Marinelli (Pdl) sulle esondazioni:
“Il passato ci consigli
per le scelte future”
“Nel 2000 fu Civitanova la città protagonista dei danni del maltempo. Oggi a distanza di dieci anni, vista la tragedia vissuta intorno a noi, possiamo dire di aver lavorato bene negli anni successivi ma anche di essere stati fortunati in questa occasione. La semplicità con cui è stata superata l’emergenza in città non deve far abbassare la guardia”. Sono le parole di Erminio Marinelli, Sindaco di Civitanova Marche all’epoca delle esondazioni del Castellaro e del Maranello.
“Se oggi non abbiamo avuto disagi alla viabilità – spiega l’attuale portavoce del Centrodestra -, è dovuto sia alle opere realizzate nel quinquennio 2000-2005, sia al fatto che queste sono state precipitazioni di carattere diverso”.
“Finito il 2000 – ricorda Marinelli -, l’allora assessore Enzo Ripa pianificò una serie di interventi fra i quali innalzare i ponti del Castellaro e il sottopasso di via Aldo Moro, allargare il sottopasso alla fine del lungomare Nord e soprattutto provvedette a potenziare i collettori fognari fra cui i più importanti sono quello del quartiere Fontanella che oggi scarica a valle della foce del Chienti dove il letto è più basso, quello di San Marone che finisce nel Trabocco e molti di quelli che terminavano nel lungomare sud”.
“Tuttavia – aggiunge Marinelli -, il motivo per cui in questa occasione a Civitanova non ci sono stati danni rilevanti è che le piogge attuali non hanno provocato smottamenti o frane nei letti dei fiumi. A leggere la cronaca, vittime per le esondazioni ce ne sono state tristemente a dieci chilometri di da noi, gente della nostra stessa comunità che veniva a lavorare qui. Mentre nei sottopassi ovunque in Italia si continua a morire: mercoledì nel ravennate e giovedì a Teramo.
“Quello dei sottopassi è il problema di sicurezza che affligge Civitanova – secondo Marinelli -. Ed è un problema che rende ancora più attuale la questione della sopraelevata. Se la ‘bomba d’acqua’ si fosse concentrata su di noi, o se il mare avesse ricevuto diversamente, il centro città sarebbe rimasto intrappolato”.
“A detta di quasi tutti i metereologi le precipitazioni sono cambiate – conclude Marinelli -, e lo dimostra il fatto che sempre più spesso ci troviamo di fronte a questi fenomeni improvvisi che nel cinquantennio precedente si erano verificati solo in pochi casi come Firenze. Il 2000 è stato una grande lezione per Civitanova, facciamo in modo che la gestione dell’ultimo decennio e questa ultima alluvione ci insegnino ad essere preparati di fronte a future emergenze che purtroppo non mancheranno”.
