Sanità: Macerata soffre
Il Consiglio si rivolge alla Regione
Ordine del giorno votato all'unanimità. Il sindaco: "Evitiamo campanilismi, non serve fare la guerra contro Tolentino e Civitanova"
di Alessandra Pierini
Il Consiglio Comunale di Macerata si rivolgerà formalmente all’amministrazione e al consiglio regionale per chiedere che la sanità maceratese e l’Area Vasta 3 di cui la città fa parte vengano prese in maggiore considerazione rispetto a quanto fatto finora. Al termine di una lunga discussione, motivata dall’importanza del tema e alla presenza di una folta rappresentanza di dipendenti dell’Asur maceratese il consiglio ha votato un ordine del giorno in cui si chiede alla Regione che alle Aree Vaste si riconosca una personalità giuridica, che si prevedano investimenti infrastrutturali e per macchinari, che si avvii una politica di potenziamento della sanità maceratese e di valorizzazione del patrimonio professionale. Il Consiglio chiede inoltre l’applicazione di un nuovo modello di assegnazione del budget che tenga conto dei risultati ottenuti. Si è discusso anche sull’opportunità di un consiglio comunale aperto che i capigruppo si sono impegnati ad organizzare molto presto.

L’ordine del giorno è stato prodotto dalla sintesi di due mozioni, una presentata dall’opposizione e una firmata da Narciso Ricotta, molto vicine tra loro nei contenuti. La prima è stata presentata da Fabio Pistarelli (Pdl): «Nel Piano Sanitario Regionale c’è un grosso vuoto che riguarda la nostra area vasta provinciale che è stata sottovalutata se non dimenticata,in particolare nella parte relativa al sistema infrastrutturale, alle linee di intervento e programmazione. Manca ogni riferimento al nostro territorio. Vi è solo una frase “Razionalizzazione delle strutture delle aree vaste 3 e 4 Macerata e Fermo “ che fa paura e prospetta uno scivolamento verso Fermo delle nostre realtà e strutture ospedaliere. Inoltre non sono stati applicati i più volte proposti correttivi nei centri in cui sono stati superatii budget di spesa stabiliti. Macerata in questi anni ha risparmiato e ha visto i suoi budget ridursi, inoltre si sono ancor più accentuate procedure di razionalizzazione che in realtà tali non sono visto che non migliorano le strutture ma semplicemente riducono strutture e servizi. Dobbiamo dare all’area vasta una personalità giuridica. Dobbiamo avere l’orgoglio di dire che non può esserci un sud e un nord delle Marche senza considerare la parte intermedia che è la nostra provincia e che ha offerto grandi qualità dei servizi e ha raggiunto gli obiettivi che gli erano stati posti».

La mozione del Pd è stata presentata dal consigliere Maurizio Del Gobbo: «L’area vasta è l’unità di misura della politica sanitaria locale dove va ad insistere il nostro Ospedale di zona che sta per essere completato nell’ultima parte della sua struttura e sul quale si stanno investendo 1,8 milioni di euro per il rinnovo delle apparecchiature. I Sindaci possono partecipare attivamente alla programmazione sanitaria attraverso la Conferenza di Area Vasta, chiediamo perciò che il coordinamento di Area Vasta tenga conto della centralità della zona 9 maceratese, che si effettuino investimenti, che non venga disperso il patrimonio culturale e che si tenga conto dei risultati ottenuti quando si parla di assegnazione dei budget».
