Massi si autosospende
da capogruppo regionale Pdl
per “protesta contro il Governo”
Il capogruppo regionale del Pdl Francesco Massi si è autosospeso dall’incarico ‘’per protesta contro il Governo’’. Ad annunciarlo è stato lui stesso durante il dibattito in consiglio regionale.
L’assemblea intanto ha approvato la mozione chiesta dal presidente Gian Mario Spacca, e presentata dai capigruppo di maggioranza, che impegna la giunta marchigiana a impugnare il decreto Milleproroghe davanti alla Corte Costituzionale e la direttiva applicativa davanti al Tar del Lazio.
Hanno votato contro il capogruppo del Pdl Francesco Massi, Giovanni Zinni – che ha ravvisato nell’atto un contenuto eccessivamente politico, un tentativo di manomettere il Decreto -, Giacomo Bugaro e il portavoce del centro destra Erminio Marinelli. Il resto dell’opposizione (compresi gli altri consiglieri del Pdl, la Lega e Fli) ha invece votato a favore dell’atto.
In chiusura di dibattito, il presidente Spacca ha sottolineato che la scelta di ricorrere alla Consulta viene dopo ‘’quattro lettere al presidente del Consiglio e altre lettere ai ministri dell’Economia e dell’Interno e al dipartimento protezione civile rimaste senza risposta’’. Spacca ha parlato di danni stimati in 476 milioni di euro, ma ha sottolineato che la Regione ha fatto ‘’richieste di buon senso’’, come un intervento straordinario immediato per le spese già sostenute dai Comuni (20 milioni) e 65 milioni per le imprese. ‘’’Abbiamo proposte responsabili – ha insistito – chiediamo un tavolo, per questo il silenzio è intollerabile’’. E ha proposto all’Assemblea legislativa di essere presente a Roma ‘’quando si discuterà la mozione parlamentare sull’emergenza maltempo’’.
Quanto al ricorso, ‘’non è detto che si arrivi fino in fondo’’, ma potrebbe essere un modo per muovere le acque e ottenere dei risultati, ‘’come è successo per la Quadrilatero: grazie al ricorso i Comuni entrano nella costruzione dei Piani di Area Vasta per la valorizzazione dei territorio’’.

Bravo Massi.
Non tutti ci credono ma anche nel PdL ci sono uomini che hanno dignità e autonomia di giudizio.