Il fotovoltaico di Sarrocciano
arriva in Consiglio comunale
CORRIDONIA - Il Comitato Natura Libera e Fronte Verde chiedono la regolamentazione dei nuovi impianti
di Alessandra Pierini
Gli impianti fotovoltaici continuano a far discutere a Corridonia. Domani sera si riunirà il Consiglio Comunale e saranno ben due i punti dell’ordine del giorno dedicati alla realizzazione di impianti fotovoltaici.
La costruzione di un impianto in località Sarrocciano per la produzione di 6.039,00 kWp che occuperà ben 12 ettari, con pannelli alti circa 4 metri, modificando inevitabilmente il paesaggio e la vocazione agricola dell’area, aveva già provocato le proteste di molti residenti della zona. A questo si è ora aggiunto un altro impianto da realizzare in località Campogiano.
Per tutelare le aree interessate e quelle che in futuro potrebbero essere scelte per la costruzione di altri impianti si è recentemente formato il comitato “Natura Libera” che affiancato dal Fronte Verde regionale, inizierà una raccolta di firme per scongiurare il consumo del territorio. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa: «Non siamo contrari alle nuove energie – sottolinea Claudio Cimarossa, del comitato – ma il nostro obiettivo è il bilanciamento tra produzione di energia e consumo territoriale. Quindi ci batteremo contro la distruzione della natura, la desertificazione dell’agricoltura e le speculazioni. Invitiamo quanti hanno a cuore questi temi a farsi avanti. Chiediamo anche al consiglio comunale a riflettere sulle nuove autorizzazioni e al sindaco di provvedere quanto prima a regolamentare il settore. Voglio anche precisare che il comitato non ha colori partitici e questa materia non è prerogativa di partito.»
E’ Tonino Quattrini del Fronte Verde a suggerire i criteri per la regolamentazione del fotovoltaico: «Diversi comuni hanno già provveduto a stabilire dei criteri, ad esempio Morrovalle ha stabilito la grandezza massima degli impianti, la distanza minima dalle abitazioni e dai centri storici. Nel territorio di Corridonia ci saranno cittadini che avevano scelto di abitare in campagna che vedranno la loro casa circondata di pannelli solari. Le caratteristiche dell’impianto di Sarrocciano che sorgerà sui terreni di proprietà della famiglia Merloni sono inaccettabili: l’area interessata è pari a 12 campi da calcio e i pannelli saranno alti quasi 4 metri con un impatto significativo. Suggeriamo al Sindaco di Corridonia di stabilire la distanza minima da confini, strade e abitazioni, la grandezza massima dell’impianto, un’altezza massima dei pannelli non superiori a un metro e ottanta e di prestare attenzione alla salvaguardia e al rispetto dei vincoli ambientali esistenti e del territorio naturale.»
Il Fronte Verde ha anche preparato un documento da sottoporre a tutti i Sindaci, completo di una bozza di delibera, proprio per sollecitare la regolamentazione del fotovoltaico, settore in forte espansione e per il quale aumentano costantemente le richieste di autorizzazione in tutta la provincia. A chi obbietta che anche gli agricoltori sono contenti per il business del fotovoltaico che gli permette di affittare a cifre significative i loro terreni, Quattrini risponde «Se gli agricoltori dovessero scegliere tra affittare un terreno a 5000 euro al mese per i pannelli o per 3000 euro al mese purchè lo coltivi lui stesso con grano duro, sceglierebbe di sicuro la seconda opzione. La nostra agricoltura è mal ridotta e va incentivata come stanno facendo paesi più avanzati del nostro nelle tematiche ambientali, ad esempio la Germania.»


…..è un’impianto già autorizzato??????
LINEE GUIDA REGIONALI AREE NON IDONEE IMPIANTI A TERRA FOTOVOLTAICO SUOLO AGRICOLO. LA GIUNTA TRASMETTE LA PROPOSTA ALL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA.
Velocizzare la costruzione degli impianti fotovoltaici a terra nella aree idonee, affidando ai Comuni l’individuazione cartografia dei siti non adatti. Le amministrazioni comunali dovranno realizzare la ‘trasposizione cartografica’ entro 60 giorni: in questo modo si garantisce certezza di tempi e di aree, accelerando cosi la conclusione degli investimenti fattibili sugli impianti. E` l’obiettivo della proposta di deliberazione che la Giunta regionale ha approvato oggi e trasmesso all’Assemblea legislativa per l’adozione. Su indicazione dell’assessore all’Energia e Fonti Rinnovabili, Sandro Donati, l’esecutivo ha individuato le aree non idonee (ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 387/2003) a ospitare gli impianti fotovoltaici a terra, come disposto dalla legge regionale 12 entrata in vigore il 27 agosto 2010. ‘Insieme agli Enti locali e alle Province – ha anticipato l’assessore Donati ‘ stabiliremo le procedure amministrative che disciplineranno l’approvazione di progetti presentati dopo il 27 agosto. Per quelli depositati prima di questa data, valgono le norme transitorie gia` previste dalla legge’. La produzione di energia da impianti fotovoltaici, evidenzia Donati, ‘ha conosciuto una notevole diffusione sul territorio regionale, generando pero` alcune ripercussioni negative per il paesaggio e per l’agricoltura. In particolare, la diffusione non controllata degli impianti fotovoltaici su suolo agricolo comporta consumo di territorio, il potenziale utilizzo di diserbanti, la sottrazione di terreno produttivo (anche in aree di produzione vinicola e agroalimentare DOC e DOCG) con la potenziale riduzione dei prodotti agricoli della filiera corta locale’. La redazione della proposta delle linee guida regionali, che verra` trasmessa gia` dalle prossime ore alla IV Commissione per il proseguimento dell’iter di adozione da parte del Consiglio regionale, ricorda l’assessore, ‘e` stato frutto di un ampio confronto, avviato nel corso della precedente settimana, che ha visto il coinvolgimento di tutte le rappresentanze del territorio: Enti Locali, Associazioni degli agricoltori, oltre che le varie compagini del mondo produttivo (industriali, artigiani, Aper)’. L’assessore Donati, nell’esprime soddisfazione per la condivisione della proposta in sede di Giunta regionale, auspica che essa sia ‘approvata in tempi rapidi dal’Assemblea legislativa, per dare una risposta alla necessita` di conciliare, attraverso una chiara regolamentazione, un importantissimo settore per la ripresa economica anche della nostra regione, quale quello della Green Economy, con le esigenze di tutela paesaggistica e ambientale del nostro territorio: motori di sviluppo delle Marche’..
