Pizzichini (Udc): “Siamo sicuri
che la Fiom-Cgil stia tutelando i lavoratori?”

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Da Massimo Pizzichini, consigliere comunale dell’Udc riceviamo:

“Ultimamente sembra che la FIOM – CIGL sia l’unica sigla sindacale a tutelare i lavoratori e gli altri sindacati sono tacciati come servi dei padroni.

Io penso che la FIOM abbia una visione della realtà piuttosto limitata e viene usata questa parte del sindacato in versione lobbistica.

Va dato merito al 54% dei lavoratori FIAT di Mirafiori di essere pragmatici e realisti, perché altrimenti la FIAT avrebbe investito nuovamente all’estero, rischiando la cassa integrazione per tutti i lavoratori se non il licenziamento.

Con la globalizzazione si deve fare i conti con il mercato mondiale e naturalmente l’imprenditore per competere è attratto là dove il costo del lavoro è più competitivo.

La sfida della globalizzazione si vince insieme lavoratori e imprenditori, la visione della FIOM di considerare l’imprenditore sempre e comunque uno sfruttatore è ormai superata.

Con la caduta del muro di Berlino  è stata sconfitta anche una visione Marxista-comunista del mondo in cui si teorizzava il pluslavoro come sfruttamento degli operai a vantaggio degli imprenditori.

Bisogna fare i conti anche con una forza lavoro imponente che bussa alla porta, che di regole del lavoro non sa cosa siano, basti pensare a paesi come Cina e India con oltre due miliardi di persone.

La competitività internazionale costringe le nostre aziende a ridurre i margini di redditività, i lavoratori ad accettare salari più bassi e carichi di lavoro maggiori.

La strada di far partecipare agli utili dell’azienda gli operai va perseguita, perché è vero che ci sono i diritti dei lavoratori, ma ci si dimentica spesso dei doveri.

Una parte del nostro sindacato, vedi FIOM-CIGL, è più intenta a fare politica che tutelare veramente i lavoratori, su questa china della FIOM si alleano centri sociali e partiti di riferimento comunista.

La sfida del mercato globale non possiamo fermarla, ma dobbiamo governarla al meglio, con la riforma del lavoro, la meritocrazia e altri provvedimenti adeguati, perché altrimenti la via del declino sarà irreversibile”.



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