Non pagano la droga
Minacciati di morte
Pusher albanese arrestato per estorsione
Spaccio di droga ed estorsione con tanto di minacce di morte. Davvero un brutto giro quello in cui erano terminati due maceratesi trentenni, disoccupati e tossicomani, salvati soltanto dall’intervento dei carabinieri che hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino albanese, anche lui di 30 anni. L’operazione è stata condotta dai militari delle Stazioni Carabinieri di Cingoli e Apiro supportati dagli operatori del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Macerata al termine di un servizio mirato a contrastare e reprimere il fenomeno dello spaccio di stupefacenti nella zona di Cingoli e Apiro.
A seguito di una intensa attività antidroga messa in piedi dai militari delle stazioni di Apiro e Cingoli già dall’estate scorsa, venivano seguiti con attenzione i movimenti di alcuni personaggi sospettati di aver intessuto una attività volta allo smercio di cocaina nell’area di quei Comuni e di Macerata. Le ulteriori indagini delle ultime settimane volte a stabilire e chiarire la provenienza dello stupefacente, portavano all’individuazione di un fornitore, un soggetto straniero (rivelatosi poi essere l’albanese finito in manette) il quale nel frattempo si era reso irreperibile.
I due maceratesi, riforniti puntualmente dall’albanese, potevano avere disponibilità continua di sostanza. A destare l’attenzione dei carabinieri è stato un problema di soldi verificatosi tra i protagonisti della vicenda.
L’albanese, infatti, aveva consegnato della droga ai due senza ricevere puntualmente il corrispettivo in denaro e per questo si era presentato da uno chiedendo minacciosamente i soldi relativi allo stupefacente che gli aveva ceduto. Le indagini hanno permesso di appurare che dietro le aspre minacce del loro fornitore, i due soggetti erano troppo spaventati per poter abbozzare una qualsivoglia reazione, trattandosi evidentemente di un contesto pericoloso e di soldi comunque provento della loro attività di spaccio.
Non ottenendo il denaro, si trattava di alcune migliaia di euro, l’albanese si è fatto sempre più minaccioso e aggressivo, tanto da far temere il peggio ai due trentenni.
Negli ultimi giorni le richieste fatte dall’albanese si sono fatte sempre più incessanti e le minacce sempre più esplicite e spaventose, tipiche dei narcotrafficanti che sono stati traditi, non avendo nessuna paura ad utilizzare la violenza più truce e senza scrupoli. Le minacce di morte si sono tradotte a fine anno in ultimatum. Infatti la notte di Capodanno ha dato ai due un termine inesorabile di 24 ore. Però i movimenti sospetti del 31 sera e dell’1 mattina hanno insospettito i carabinieri che erano sulle tracce dei due personaggi i quali, presi dal panico, hanno commesso inevitabilmente degli errori non sfuggiti ai militari dell’Arma che nei giorni del 2 e del 3 gennaio hanno predisposto mirati servizi di osservazione e controllo.
Individuati i due tossicomani e accuratamente decifrata la vicenda, i Carabinieri nella serata di ieri hanno approntato un dispositivo di intervento rapido con ausilio di una unità cinofila della Guardia di Finanza ed hanno seguito uno dei due da Cingoli a Macerata e poi verso Ancona, dove doveva consegnare le poche centinaia di euro racimolate ma non la cifra totale. Giunto in serata nell’anconetano, il giovane ha parcheggiato l’auto dove ad attenderlo c’era l’albanese al quale consegnava il denaro. In quell’istante è scattato il blitz degli operatori in borghese dell’Arma che prontamente hanno bloccato e sottoposto a perquisizione personale il soggetto trovando i soldi e arrestandolo in flagranza di reato. Una successiva perquisizione domiciliare ha consentito anche di rinvenire dello stupefacente.
Dopo ulteriori accertamenti l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Ancona Montacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono tuttora in corso ulteriori indagini per stabilire connivenze con altri trafficanti della zona e la provenienza della sostanza sequestrata.
Paracadutati al paese di origine senza piu possibilita’ di rientro non solo in italia ma in tutta europa.
Basta.
Già che ci siamo… esportiamo da loro anche i nostri che si comportano così. E non è una battuta: o solo gli altri paesi possono mandarci qua il peggio?