Capponi accusa il centrosinistra:
“Speculazioni sulle disgrazie”

Anche Massi, Marinelli e Acquaroli criticano la manifestazione a Roma. Sel presenta i candidati. La Giannini (Pd) passa al collegio di Morrovalle
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L'assessore regionale Sara Giannini

Cambio di collegio per l’assessore regionale Sara Giannini che, presentata durante la conferenza stampa di lunedì del Pd come candidata a Sarnano, “torna” nella sua città e sarà candidata nel colleggio 14, Morrovalle. Il candidato del Partito Democratico nel collegio 21 (Sarnano) sarà Paolo Battaglioni.

Sempre a Morrovalle, dove il 15 e 16 maggio si voterà anche per le elezioni comunali,  Sel smentisce eventuali accordi con il Pdl: “Sinistra Ecologia e Libertà Morrovalle ha dato vita ad una lista civica di centrosinistra, aperta a tutte le cittadine e i tutti cittadini che vogliono partecipare ai comuni ideali di democrazia e progresso. A tale lista, ovviamente alternativa al centrodestra, non partecipa né parteciperà alcun candidato iscritto o simpatizzante del PDL. Tale precisazione si rende necessaria di fronte alle voci malevole che circolano in queste ore e che rivelano un crescente nervosismo da parte del PD, che non ha evidentemente gradito la candidatura di Francesco Acquaroli a candidato Presidente della Provincia e che ha cercato, anche a Morrovalle, di imporre la sua linea e i propri candidati”.

Intanto Sinistra Ecologia  e Libertà comunica la lista con i nomi dei candidati per le Provinciali: Gianni Falzetti (Camerino), Igino Colonnelli (Castelraimondo), Andrea Bettucci (Cingoli) Luigi Carlocchia (Civitanova I), Andrea Dignani (Civitanova II), Maria Grazia Pierluca (Civitanova III), Andrea Bettucci (Corridonia I), Esildo Candria (Corridonia II), Marco Ricci (Macerata I), Roberto Acquaroli (Macerata II), Nicola Alessandrini (Macerata III), Riccardo Picciafuoco (Macerata IV), Igino Colonnelli(Matelica),  MatteoPetracci (Morrovalle), Romolo Gregori (Potenza PIcena), Erika Belelli (Recanati I), Maria Cristina Toldo (Recanati II), Pasquale la Torre detto Lino (Recanati III), Antonio Prosperi (San Ginesio),  Aronne  Alessandra (San Severino Marche), Enrico Palmarucci (Sarnano), Monica Minnozzi (Tolentino I), Elisabetta Ballini (Tolentino II), Reano Malaisi (Treia).

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Franco Capponi con il Ministro Renato Brunetta

Il candidato presidente del centrodestra  Franco Capponi risponde alle dichiarazioni di alcuni esponenti del centrosinistra alla manifestazione di Roma:

“Mi fa specie che un centrosinistra allo sbando continui a speculare sulle disgrazie non adempiendo, invece, alle sue responsabilità. Non è questo l’atteggiamento di chi dovrebbe sentirsi responsabile di quello che è avvenuto, visto che in questa regione per la pulizia di fiumi e torrenti sono state stanziate risorse ridicole, ed è stata proprio la cattiva manutenzione che ha contribuito a generare il disastro. La Regione, poi, ha un’ulteriore responsabilità dato che sono stati disattivati i Consorzi di bonifica che avevano la funzione di manutenzione e gestione della rete idrografica secondaria (fossi di 2°-3° e 4° ordine) e da anni la gestione dei Consorzi è stata commissariata, espropriandola ai legittimi titolari, quali erano gli agricoltori marchigiani (e su questo stiamo anche preparando  uno studio legale per vedere se si possa ravvisare il dolo della Regione o di altre istituzioni). La Regione Marche dovrebbe avviare la macchina amministrativa per la verifica reale dei danni perché le segnalazioni arrivate finora devono avere omogeneizzazione attraverso una procedura di riconoscimento  dei danni reali, con un parametro che sia uguale per tutti e, non come è stato fatto per il terremoto, dove sono stati riconosciuti danni anche a centinaia di chilometri dall’epicentro. Se le risorse del terremoto fossero arrivate dove i danni erano davvero gravi, saremmo riusciti a ricostruire anche le seconde case. La Regione dovrebbe mettere a disposizione somme per gli interventi più urgenti che, per noi, sono rappresentati innanzitutto dal crollo dei ponti sui fiumi Chienti e Potenza, e condivido la scelta fatta dal commissario di realizzare una passerella provvisoria, anche se ritengo che sia necessario contestualmente pensare a un progetto di ricostruzione, garantendo contemporaneamente le risorse, attraverso convenzioni con le banche, per ricostruire le infrastrutture e le attrezzature delle imprese coinvolte nell’alluvione. Vorrei, inoltre, ricordare al presidente Spacca e alle forze di maggioranza che il metodo “fotti e piagni” non appartiene alla sensibilità del popolo marchigiano e il concetto federalista anche nella gestione delle emergenze, come tutta la riforma in sé, è passata proprio grazie all’astensione del Pd. Noi non facciamo pagliacciate e per questo non sono stato a Roma, ma la sinistra avrebbe potuto fare una cosa più seria, invece di inutili sceneggiate di piazza, “cammellate da Favia e Ucchielli”, chiedendo nuovamente un incontro al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti. Ma la sinistra si sa predilige la piazza alla politica dei fatti, io preferisco impegnarmi sul territorio, vicino ai cittadini disagiati, piuttosto che ingaggiare inutili pièces teatrali. Avendo la convinzione di poter tornare alla guida della Provincia, noi saremo pronti a intervenire con le nostre risorse qualora la Regione non si sia attivata sia per la ricostruzione dei ponti che per un eventuale fondo di garanzia”.

