico destino. Una storia di sentimenti – come ama definirlo l’autrice – in cui emergono nitide le anime di Emma, la coraggiosa, Matilde, la passionale, Elena, l’egoista, Giulia, la scostante, ed infine Anna, giovanissima e delicata. Sarà lei che riabiliterà, per tutte, l’amore come sentimento di felicità. L’esperienza delle sue nonne e della madre, Giulia, le hanno segnato la strada, una traccia, appunto le “orme della vita”, perché sappia affrontare il percorso della sua esistenza con maggior coscienza, e, soprattutto, in sicurezza. Perché le orme impresse rimangono come tracce indelebili e non conducono mai al precipizio.
Non è stato così per le sue antenate: Matilde ha conosciuto solo l’amore a senso unico, Emma ed Elena hanno vissuto storie sfortunate, mentre Giulia si è consumata per un uomo che l’ha abbandonata. Tutte, però, sono accomunate da una innata capacità di amare. Sullo sfondo di ogni storia emerge, poi, la Grande Storia, quella dell’Italia dell’uccisione di Umberto I, dell’assassinio di Aldo Moro, della strage di via Fani o anche dell’allunaggio. Quasi a sottolineare che le nostre vite sono sempre connesse al contesto che ci circonda. Lo conferma anche Torino: sono infatti in corso, proprio in questi giorni, i festeggiamenti per i 150 anni dell’unificazione dell’Italia.
Tutto si intreccia e si ripete, niente si inventa, semmai si trasforma, ma sempre su basi già solide, se solo si imparasse a comunicare e ad ascoltare. E’ questo, del resto, il monito su cui invita a riflettere Manuela Berardinelli. Da sempre scrive per passione, sposata con un figlio, lavora in Confindustria ed è co-fondatrice dell’Associazione Alzheimer di Macerata.
