Pettinari da western
Capponi da kolossal

Con un pizzico di ironia diamo le pagelle ai cinque candidati alla presidenza della Provincia dopo il confronto all'Itc Gentili.
I video di Cronache Maceratesi TV con le loro presentazioni
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di Filippo Ciccarelli

Com’era bella l’aula magna dell’ITC Gentili. Ordinata, pulita, con comode poltrone rosse occupate per lo più da addetti ai lavori, molte facce note e pochi rappresentanti della “società civile” a godersi un surreale dibattito tra i magnifici 5, pretendenti alla poltrona di presidente della Provincia di Macerata.  I candidati arrivano alla spicciolata; il primo ad arrivare è Capponi, passo lento, sorridente, saluta quasi tutti quelli che sono presenti. Poco dopo arrivano Pettinari e Gentilucci. Tra il pubblico si affaccia anche un ex di lusso, ovverosia Giulio Silenzi; è arrivato in moto di sicuro, perché ha il casco in mano, ma dalla capigliatura scarmigliata sembrerebbe non averlo usato. Il dibattito sta per cominciare, ecco che arriva anche Marangoni. Per Acquaroli bisognerà attendere un quarto d’ora, ma è da lui che cominciamo a descrivere, con un pizzico di ironia,  i politici che hanno preso parte alla kermesse dell’ITC. Procedendo in rigoroso ordine alfabetico.

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Francesco Acquaroli

FRANCESCO ACQUAROLI – (guarda il video)

È l’ultimo oratore a salire sul palco, e quello con la voce meno a posto. Colpa di una laringite. Dalla sua introduzione fioccano scintille con Pettinari, che apprese le condizioni precarie di salute del collega che gli siede vicino fa per allontanarsi. Acquaroli lo incalza: “guarda che non è contagiosa”. Una partenza a razzo, subito un chiaro esempio dell’antagonismo che vede sinistra radicale e democrazia cristiana  fronteggiarsi a Macerata. Ok, non è un tema propriamente politico, ma bisogna saper leggere tra le righe.  Acquaroli parte deciso: “non vogliamo un metro in più di cementificazione in provincia”. Ma poi diventa ripetitivo, ripetitivo, ripetitivo. Su qualsiasi argomento che viene sollevato dai due moderatori, Acquaroli ha da contestare il metodo. Lo svincolo di San Claudio? Contestiamo il metodo. La mancata alleanza con Pd e Udc? Contestiamo il metodo di scelta del candidato, andava scelto con le primarie. Accordo tra gli atenei di Macerata e Camerino? Si contesta il metodo dell’accordo.   Comunque Acquaroli non le manda a  dire nemmeno all’ex presidente Capponi: “noi rispettiamo i due minuti ad intervento, ci accusi di parlare per slogan, ma tu ti prendi troppo tempo”. Sembra di essere tornati ai duelli televisivi Prodi-Berlusconi cronometrati da Vespa in prima serata su Rai Uno. Meraviglia.

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Franco Capponi

FRANCO CAPPONI – (guarda il video)

Capponi è un politico tignoso. Non è moscio, non rinuncia a rifilare (quando può) stoccate agli avversari. Lo immaginiamo protagonista di kolossal, è combattivo e questo è sicuramente un aspetto positivo. Ma ha un grande difetto: la sindrome del primo della classe e del “non-è-colpa-mia”. La situazione di emergenza dei rifiuti? Colpa della regione e dei comuni amministrati dalla sinistra. La gestione del COSMARI, la vicenda con la SMEA, l’inceneritore? Capponi è stato a capo del Cosmari nel 2002 ed andava tutto bene. Il nodo viabilità? Colpa del comune di Macerata che non si è mossa per lo svincolo di San Claudio. Le tariffe alte dell’elettricità? Colpa nostra che non abbiamo le centrali nucleari, così la Francia ci può vendere la sua energia a costi minori. Al contrario, tutto quello che funziona in provincia pare essere merito suo. E, probabilmente, Capponi ci crede per davvero.

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Luigi Gentilucci

LUIGI GENTILUCCI – (guarda il video)