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Erminio Marinelli insieme a Michela Vittoria Brambilla, Minisitro del Turismo

Sullo stesso tema intervengono i consiglieri regionali Acquaroli, Marinelli e Massi attraverso una nota congiunta:

“Allora…tutta la sinistra unita: il Governatore Spacca e la giunta al grancompleto, (così, in aula consiliare, solo per le grandi occasioni!), consiglieri regionali, segretari di partito Pd, Udc, Idv, Verdi e Liste civiche, il presidente dell’Upi Patrizia Casagrande, il presidente dell’Anci Marco Andrenacci, a Roma  si sono uniti i leader nazionali: Bersani, Casini, Di Pietro, e gli  onorevoli marchigiani: insomma la sinistra in piazza per protestare in maniera eclatante il suo distinguo, e… la bandiera. Le elezioni amministrative e in particolare la riconquista della provincia di Macerata coronata con l’ex vicepresidente Pettinari  – naturalmente anche lui in gita  a Roma  – , gita che neanche il grande maestro Pupi Avati avrebbe potuto rendere in modo così realistico, malinconico e pittoresco.

Il cattivo maestro, c’è  sempre un maestro in gita , è l’On.le Favia capace di investire di insulti, invettive, conditi con molto odio e rancore (perché?).

Tutto questo “rumore” per far capire che è colpa solo del Governo se non ci sono i soldi! Che non ci siano i soldi è certo, che noi marchigiani abbiamo diritto ad essere aiutati per i danni causati dall’alluvione lo sappiamo anche noi della PDL tanto che con il candidato Capponi abbiamo parlato quasi esclusivamente di questo con i ministri Sacconi e Brunetta che ci hanno assicurato il loro appoggio, continueremo come Gruppo PDL in Consiglio  con il Gruppo PDL in Parlamento a sollecitare le Istituzioni ed il governo e ad  individuare ogni azione idonea per sostenere i soggetti delle zone colpite dall’alluvione.

Speriamo che il Presidente Spacca non voglia puntare solo alla Corte Costituzionale, ma insieme all’assessore Marcolini riescano a sviluppare tutta la loro capacità amministrativa come hanno dimostrato in altre occasioni particolarmente coinvolgenti per la maggioranza

Occorre infatti l’unione di tutte le forze per cercare di mediare e risolvere al meglio questa emergenza,  per dare risposte concrete alle imprese e ai privati colpiti da questa grave calamità.

In consiglio Regionale e nelle altre sedi istituzionali nessuno ha strumentalizzato la mancanza di programmazione e l’assoluta trascuratezza della manodopera di fiumi e dei versanti della nostra Regione, che sono la vera causa dei danni, né nessuno di noi ha criticato la politica urbana, che ha causato gravi dissesti idrogeologici, che è stata permessa in questi ultimi anni senza nessuna programmazione proprio dal centrosinistra regionale e provinciale.

La responsabilità e l’unione di tutta la comunità dovrebbe contraddistinguere una politica seria, soprattutto davanti a queste situazioni, ma probabilmente sia Favia che Pettinari preferiscono cavalcare i trasformismi e la demagogia piuttosto che cercare di costruire tutti insieme risposte serie. Il nostro appello al dialogo nei confronti del Governo centrale c’è stato, ma non vorrei che tali atteggiamenti  innalzino un muro che smaschera l’atteggiamento di chi strumentalizza con bassa ironia i problemi degli imprenditori per trarne consenso di parte. Questo atteggiamento non è sicuramente di auspicio al dialogo e al confronto con il Governo”.



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