Prosegue la protesta
del Movimento Studenti
Sit-in in piazza Mazzini
Contro la Riforma Gelmini
C’è clima di attesa nell’aula A di Filosofia mentre nelle altre facoltà tutto scorre con assoluta normalità. Domani la Camera discuterà il Ddl Gelmini e l’esito della votazione sarà determinante per le università italiane, Macerata compresa. I componenti del Movimento Studenti Macerata che si è formato spontaneamente la scorsa settimana, questa sera si sono riuniti e hanno coordinando le ultime azioni da intraprendere. Già questo pomeriggio infatti si è svolta un’assemblea pubblica sui temi del decreto e della protesta e subito dopo è stato organizzato un corteo che si è snodato lungo le vie della città, da Corso Cavour, lungo le Mura cittadine e fino ad arrivare in Piazza della Libertà, al quale hanno preso parte più di 100 persone. Le iniziative si intensificheranno anche nella giornata di domani, fino al momento della discussione del Ddl Gelmini. La distribuzione di volantini e le azioni di protesta giungeranno al culmine alle ore 12,30 quando è previsto anche un sit-in in Piazza Mazzini.
«L’occupazione prolungata, secondo i termini da noi disposti – hanno comunicato i ragazzi nel corso di una conferenza stampa – ha portato ad un “faccia a faccia” con il Rettore che possiamo definire un successo. Sono state gettate le basi per ottenere il prolungamento dell’orario di chiusura di una biblioteca dell’ateneo, gestita dagli studenti per gli studenti. Anche l’aula autogestita è stata accolta con assoluta disponibilità sia dal rettore Lacchè che dal preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Paci. La nostra mobilitazione non finisce qui.»
«Tutte queste iniziative – sottolinea Giacomo Bergantini, uno degli studenti – sono volti ad affermare la nostra idea di università, pubblica, laica e accessibile. In caso di approvazione del Ddl Gelmini, noi studenti non dovremo arrenderci ma continuare a lottare per promuovere quello che secondo noi dovrebbe essere fatto.»
Intanto al momento non si registrano iniziative da parte delle altre associazioni studentesche.




Errata corrige: il Collettivo SPAM ha deciso nella sua totalità di seguire con attenzione le iniziative promosse dal movimento spontaneo nato a filosofia, ergo non è corretto dire che altre associazioni universitarie non si sono mosse, ma semplicemente noi stiamo collaborando fattivamente a questa forma di protesta, senza la necessità di strumentalizzarla
Si registrano eccome!!! a differenza di Officina Universitaria e del Collettivo SPAM che, al di là delle differenze di approccio e di metodo, stanno collaborando con il Movimento attraverso le adesioni dei singoli senza interferire con la necessaria spontaneità e autonomia, si registrano i volantini in bella mostra e le campagne informative di Obiettivo Studenti (Comunione e Liberazione) e Azione Universitaria (PDL) che condannano fermamente la protesta e inneggiano ai vantaggi che procurerà la riforma (?) Gelmini.
Alleluja.
Niente di nuovo sotto il sole.
Come sempre è stato appena si sente il fischio del padrone (stavolta il fischio si sente da lontano, arriva dall’Africa) ecco subito che arrivano i soliti a condannare fermamente la protesta…
Volevo astenermi dal dire la mia, ma poi leggo alcune cose e onestamente non riesco a non dire la mia.
Puntualmente dopo Hallowen e prima di Natale parte l’okkupazione contro la Riforma, contro il Governo, contro chi vuole distruggere la cultura italiana, la ricerca, la scuola.
E puntualmente si occupa una auletta, si fanno lezioni autogestite su tutto e il contrario di tutto, si protesta e poco di propone, meglio quasi nulla.
Ma la Riforma qualcuno l’ha mai letta sul serio oppure si parla per sentito dire? Ma ATTUALMENTE L’UNIVERSITA’ ITALIANA funziona così bene? Ma ATTUALMENTE I RICERCATORI UNIVERSITARI stanno così bene o sono sfruttati dai soliti noti? Ma ATTUALMENTE LA MERITOCRAZIA ESISTE O UNO SLOGAN?
