Gioielliere sventa un tentato furto

MACERATA - Una coppia ha cercato di narcotizzarlo. Indaga la polizia

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La gioielleria di via Don Minzoni

di Alessandra Pierini

Brutta esperienza ieri sera per Claudio Pesci, uno dei titolari della gioielleria “18 karati” a Macerata, il quale ha sventato, con grande prontezza di riflessi un tentativo di furto ai suoi danni. Tutto è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri nella sede di Via Don Minzoni: “In realtà il negozio, essendo lunedì, era chiuso – ci racconta Claudio – ma come capita spesso stavo lavorando nel laboratorio che si trova al piano superiore. I miei clienti lo sanno e talvolta passano. Due ragazzi, di circa vent’anni, hanno suonato il campanello. Ho confuso la ragazza con una mia cliente per cui ho aperto. Il ragazzo aveva un forte accento napoletano e mi ha chiesto un anello con un diamante da un carato da regalare alla ragazza per il loro primo anniversario di matrimonio.” Il gioielliere si è subito insospettito: “Il ragazzo mi ripeteva di avere una certa esperienza nel settore delle pietre e ne ostentava la conoscenza ma poi si è tradito rispondendo in maniera incerta alle mie domande. Comunque gli ho mostrato 3 anelli, di caratura inferiore rispetto a quelli che mi aveva chiesto. Il ragazzo mi ha detto che gli piacevano ma che avrebbe voluto una particolare montatura e mi ha mostrato una foto sul suo I-phone, ma l’ha fatto con molta insistenza, avvicinandomelo al viso.”

A questo punto i sospetti erano aumentati tanto più che il ragazzo continuava a mettere e togliere il giubbetto dicendo che aveva assunto un Aulin a causa del mal di gola e che accusava continui sbalzi di temperatura. Mentre la ragazza guardava la merce in vetrina, il gioielliere ha preso accordi con il giovane: “Mi ha lasciato un nome e un numero di telefono sui quali sta indagando la Polizia – va avanti Pesci – dicendomi che sarebbe ripassato giovedì per ritirare la montatura. Poi ha preso in mano uno dei miei anelli e ha cominciato ad avvicinarmelo al viso con grande abilità. Mi sono subito sentito stordito come sotto effetto di un’anestesia.”

Nonostante  il senso di nausea, il bruciore di gola e l’ irrigidimento delle gambe che gli davano la  sensazione di svenire, Claudio ha raccolto tutte le energie e li ha cacciati: “Dai sintomi ho immaginato subito cosa stava accadendo, ho capito l’imbroglio e ho immediatamente preso in mano il telefono per chiamare qualcuno. I due mi guardavano come se niente fosse, probabilmente aspettavano che il narcotico, che credo fosse nelle mani del giovane, facesse effetto. Fortunatamente avevano lasciato la porta aperta e con le ultime forze che mi erano rimaste li ho cacciati fisicamente dal negozio, poi sono tornato in laboratorio, mi sono ripreso e ho immediatamente chiamato i soccorsi.”
Alla fine insomma la brutta esperienza si è conclusa senza troppi danni grazie alla reazione del gioielliere: “Abbiamo avuto un furto nel 1999, quindi molto tempo fa ma sono sempre attento a tutelarmi.”

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che stanno indagando sull’accaduto.


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