Caraceni: “Borroni dovrebbe dimettersi
Non ha rispettato il suo dovere istituzionale”
Il presidente del Consiglio comunale di Potenza Picena dopo la frase sui gay

Enrico Caraceni
di Laura Boccanera
Non si placa, nonostante le scuse e le giustificazioni di Pierpaolo Borroni, la polemica sulla dichiarazione “meglio le donne che essere gay” esplicitata nei giorni scorsi dal presidente del consiglio comunale di Civitanova sulla bacheca Facebook. A dare “lezione” di istituzionalità al collega è il presidente del consiglio di Potenza Picena Enrico Caraceni:<<non condivido in nessun modo la presa di posizione del Presidente del Consiglio Comunale di Civitanova Marche Pierpaolo Borroni e mi sento in dovere di replicare non per intromettermi nei fatti di altri Comuni né con la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno ma solo per spiegare ai cittadini quali siano le mansioni del Presidente del Consiglio Comunale e perché il comportamento del Collega Borroni mi sembra profondamente difforme da esse>>. Una stigmatizzazione forte quella che arriva da Caraceni che include i toni utilizzati (colorito il lessico di Borroni che è sfociato anche nel turpiloquio) e i contenuti: <<Il fatto di essere, in cuor suo, un uomo di parte come me, non lo esime dal dovere istituzionale che ha accettato di compiere – continua Caraceni – dovrebbe ricordarsi che la carta costituzionale sancisce chiaramente l’ uguaglianza di tutti i cittadini italiani a prescindere dal sesso, dalla loro religione, orientamento politico, e attitudini sessuali>>.

Pierpaolo Borroni
Borroni da parte sua in questi giorni, sempre attraverso Facebook, ha ringraziato gli amici e i conoscenti che hanno condiviso con lui il commento: <<Ringrazio le decine di persone che mi hanno contattato e che intelligentemente hanno capito la situazione dandomi apprezzamenti di stima – scrive – Al contrario rimango perplesso vedendo tutti questi opinionisti di Sinistra che si permettono di giudicarmi senza conoscermi sulla base di una frase rubata da un giornalista>>. Borroni infatti ha più volte messo in evidenza come a suo avviso le dichiarazioni fatte fossero riconducibili ad una sfera privata, <<una battuta fra amici e non un comunicato stampa>> senza implicazioni politiche, sentendosi in parte <<spiato>> dai media.
Caraceni entra nel merito anche della questione “privacy” e ribatte: <<la politica ha in sé una funzione educativa irrinunciabile che deve anzitutto essere messa in atto con la prassi quotidiana: a prescindere dagli schieramenti di destra o sinistra è richiesta coerenza. Penso che Borroni debba delle spiegazioni ai cittadini riguardo alle sue affermazioni e dovrebbe prendere in considerazione molto seria il comportamento coerente del Presidente della Regione Lazio Marrazzo che, pur non avendo commesso alcun reato, si è dimesso dall’incarico per l’immoralità e la mancanza di trasparenza del suo comportamento>>.
Borroni finge (finge???) di essere un “povero me” e si appella alla privacy poichè, asserisce, che le dichiarazioni fossero riconducibili alla sfera privata.
Tralasciando il fatto che la sfera privata è, semmai, ipotizzabile come una serata tra amici intimi e non certo facebook, dove ti leggono a decine e decine di persone (anche sconosciute), ci sarebbe da ricordare al Presidente del Consiglio Comunale di Civitanova che egli (che gli piaccia o meno) NON è un normale cittadino, ma un personaggio pubblico proprio per il ruolo amministrativo che svolge.
Inevitabilmente come personaggio pubblico la sua sfera privata (che gli piaccia o no) è inferiore rispetto al sig. Rossi (sconosciuto cittadino che passa per la strada): questa è l’abc per chi fa politica, se Borroni (e il suo Capo Bunga Bunga, pare e sembra anche con minorenni) non ha compreso questo mi pare che, come politico, sia prossimo allo zero…
Pertanto se vuole che questa sua privacy sia la più etesa e completa possibile sia conseguente e si dimetta dal Consiglio Comunale.
Dopo le dimissioni, da privato -qualunque- cittadino senza incarichi pubblici, come stupidamente altri privati cittadini -in tutto il mondo- su facebook potrà scrivere-condividere-pubblicare tutte le corbellerie che gli pare.
Io sono cotnro Borroni, però si da troppa importanza a un’azione fuori dalla portata politica, un’azione su uan pagina FB in un momento di pausa-lavoro, ora strumentalizzata. Allora eprchè Caranicni non dice se si dovrebbe dimettere la consigliera che a Macerata si è alzata durabnte il minuto di silenzio per i soldati morti? un momento cmq in cui LEI svogleva un compito politico e istituzionale. Due pesi e due misure, grazie.
<>.
1) Magari sono i critici di Borroni ad avere capito “intelligentemente” il senso delle sue affermazioni.
2) Non si tratta di “frasi rubate da un giornalista”: sono parole farina del sacco di Borroni.
Se lui le mette in piazza, di cosa incolpa i suoi critici?
Di saper leggere?
Sarebbe meglio che Borroni, invece di lamentarsi, imitando Berlusconi, di essere stato frainteso, dicesse molto semplicemente di essersi sbagliato e si scusasse.
Io credo che chi ricopre ruoli istituzionali, debba assumere atteggiamenti di rispetto verso TUTTI i cittadini e le loro diversità di vedute. Debba quindi essere garante di imparzialità, anche nei confronti di chi non la pensa come lui e dimenticare di essere ‘ di parte’.
Così come un sindaco, un presidente della repubblica, etc. si dovrebbe capire che si è responsabili di TUTTI i cittadini, non solo di quelli della propria parte politica.