Se a queste rozze e stupide domande rispondete dicendo che attualmente va tutto bene, che i cervelli fuggono da un paio d’anni, che i ricercatori non sono sfruttati, che i concorsi sono trasparenti e chiari allora scusate se la penso diversamente…
Poi caro Daniele,tu che sei democratico, non permetti che qualcuno abbia un punto di vista diverso dal tuo e che “inneggi” al contrario di quello che dici tu? strana idea della democrazia… ma scusa chi sostiene la riforma è solo uno schiavo del padrone per dirla alla cerasi…
sapete che vi dico vorrei tanto discutere con voi in pubblico, parlando punto per punto della riforma… quando volete e dove volete non ho problemi… io ascolto tutti e critico le persone nel merito non per partito preso…
buona giornata a chi oKKupa e a chi va a lezione (che poi sono la maggioranza)…
saluti
Egr.De Simone
le risposte alle sue “rozze” domande sono nelle parole di Calamandrei anche se qui, per ragioni di spazio ne riporto brevi ma significativi brani, non le sarà difficile trovare il discorso completo dell’11 febbraio 1950.
Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università […]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perchè difendiamo la scuola? […] Difendiamo la scuola democratica: la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perchè questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà […]. La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.[…]La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine
A questo serve la democrazia, permette ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità. Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perchè solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. […]“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”
Egr.De Simone..le serve altro?
H.B.
Caro Michele sai benissimo che non mi sono mai sottratto ad alcun confronto pubblico.. L’ultimo che io ricordi c’ è stato in un’assemblea a Scienze Politiche ai tempi dell’Onda, quando il gruppo dirigente di AU se ne dovette andare sommerso dai fischi di centinaia di studenti.
Non ho mai detto che non potete esprimere la vostra opinione, ci mancherebbe. La storia ha sempre giudicato chi si schiera, se lo fa dalla parte giusta o da quella sbagliata.
Oggi io mi schiero dalla parte di chi lotta, di chi non si rassegna al degrado civile e culturale del nostro Paese. Dalla parte di chi pensa che il futuro di ognuno di noi è fatto di studio e preparazione e non si debba necessariamente passare dai festini giusti per fare carriera.
Oggi io sto con chi crede che il modo migliore di uscire dalla crisi sia investire in Università, scuola e ricerca (come insegna la Germania), anche se “la cultura non si mangia”.
Tu continua pure a screditare le ragioni di chi protesta, la storia darà il suo giudizio, come sempre inesorabile.
A presto,
Daniele
Gent.mo Henry Brubaker vorrebbe le rispondessi come il film “Hey Brubaker! Bisogna che le dica una cosa: aveva ragione!”… ma non sono tanto colto nè preparato quanto lei… Bellissime parole quelle che LEI ha riportato ma da rozzo, stupidi e servo dei padroni non ho trovato la risposta alle mie domande… pazienza vivrò anche senza avere le sue risposte…
Caro Daniele se i tempi dell’Onda sono quelli a cui ho partecipato io e ho preso la parola io non mi sembra affatto di essere uscito tra i fischi di centinaia id studenti, anzi ricordo altro… ma sicuramente mi sbaglio e mi sbaglio di grosso, ma tanto sono abituato a sbagliare sempre tanto quando dei sempre dalla parta sbagliata non puoi non sbagliare…
La vita caro Daniele non è sempre tutto Bianco o Nero, o se preferisci Rosso o Nero…
Io non sono mai stato ad alcun festino, ho una laurea, ho frequentato un master,ho lavorato da precario, ho superato l’esame d’avvocato e ora cerco di guadagnarmi il mio senza avere un padre avvocato, o imprenditore, o deputato o senatore, per cui hai proprio sbagliato bersaglio… dai ogni tanto capita anche ai giusti di sbagliare…
Non critico la tua voglia di lotta però su una cosa mi incazzo e mi incazzo di brutto… ogni volta il BENE è da una parte e il MALE dall’altro… E’ come se ogni volta ci si oppone a chi vuole riformare un sistema che invece per te sembra funzionare alla perfezione…
Intanto io mi accontento di questa piccola vittoria MERITOCRATICA che tu difendi solo come slogan
(DIRE) Roma, 30 nov. – Scatta il divieto di docenza per i parenti dei rettori nello stesso ateneo. È una delle modifiche apportate alla Camera alla riforma dell’universita’. L’aula ha detto si’ alla proposta del governo, portata stamattina in commissione, contro le parentopoli. Proposta che ha superato e “reso piu’ dura”, dicono dalla maggioranza, quella emersa precedentemente dall’Idv. Ecco il testo dell’emenamdento: d’ora in poi non potranno essere chiamati come professori in un dato ateneo coloro che hanno un grado di parentela “fino al quarto grado compreso con un professore appartenente al dipartimento o struttura che effettua la chiamata (del docente, ndr) ovvero con il rettore, il direttore generale o un consigliere di amministrazione”.