Gentilucci non è un politico. Lo ammette lui stesso, quando dice che “noi cittadini siamo stanchi di questa politica”. E lo ribadisce, sottolineando il carattere peculiare della sua lista LAM, fatta di gente comune “che potreste incontrare mentre fate la spesa, oppure potrebbero essere i vostri vicini di casa”. Terribile. Sembra uno di quegli spot antiterrorismo oppure quegli avvisi che circolavano negli USA all’epoca del maccartismo, in piena guerra fredda: “attenzione, il nemico è tra noi. Il tuo vicino, il tuo collega d’ufficio, la tua fidanzata potrebbero essere dei comunisti!” (o di Al Qaeda, fate vobis). L’invasione degli ultraLam. Poi Gentilucci spende due minuti a spiegare che la sua Lega non c’entra nulla con altre “leghe”. È mutuata dai coraggiosi comuni del Montefeltro, autonomi tanto dopo le invasioni napoleoniche che dopo il Congresso di Vienna. Curiosamente, anche Marangoni, ex Lega Nord ed ora supportato da Lega per le Marche, ce l’ha con l’altra “lega”. Insomma, sarebbero tutti da… “legare”.
Gentilucci è preparato, ride sotto i baffi quando Capponi richiama alla memoria la vicenda LAM ed i relativi ricorsi, ma un lapsus sfugge pure a lui. Quando si dichiara contrario a nuovi centri commerciali in provincia, fa l’esempio del centro commerciale “Oasis” di Tolentino. Due le tesi accreditate: o si riferiva alla popolare band musicale, oppure ci ha messo un genitivo sassone “a gratis”.

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Enzo Marangoni

ENZO MARANGONI – (guarda il video)

Marangoni è il vero showman della competizione. Gli altri impallidiscono al solo confronto. Innanzitutto si candida per abolire le province. Fantastico. Non lo hanno informato che, pure se vincesse, non sarebbe presidente del Consiglio. Fa niente, lui vuole abolirle anche dallo scranno del presidente della provincia di Macerata. Ce lo immaginiamo con la zappa in mano a scendere verso la neonata provincia di Fermo, ed abbatterla a colpi di badile. Meraviglioso.
Poi Marangoni sfodera un colpo da maestro, che Kafka a confronto è un povero scemo. “La nostra posizione sull’immigrazione è chiara: abbiamo il dovere etico e morale di accogliere i bisognosi, ma quelli in regola. E di accoglierli a casa loro”. No, non è un refuso. Ha proprio detto “accoglierli a casa loro”. È come se voi andaste a mangiare a casa di Marangoni e rispondeste al suo probabile sguardo stupefatto: “niente paura. Ti sto accogliendo a casa tua”.
Marangoni è poi esperto di tutto ed anche innamorato di Copenaghen. Dalla breccia dei fiumi alla viabilità, passando per la gestione dei rifiuti, Marangoni esordisce con “io di questo me ne intendo”, e poi coniuga la romantica figura del cavatore del Po’ con quella della capitale danese, assurta a Eden terrestre, modello a cui tendere. Sotto sotto, ne siamo certi, Marangoni vuole vincere le provinciali per diventare sindaco di Copenaghen.

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Antonio Pettinari

ANTONIO PETTINARI – (guarda il video)

Pettinari è un personaggio che vedresti bene in un film western. Sguardo glaciale, composto, sicuro di sé. Un ottimo sceriffo di una polverosa cittadina dell’ovest americano.
La sua presentazione è da favola. Nella narrazione Pettinariana vengono fuori le sue origini difficili, ai margini della metropoli maceratese. Pettinari è uno che viene dai sobborghi “da una borgata a due km circa da Villa Potenza”, precisa. Il climax viene però sputtanato dalla precisazione che Pettinari fa del suo natìo borgo selvaggio “è dove fanno la sagra della polenta”. Ma no, come si fa tirare in ballo la sagra della polenta? Era molto meglio immaginarsi un Pettinari a cavallo di un veloce destriero, che rischia la vita tra le pistole svelte dei gringos treiesi e dei loro rivali del ghetto villapotentino. Comunque, anche il candidato Pd-Udc-Idv gioca molto sul surreale. Parla della sua famiglia, di Santa Maria in Selva, dei suoi hobby. Si resta un pochino sconcertati; forse siamo capitati sul set di un’agenzia per cuori solitari, dove i candidati si presentano per trovare l’anima gemella. Invece no, come tutti gli altri anche Pettinari è lì a chiedere il voto degli elettori. Ma, a differenza degli altri, molla il dibattito dopo le prime due-tre domande, per impegni precedentemente presi in quel di San Severino. Un’occasione persa, chissà cos’altro sarebbe venuto fuori.

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La prima parte del confronto organizzato da Cronache Maceratesi e dal Carlino:

Marangoni: “Mi candido per abolire la Provincia”

