Discarica a cielo aperto
in via Brigata Macerata
Rifiuti abbandonati per settimane
di Alessandra Pierini
«Questa è solo la prima di una lunga serie di immagini che documentano quanto sia basso il grado di civiltà di qualche abitante residente nella zona di Via Brigata Macerata, che scambia l’area dove sono ubicati i secchi dell’immondizia per una discarica a cielo aperto. A questo si aggiunge il fatto che gli addetti al ritiro dell’immondizia non raccolgono il materiale posto fuori dai secchi, conclusione, l’area dei contenitori è sempre ingombra di materiali vari, che rimangono in bella vista, abbandonati a se stessi anche per settimane.»
Ottorino Latini, maceratese residente in via Brigata Macerata, ci ha inviato questa segnalazione per denunciare la situazione che si trova molto spesso di fronte quando esce di casa.
«Ho notato anche – va avanti Latini – che in Piazza Nazario Sauro davanti allo Sferisterio da un’aiuola che mimetizza i bidoni dell’immondizia, da diversi giorni fuoriescono liquami. Forse bisognerebbe intervenire.»
In passato nelle pagine di Cronache Maceratesi avevamo definito il “bazar dei rifiuti” le aree dove i cittadini, sicuramente meno attenti all’ambiente e meno preoccupati del bene pubblico di Latini, buttano un po’ di tutto, dai passeggini ai tavoli, dai frigoriferi ai materassi sbarazzandosi anche così del problema di smaltirli.
E’ vero che tra le funzioni comunali c’è anche la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è anche compito dell’amministrazione sensibilizzare i suoi cittadini all’importanza di una corretta raccolta dei rifiuti, ma a tutto questo bisogna aggiungere un po’ di senso civico e di collaborazione.
Ringraziamo Ottorino Latini, “paladino” maceratese, anche se volere una città pulità e comportarsi in maniera tale che lo sia dovrebbe essere la normalità


Purtroppo devo informarvi che questo atteggiamento assai poco civile non è limitato a via brigata macerata. io abito in via silone (zona san fracesco) e anche qui in una zona adibita ai cassonetti della differenziata vengono abbandonati rifiuti diversi , spesso ingombranti (grandi imballi, reti, matarassi etc). E qui non c’è nessuna responsailità del comune e dei suoi servizi (che anzi nel giro di un paio di giorni riescono a portare via questi “lasciti”) E’ solo un problema di inciviltà e maleducazione.
Penso pure io che è colpa soprattutto dei cittadini maleducati e incivili,che non si rendono conto ,forse,che fanno crescere anche i loro figli in questo schifo,dando loro un insegnamento completamente errato,ma penso anche che se ci fossero controlli severi e seri da parte del Comune,ci penserebbero 2 volte prima di buttare a casaccio gli oggetti!
A Corridonia i primi tempi della raccolta porta a porta succedeva la stessa cosa,poi il Comune ha iniziato a far girare la Polizia Locale che ha fatto anche delle multe e le cose si sono regolarizzate!
La campagna di lancio della raccolta differenziata era titolata “Valentina”, se non erro. E allora, perchè vi lagnate dei ritardi?
@rugens
Quando partì la raccolta mi sembra di ricordare che la Valentina, usata come immagine nei camion e nellapubblicità, fosse la figlia di un assessore…
… Ora tal Valentina dovrebbe essere almeno sposata.
Quindi quando partì la differenziata a Macerata ritengo fossimo tra le prime città a livello italiano.
Poi sarà stato l’affaticamento, l’impossibilità di stare un passo sempre avanti gli altri, gli sponsor, gli ostacoli che all’inizio nella corsa non c’erano…
Chissà quale altre (politiche) problematiche fatto sta che oramai da tempo non siamo più in testa al gruppo, anzi oramai cominciamo a vedere solo in lontanza il posteriore dei primi.
Bisognerebbe anche chiedersi come mai Macerata da possibile città virtuosa da prendere ad esempio sia diventata negli ultimi 15 anni più sporca, sciatta, indifferente, incivile.
Sarà solo il classico caso, solo il “classico-caso-da-non-prendere-assolutamente-in-considerazione, ma la discesa nelle categorie inferiori è suppergiù iniziata con l’arrivo della fantasmagorica smea, dove al primo posto non c’era la pulizia della città ma l’utile di gestione..
(chissà se qualcuno, ora in chiesa, mormori “smea culpa, smea culpa, smea massima culpa”)