….oggi, dopo la “pausa estiva”, una proposta di deliberazione che andrà approvata (con quali tempi?)….che impone ai comuni (quindi ad altri) di redigere, entro 60 giorni (ah, qui è ben chiaro in quanto tempo), una cartografia adeguata affinchè possano….
La realtà è che la regione marche è colpevolmente in ritardo con il fotovoltaico. Colpevole perché nella nostra regione di impianti fotovoltaici di grossa taglia se ne stanno facendo da almeno 5 anni; colpevole perché di fotovoltaico se ne parla da dieci anni; colpevole perché a livello strategico si è voluto (parlo del piano energetico regionale) favorire i grossi impianti piuttosto che il piccolo fotovoltaico, quello domestico o su piccola scala, che avrebbe garantito l’autonomia energetica dei singoli (cittadini o piccoli imprenditori) più che il guadagno (lecito sia ben inteso) dei grandi industriali o proprietari terrieri. La stessa cosa la si vivrà fra qualche anno con l’eolico: non ci sono solo le super pale (quelle della puglia, per intendersi) con il loro notevole impatto visivo. Quello che veramente temo è che tutte queste colpevoli mancanze nelle strategie energetiche regionali alla fine stiano portando ad una “guerra tra poveri”: i proprietari terrieri vengono additati come speculatori del territorio (ma i capannoni industrio-commercio-artigianali disseminati in tutte le nostre vallate?) e gli impianti di energia pulita (fotovoltaico, eolico, biomasse) vengono visti come elementi che rovinano il paesaggio (quale paesaggio? Esiste una definizione anche pseudo scientifica ma soprattutto condivisa del paesaggio?)
Vi ringrazio per il contributo al dibattito sul tema, si può avere posizioni diverse e ognuno di noi può dare o chiedere regole diverse, tutto questo fa parte delle diversità di pensiero.
Ma ciò che unisce tutti sono “le regole”, cioè che la materia va determinata da “regole”.
Le amministrazioni comunali, il sindaco in primis quanto primo responsabile del territorio su mandato elettorale dei cittadini, hanno il dovere e l’obbligo di fare.
CHIEDERE, di stabilire con delibera comunale i criteri di realizzazione, non mi sembra di chiedere cosa assurda.
Che ogni comune stabilisca “LA GRANDEZZA degli impianti consentiti sul proprio territorio. LE DISTANZE minime dai confini, LE DISTANZE minime dalle abitazioni, L’ALTEZZA massima dei pannelli, LA GARANZIA dei lavori di manutenzione (esempio taglio dell’erba, con divieto assoluto di usare prodotti chimici), IL RISPETTO dei vincoli esistenti (fiumi, architettonici, terreni di pregio agricolo ecc. ecc.).
Nel caso specifico di Sarrocciano, 12 ettari e pannelli di circa 4 metri di altezza, su terreni ad alto rendimento agricolo, con vincoli ambientali esistenti (in via di modificazione comunale) a 20 metri dalla strada provinciale 77, penso che sia doveroso intervenire.
Anche in considerazione che, a 1.000 metri ci sono i “pozzi” dell’acquedotto di Morrovalle mi sembra opportuno vincolare con “IL DIVIETO ASSOLUTO dell’uso di prodotti chimici per il trattamento del suolo contro l’erba”. Vi sembra assurda la posizione del Fronte Verde e dei cittadini?
Debbo poi aggiungere che a Colbuccaro, sempre sul territorio del comune di Corridonia, sul versante “Abbadia di Fiastra” (distante circa1/2 kilometri), c’è la strana situazione che un abitante del posto andrà a trovarsi circondato dagli impianti. Si ritroverà nel bel mezzo, circondato da 8 ettari di fotovoltaico (2 gia costruiti), con pannelli distanti 20 metri dalla propria abitazione, restando proprietario (sic) solo della strada per uscire di casa (o dal Bunker).
Stabilire ora le regole per evitare di trovarci, domani, nella situazione della vicenda “Giorgini”. Se il comune aveva stabilito le REGOLE e i VINCOLI di protezione della vallata, oggi non correremmo nessun ricatto “TAR”.
Non avendo nessun “Regolamento”, non avendo previsto criteri per la realizzazione di certe aziende, si corre il rischio (fondato) della ragione della SUAP.
Poi dobbiamo considerare che Giorgini non ha la potenza economica e soprattutto politica che ha MERLONI, nella costruzione dell’impianto fotovoltaico di 12 ettari di Sarrocciano. (scusate la vena polemica)
Mi scuso per lo spazio, ringrazio per l’attenzione.
Tonino Quattrini
Ritengo che le richieste avanzata da Quattrini siano totalmente condivisibili.
Ringrazio Cerasi
e mi scuso per una imprecisione, non è la statale 77 come ho scritto nel commento, ma la provinciale che da Piediripa va a Trodica.
Il resto (purtroppo) è tutto esatto.