Parte la catena
di solidarietà
per Francesco Pio
Arrivano i primi aiuti dopo l'appello dell'Aido
Francesco Pio ha bisogno di essere sottoposto ad un trapianto di cellule staminali. Ne ha bisogno perchè è un bambino di 6 anni che, dopo la nascita da prematuro, è stato colpito da una paralisi cerebrale che lo ha trasformato in un vegetale. «Ho dovuto aspettare 4 anni per sentirmi chiamare mamma» ci ha raccontato Alessandra Vitulano che per regalare al suo bambino un’esistenza normale è disposta a tutto. Francesco Pio è stato infatti sottoposto ad un trapianto di staminali nel Piyavate Centers of Excellence di Bangkok e i risultati ottenuti sono stati straordinari tanto che la famiglia pensa che con un nuovo trapianto il bambino potrebbe arrivare ad avere una vita normale. Il problema è che il trapianto è molto costoso e la famiglia che, già in passato ha avuto accesso a finanziamenti, non sa come sostenere le spese.
L’Aido maceratese ha scelto Francesco Pio per dare il via al progetto “L’altalena della speranza” che si pone l’obiettivo di aiutare i bambini del nostro territorio.
Quella di Francesco Pio non è solo la storia commovente di un bambino, ma è anche il coraggio dei suoi genitori che da anni lottano per regalargli una vita normale, è l’amore della sorellina Gessica di 10 anni che ha vinto il premio Rodari con una poesia dedicata al fratellino, è la sorpresa di scoprire che Francesco Pio va a scuola e riesce ad imparare le vocali anche se nessuno ci avrebbe mai creduto.
Non si può restare indifferenti ad un grido di aiuto così forte e profondo.
La prima risposta ufficiale all’appello lanciato dall’Aido è quella dell’associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”. Dal suo presidente Giuseppe Bommarito riceviamo: « La nostra Associazione ha ritenuto di accogliere l’invito dell’Aido a sostenere la famiglia di Francesco Pio, il bambino di sei anni affetto da paralisi cerebrale infantile, che dovrà affrontare quanto prima un nuovo intervento di trapianto di cellule staminali. La sua storia ci ha commosso, così come ci hanno suscitato grande rispetto ed ammirazione gli sforzi della sua famiglia di fare tutto il possibile affinché Francesco Pio possa avere una vita normale. La storia della sua famiglia è una storia di amore, più forte di tutto: dei pregiudizi, delle convinzioni dei medici, delle difficoltà, delle statistiche che davano al bambino solo pochi mesi di vita. Una grande lezione di vita per tutti noi. La nostra Associazione – come è noto – si muove in due settori, oggetto delle scelte che Nicola, nel suo piccolo, aveva fatto quando era ancora in vita e non pensava di andarsene così presto: aiuto e sostegno a giovani e ragazzi in situazione di disagio e difficoltà ed interventi in favore degli animali comunque maltrattati.
In questo quadro stiamo organizzando, insieme all’Anffas ed all’Asur, un convegno proprio sulla disabilità, fisica ed intellettuale, giovanile, che dovrebbe aver luogo l’11 febbraio 2011, finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sul tema specifico e a dare tutti i dati numerici per comprendere la portata e la difficoltà degli sforzi delle associazioni di volontariato e delle istituzioni per intervenire in questo importantissimo settore.
Su questo convegno saremo più precisi tra qualche giorno, non appena avremo messo a punto tutti i dettagli organizzativi. Per il momento ci fa enorme piacere poter dare un contributo economico a Francesco Pio ed alla sua splendida famiglia, nella speranza che si riesca a mettere in piedi una catena di solidarietà che attraversi tutta la nostra provincia.»