Il Sindaco Romano Carancini ha chiesto di evitare campanilismi quando si parla di sanità: «Nella mozione Pistarelli non emerge la situazione sanitaria nazionale. Non si può ragionare attribuendo tutte le colpe alla Regione Marche, senza tener conto del fatto che lo Stato italiano non può accettare una serie di spese relative alla sanità e pertanto stabilisce dei criteri di valutazione che pongono dei limiti alle regioni. Nell’ordine del giorno, frutto del lavoro del consiglio c’è una lacuna, non è previsto un consiglio comunale aperto che spero venga inserito. Macerata non può essere considerata nella sanità una realtà campanilistica e abbiamo il dovere di ascoltare tutte le componenti. La sanità maceratese ha dimostrato di poter competere ad ogni livello perché la produttività del nostro Ospedale è seconda solo a Torrette. Il Consiglio comunale deve aprire senza polemiche un fronte di confronto con la Regione, tenendo conto dei vincoli esistenti. Se continuiamo a fare la guerra con Tolentino e Civitanova faremo il gioco di chi vuole divedere questo territorio perdere autorevolezza».
La necessità di un consiglio comunale unito e coraggioso sul tema è stata rivendicata anche da Ivano Tacconi (Udc), da Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) e da Anna Menghi dell’omonimo comitato («La politica maceratese è sempre stata debole nei confronti di un territorio che l’ha fatta da padrona. Noi siamo fieri di avere un direttore di zona ai vertici che però oggi è chiamato a un ruolo tecnico, ma il nostro interlocutore è esclusivamente politico. Il messaggio ad Ancona deve essere chiaro e veloce, basta alla razionalizzazione di Macerata quando altri ancora la devono cominciare».)
Gli interventi dell’opposizione sottolineano che la questione sanità era stata già affrontata più volte e che in più occasione i consiglieri di minoranza avevano sottolineato i rischi per il territorio maceratese. La prima è Deborah Pantana (Pdl): «Sono anni che sia in consiglio comunale che in Regione sono state presentate mozioni relative alla sanità in cui annunciavamo che sarebbe accaduto quello che sta accadendo, che scegliere l’area vasta come strumento non poteva che penalizzarci in maniera grave. Oggi però non serve a niente dire che avevamo ragione bisogna invece fare in modo che alcune nostre idee come quella della necessità che l’Area Vasta abbia una personalità giuridica. Non è questione di campanilismo ma è rivendicare un giusto diritto. Noi abbiamo la fortuna di avere dei medici straordinari, personale che fa turni su turni di molto superiori a quello che dovrebbero fare per poter mandare avanti questa struttura che farebbe molta fatica se così non fosse. Su Macerata non si può continuare a stringere la cinghia. Oggi abbiamo maceratesi nei posti di comando che hanno fatto questo esperimento maceratese e la nostra città continua ad essere penalizzata. Solo un “no” unito può permetterci di ottenere qualcosa, dobbiamo batterci per mantenere la qualità garantita dalla preparazione degli operatori».
Sulla stessa linea Riccardo Sacchi (Pdl): «Noi ve l’avevamo detto anni fa quando fu approvata la legge 13. E’avvenuto un depauperamento dell’area sud delle Marche. I mancati correttivi ai centri di spesa (Ancona da sola assorbe il 60-70% del deficit sanitario)hanno penalizzato Macerata. Se non interveniamo Pesaro si accorperà con Fano e potrà fare la voce grossa, Ancona avrà i finanziamenti per il nuovo ospedale all’Aspio, per Fermo sono previsti ingenti investimenti. Per Ascoli è previsto l’accorpamento con san Bendetto. Rimane fuori proprio Macerata che è vicina Ancona e deve esserne il serbatoio. Come noi abbiamo chiesto al Governo di reintegrare il Fus per lo Sferisterio, chiedete anche voi forte e chiaro agli amministratori in Regione di avere maggior forza. Dobbiamo dimostrare di non avere paura dell’appartenenza politica». Fa riferimento alla Costituzione Giorgio Ballesi (Lista Ballesi): «Ho ascoltato un’ intervista all’assessore regionale Mezzolani in cui diceva che l’obiettivo è assicurare a tutti i cittadini gli stessi servizi ed evitare campanilismi. Oltre ad aver raggiunto l’obiettivo contrario, Mezzolani non ha detto nulla di nuovo, il diritto alla salute è inserito nella costituzione».