Io non scredito porto il mio punto di vista, se poi non posso perchè ti da fastidio mi spiace e mi spiace per i tuoi compagni…
Buon pomeriggio
Caro Michele il tuo errore è di premessa.. al di là del vittimismo assolutamente incomprensibile non puoi partire nell’analisi di una riforma che prosegue nell’opera di taglio (sia all’Università in sè sia al diritto allo studio, unico strumento in grado di realizzare l’effettiva meritocrazia delle opportunità)e di privatizzazione dell’Università pubblica prendendone solo dei pezzetti. Noi critichiamo l’impianto complessivo (tagli e privatizzazione della governance), il resto sono solo noccioline.
Se un giorno ci sarà la volontà di discutere su come migliorare l’Università pubblica, libera e laica, senza diminuire gli investimenti, saremo i primi a sederci al tavolo.
A presto
Daniele
Vittimismo io? Macchè…
Non so se sorridere o incazzarmi… mi dici come si deve migliorare la tua Università pubblica, libera e laica? perchè in dieci anni non sono proprio riuscito a capire, e non perchè sono limitato ma perchè non ho mai letto una proposta, non ho detto dieci…
Mi dispiace vedere Daniele ma sei indifendibile perchè voglio ricordrti che quando sei stato rappresentante degli studenti per più di un anno nn hai partecipato a nessun consiglio e sei venuto solo quando si votavano le persone per eleggere il rettore!
E poi tu oggi vuoi difendere l’università , credo che tu abbia un pò la memoria corta , lo scorso anno quando sono uscite le classifiche sulle università tu nn hai mosso un dito e nn sei veneuto neanche in consiglio a dire la tua …. divertiti in piazza ! Io so solo che azione universitaria si è mossa e ha anche ottenuto risultati tramite gli organi istituzionali.
ultima cosa quando parlate dei membri esterni all’interno dei CDa devi anche ricordarti che oggi i cda sono composti anche dal presidente della confcommercio e da altri membri esterni e poi ti invito a leggere i nuovi documenti che hanno approvato in cnsu sul rifinanziamento dell’università.
secondo me questi studentelli dovrebbero fare la prova, x almeno una settimana, a lavorare 10 ore al giorno sulla manovia,così capirebbero che forse è meglio fare l’università(anche se a modo loro),piuttosto che fare queste inutili e stupide proteste.
Ci mancava l’intervento del Ministro Guastamacchia detto Guasta.
Mi dispiace che l’unica risposta che avete per difendere questi tagli (riforma?) sia rispolverare un CdS trasformato in un inutile bivacco (infatti i membri di maggioranza sono stati elettoralmente già puniti dagli studenti). Ma su questo gli studenti hanno già detto la loro a Maggio. E per il nostro Guasta non sono stati giorni facili.
Quando è uscita la classifica caro Guasta era già troppo tardi. Io mi sono sempre opposto, ora come due anni fa, a criteri di valutazione esclusivamente mercato-centrici che avrebbero penalizzato le Università umanistiche.
Le tue risposte di allora erano le stesse di oggi e anzi, così come l’ex rettore, andavi millantando una sicura “virtuosità” dell’Ateneo di Macerata.
Il tuo autogol è clamoroso quando ricordi quella vicenda.. dimostra che nemmeno gli scagnozzi del Ministro sul territorio erano a conoscenza degli effettivi criteri di valutazione che sarebbero stati adottati.
Perchè avrei dovuto difendere chi non si è voluto opporre (pretestuosamente) all’allora legge 133 per poi mettersi a piangere quando i danni erano già stati fatti?
Come diceva un’illuminante pubblicità dentistica PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE!