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di Alessandra Pierini

Continuiamo a raccontare il confronto tra i cinque candidati alla presidenza della Provincia andato in scena ieri sera nell’Aula Magna dell’Itc A.Gentili di Macerata.
A metà dell’incontro, la formula delle risposte di due minuti ad una domanda uguale per tutti è stata temporaneamente interrotta e i candidati si sono confrontati con domande ad hoc. Così Gentilucci ha spiegato  qual è il significato politico della vicenda della Lam: « Il significato politico è di giustizia – ha detto –  nel frangente della presentazione delle liste con un po’ di buon senso si sarebbe potuta riammettere la Lam. Noi abbiamo creduto nel ricorso, lo abbiamo sostenuto e pagato perché credevano in un diritto di tutti».
E’ stata poi la volta di Antonio Pettinari che spiegando dove sarebbe oggi se la Provincia non fosse stata commissariata e insistendo su valori quali la coerenza e il rispetto delle scelte degli elettori, ha salutato tutti e se n’è andato alla volta di San Severino dove era atteso da un incontro con i candidati per le elezioni comunali.
Al candidato Sel Francesco Acquaroli, è stato chiesto quanto c’è di vero nell’avvicinamento del suo partito al Pdl di Morrovalle di cui si è parlato nei giorni scorsi e i motivi del suo atteggiamento critico verso Pettinari:«Il problema vero è che il “si dice o ci sono voci” è quanto di più meschino può esistere in politica perché non è smentibile. Che Sel possa vere una vicinanza con Pdl è improbabile e inverosimile. Non mi risulta che abbiamo mosso critiche verso Pettinari ma da luglio dello scorso anno, abbiamo chiesto di sedersi intorno ad un tavolo per concordare il programma e per la scelta del candidato attraverso le primarie. Non critico Pettinari ma critico il metodo, una candidatura imposta dall’alto».

Enzo Marangoni ha invece precisato la differenza tra Lega Nord e Lega per le Marche e la sua posizione sull’immigrazione: «La Lega per le Marche  – ha detto – è il primo movimento, non partito, politico regionale. Ne fanno parte centinaia di leghisti pentiti. Ci siamo accorti che la Lega Nord è un partito poltronaro come tutti gli altri. Difende le province proprio perché ne ha tante al nord. Riguardo gli immigrati, la nostra posizione è di aiutare chi ha bisogno ma a casa loro. Se sarò presidente la provincia sarà deromizzata, con divieto di sosta per i nomadi».

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In caso di vittoria verrà riconfermato il ruolo della cerimoniera? E’ stata questa la domanda personale per Franco Capponi: « Noi abbiamo ridotto del 30% i costi della politica rispetto all’amministrazione precedente alla nostra. Quella che è stata banalmente definita cerimoniera era una figura professionale che ci aiutava a gestire i rapporti con il governo nazionale. Abbiamo ridotto la segreteria della presidenza da 9 a 4 persone e che Claudia Baiocco, così si chiamava, fosse stata dipendente di alcuni ministri, non poteva che esserci d’aiuto. Questa provincia è stata la Cenerentola d’Italia perciò serviranno figure che curino i rapporti con il governo».

A questo punto i candidati hanno risposto alla domanda arrivata dal Comitato di Sambucheto sugli interventi che attueranno per mettere in sicurezza i fiumi ed evitare alluvioni. I quattro rimasti hanno proposto soluzioni simili basate sulla prevenzione e il divieto a cementificare in prossimità degli alvei, la pulizia del letto dei fiumi e la costante manutenzione.

Spaccatura sull’accordo di programma firmato dalla Provincia con le Università di Macerata e Camerino che Capponi, presidente all’epoca della firma, ha difeso a spada tratta («E’ un atto approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale, è stato il primo in Italia e ha portato importanti risorse agli atenei») e gli altri tre che hanno contestato il metodo e i contenuti.

E’ stato poi affrontato l’argomento caldo del sito per la nuova discarica. Secca la domanda (dove avete intenzione di realizzare la discarica?), molto meno decise le risposte. Franco Capponi: «Noi non abbiamo puntato l’indice verso un luogo. Il piano provinciale del 2010 ha indicato 5 siti, il Cosmari ha scelto Cingoli, nessun blocco è stato posto dalla Provincia. La confusione l’ha fatta la Regione che sta ritardando di 6 mesi il rilascio autorizzazione». Enzo Marangoni: «La non politica del commissario ci ha aiutato. Ha individuato certi siti e bisognerà proseguire in questo senso». Francesco Acquaroli: «Siamo in piena emergenza rifiuti quindi non si può che continuare sulla strada tracciata con la discarica a Cingoli». Luigi Gentilucci: «Sono 5 i siti individuati, nessuno dei quali è condiviso dalla popolazione né idoneo al territorio. Penso alle cave abbandonate che potrebbero essere sede di discariche».

Nel finale Luigi Gentilucci, Francesco Acquaroli e Enzo Marangoni  hanno dichiarato la loro contrarietà all’inceneritore del Cosmari mentre Capponi ha sottolineato come i Comuni di centro sinistra, pur contrari all’inceneritore, sono stati gli ultimi a potenziare la raccolta differenziata. Contrarietà da parte di tutti anche al rigassificatore di Porto Recanati, alla realizzazione di nuovi centri commerciali e agli impianti fotovoltaici su terreni agricoli.



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