Visto il tema, anche Romano Mari (Pd),medico di base, ha abbandonato le vesti di presidente del consiglio per dire la sua:«Se potenziamo il territorio possiamo dare servizi adeguati, se il territorio viene depauperato che servizi potremo dare? Noi abbiamo ancora delle famiglie che riescono a sopperire alle difficoltà ma tra qualche anno non ci saranno più, urgono perciò hospice sul territorio per non parlare dei problemi legati alle tossicodipendenze, alla vaccinazione».
Dalla lunga discussione emerge la volontà di unirsi per avere più voce ed ottenere maggiori risultati. Solo al termine Fabio Pistarelli ci mette un po’ di polemica: «Vengono a dirci di risparmiare, ma vorrei proprio sapere quanto è costata l’operazioni Cup e che cosa ha prodotto?»
L’ordine del giorno firmato da maggioranza e opposizione è stato votato all’unanimità.
(foto di Guido Picchio)







O Mr Picchio ha problemi con la macchina fotografica oppure si sono ingrassati tutti.
Se non ricordo male qualche anno fa, quando ci fu l’addizionale regionale per la Sanità sullle tasse, mentre tutte le regioni avevano un addizionale bassa (e solo 2 aliquote) noi avevamo questa addizionale sul reddito più alta (e ben 4 aliquote)…
Cioè ci avevano detto che eravamo una delle Regioni più virtuose in fatto di Sanità e, nonostante questo, il prelievo era uno dei “più pesanti” tra quelli delle Regioni italiane.
Quindi avevo immaginato, visto che c’erano Regioni sprecone sanitariamente, che la nostra Regione sarebbe stata in futuro (grazie ai virtuosismi e anche al “pesante” prelievo) se non la punta di diamante della sanità italiana almeno tra le prime 3..
…. Insomma immaginavo che in generale avremmo avuto medici di fama mondiale, infermieri che ci invidiavano in tutto il Mondo e degli Ospedali così talmente avanzati e professionali che, dai Grandi Ospedali mondiali, avrebbero mandato delle delegazioni per far vedere come funzionavano bene i nostri.
… Poi è suonata la sveglia e mi sono destato….
Complimenti a tutti i nuovi consiglieri comunali sia di Minoranza che di maggioranza. Sulla sanità maceratese abbiamo dimostrato una vera e sincera compattezza, l’Ordine del Giorno unitario sulla Sanità ha messo in evidenza i traguardi raggiunti dal nostro personale medico e paramedico. La Regione Marche non potrà mai escludere il nostro comprensorio provinciale dagli investimenti sulla sanità. Macerata si è conquistata attraverso un duro lavoro questi traguardi, se la logistica regionale a un senso noi dobbiamo esserci, i doppioni anconetani dell’Aspio non potranno assobire il nostro capoluogo. Ci difenderemo, questa compattezza politica deve continuare, non si tratta di campanili, ma solo della difesa di una popolazione che va dal mare civitanovese ai monti Sibillini di Camerino.Rimaniamo uniti, ieri in Comune abbiamo dimostrato che da noi la politica quando vuole c’è e si fa sentire.
A tutti questi politici maceratesi, di maggioranza e di opposizione, che si strappano le vesti in nome di una centralità territoriale di Macerata in ambito sanitario, vorrei fargli una semplice domanda: quale è o quali sono le eccellenze presenti nell’ospedale di Macerata che ne giustifichino la salvaguardia e che giustifichi un presunto ruolo centrale – sempre in un ambito sanitario – almeno nel territorio regionale? Credo nessuna. Molti per operazioni serie vanno ad Ancona (ad Ancona le eccellenze a livello nazionale ci sono cito il cardiologico e l’ospedale dei bambini per fare due esempi spiccioli) o fuori Regione. Quale è la scuola maceratese che si è fatta strada ed è riconosciuta anche fuori regione? Credo nessuna. Vogliamo premiare allora la corretta tenuta contabile della sanità maceratese? Bene lo si faccia pure, ma diamo un ruolo centrale alla scuola di ragionieri e commercialisti