E oggi siamo alla stessa storia: dei tagli indiscriminati nascosti dietro una pseudo riforma, difesi dai piddiellini e ciellini per semplici ragioni elettoralistiche, senza mai entrare nel merito dei problemi. Ascoltiamo solamente slogan e numeri giustificazionisti sparati a caso. Vi inviterei ad assistere alle lezioni aperte organizzate dai ragazzi dell’Aula A, magari troverete qualcosa da imparare.
Salute Guasta.
Nulla di eclatante… è solo una piccola minoranza di studenti facilmente manovrabili… Questi ragazzi protestano per il gusto di farlo… non hanno la maturità di analizzare con la loro testa il caso… Sono ragazzi…e si stanno divertendo. Io li capisco, e mi faccio una bella risata.
Tenendo presente che, mai a mia memoria, le elezioni studentesche universitarie sono state largamente partecipative (cioè votano, percentualmente, solo pochi rispetto al numero dwegli iscritti: il 20-30%) questo sta a significare che gli organismi elettivi (nella componente studentesca) pesano assai poco nella vita universitaria e quindi non c’è molto interesse da parte degli studenti di eleggere qualcuno che poi andrà a contare poco e che inciderà pochissimo.
Che l’Università italiana (oramai da 50 anni) sia semrpe 3 passi indietro rispetto al Mondo è un fatto assodato.
Il moltiplicarsi dei corsi, le gemmazioni, l’assurda incapacità di orientare gli studi verso professioni che servono, il distacco -spesso- del Mondo universitario con il mondo reale, le baronie da sempre presenti e mille altri problemucci indicano che la nostra Università è alla frutta.
Ci sono certamente delle eccellenze in Italia, ma il resto è un appiattimento verso il basso poichè la struttura Universitaria è diventato un carrozzone mal gestibile (e largamente mal gestito) da oramai troppo tempo.
Trovare una soluzione non è facile poichè si scontrano tanti modi di pensiero, tanti interessi in gioco, tanti piccoli orticelli a cui nessuno vuole rinunciare.
Certo che tagliare i fondi universitari è una cretinata ed una zappa sui piedi per il futuro, ma continuare ad avere decine di facoltà -che sfornano disoccupati- (se non si ha qualche aprente e qualche studio avviato) è altrettanto stupido e poco lungimirante.
Forse (se e quando) si riuscirà a mettersi intorno ad un tavolo e si cercherà di trovare una soluzione complessiva (non avendo paura di chiudere doppioni o indirizzare gli studenti verso quelle facoltà che non forniscono disoccupati) si potrà riuscire a trovare una soluzione decente.
Ma fino a che, da tutte le parti, si tende a non toccare diritti acquisiti (spesso sulla pelle deglis tessi studenti), privilegi e baronie varie non è che faremo molti passi in avanti.
C’era un bellissimo intervento, sull’Espresso (inizio anni ’90), dal titolo “Università corrotta, Nazione infetta” (che parlava dei mali universitarti)
Purtroppo lo sto cercando su internet, manon riesco a trovarlo.
E’ un intervento di ormai 20 anni fa, ma se non ricordo male dovrebbe essere ancora attualissimo
Ammettere che quoto quasi tutto l’intervento di Cerasi mi sembra una cosa quasi impossibile 🙂
Prince ma perchè offendi le persone? Perchè non accetti che qualcuno la pensi diversamente da te? Io a dire il vero gli slogan li vedo in alcune tue affermazioni e in quelle degli okkupatori ma tanto le SINISTRE sono superiori e geneticamente e culturalmente rispetto ai rozzi DESTROIDI FASCISTI O PUTTANIERI…
A maggio hai vinto le elezioni sono contento per te, mi dici come ha votato la tua rappresentanza studentesca per la nomina del presidente dei revisori dei conti che è lo stesso da 18 anni? Il rappresentato di AU ha votato contro…
Mi dici se la norma che prevede il limite a 6 anni per poter ricoprire la carica di rettore è sbagliata?
Mi dice se la norma che prevede il divieto di partecipare a concorsi per la docenza se parenti entro il 4° grado di professori, o rettori, o direttori amministrativi è una norma sbagliata?
Mi dici perchè il concorso unico nazionale è sbagliato?
Ma lo sai quante sono le sedi universitarie italiane? e lo sai quante ne hanno le altre nazioni europee?
Ma lo sai che nelle altre nazioni europee, e non solo, i privati finanziano l’Università…
se vuoi fare politica contro il governo libero di farla anzi ti aspetto anche per le provinciali..