Legambiente: “Frane e alluvioni
causate dall’edificazione selvaggia”

"No al consumo indiscriminato del suolo". Proposto un patto ai Comuni
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Le piogge intense di questi giorni hanno messo in ginocchio le Marche con frane ed alluvioni e hanno reso più che mai necessaria una riflessione sulla corretta gestione del territorio. Legambiente Marche aveva già da tempo sottolineato i rischi di un consumo indiscriminato  e a seguito degli ultimi sviluppi interviene con una nota:

«Piogge intense ma non eccezionali hanno nuovamente messo in ginocchio le Marche. Secondo Ecosistema Rischio 2010 di Legambiente e Protezione Civile l’83% dei comuni marchigiani ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, il 38% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 63% ha edificato in queste aree strutture e fabbricati industriali, con evidente rischio non solo per l’incolumità dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che nei 236 Comuni marchigiani, classificati a rischio dal Ministero dell’Ambiente e dall’UPI, ci siano circa 185.000 persone quotidianamente esposte a pericolo. E’ per questo che Legambiente lancia un appello alle istituizioni per stringere insieme un’alleanza, che coinvolga tutti i soggetti in grado di portare il proprio contributo per attuare una seria e concreta politica di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico».

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Una delle tante zone allagate in questi giorni (foto Picchio)

 

«Nelle Marche abbiamo un efficiente apparato di protezione civile che ci tranquillizza – spiega Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche – ma da solo non basta. Ed è per questo che chiediamo alle istituzioni più coraggio e proponiamo di creare un’alleanza che coinvolga tutti i soggetti interessati per programmare in tempo gli interventi di prevenzione e difesa da frane ed esondazioni. La vera sfida, pur consapevoli delle difficoltà economiche del momento, è il superamento della cultura degli interventi in emergenza, tentando di impostare una gestione organica e sistemica del suolo in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali e sociali, per arrivare ad una cultura della prevenzione. E’ questa la vera grande opera pubblica di cui il nostro territorio ha bisogno per generare in primis sicurezza e difesa dei cittadini ma anche tanta sana e buona economia territoriale, fatta di tanti e piccoli interventi sul territorio a partire dal coinvolgimento degli agricoltori, vero presidio del territorio».

Legambiente chiede a tutti i Comuni di stipulare un vero e proprio “patto per il territorio”. Un impegno comune per applicare una seria politica di prevenzione che Legambiente ha sintetizzato in alcune proposte di intervento prioritarie, per una concreta azione di mitigazione del rischio. Bisogna delocalizzare i beni esposti a frane e alluvioni, adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio, restituire  spazio alla natura, rivolgere una particolare attenzione a torrenti e fiumare, sorvegliati speciali, avere cura del territorio, prevenire gli incendi, applicare una politi cadi convivenza con il rischio, lottare contro gli illeciti ambientali e gestire le piogge in città.

Già programmato in precedenza ma più che mai attuale, sabato mattina alle ore 10 si svolgerà all’agriturismo Valeriani l’incontro “Idee, proposte e suggestioni per una nuova legge sul governo del territorio” proposto dal Coordinamento Paesaggio Marche.

 



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