Barbara Alberti alle donne
“Riprendetevi la faccia”
Il nuovo libro presentato a Pollenza
di Maurizio Verdenelli
“Donne, stiamo attente! Ci stanno togliendo tutto, se ci tolgono anche la vecchiaia siamo fritte”. “Non ho niente contro le plastiche finchè non le mettono obbligatorie”. “Siate nonne a 15 anni, siate fidanzate ad 80, siate tutto meno quello che gli altri vogliono!”. Infine il monumentale “La vecchiaia è non è stata mai così brutta come da quando si cerca di nasconderla”.
L’ultimo libro-pamphlet di Barbara Alberti “Riprendetevi la faccia” (Mondadori editore) è stato presentato a Pollenza in un teatro Verdi esaurito in ogni ordine di posti da un estasiato, plaudente pubblico femminile e dove la presenza maschile era ridotta ad alcune sparute e silenti ‘sacche di resistenza’. Ad eccezione del sindaco Luigi Monti che se ha riconosciuto che “le donne ci arrivano un momento prima” si è anche interrogato sul “perché litigano spesso tra loro”. Una resa di conti ultima tra veri potenti? ci si chiederebbe non senza ragione, ma poi dal palcoscenico adornato da un trionfo di fiori la stessa Barbara Alberti ha rovesciato la questione spazzando via il ’68, par condicio e le vittorie del movimento femminista. “Le streghe son tornate?” macchè quelle vere si sono ritirate per sempre lasciando spazio tuttalpiù ad ‘antistreghe” la cui icona massima, per la scrittrice, è Claudia Koll passata da Tinto Brass ad un cristianesimo fortemente militante -l’attrice sta curando la regia di un docufilm sul Pellegrinaggio Macerata-Loreto del quale, a giugno, ha ripreso da un velivolo le immagini.
Insomma l’Alberti la pensa come Franca Rame: “Lei invecchia e lo sa, lui invecchia e non lo sa e non se ne accorge”. Eppoi siamo sicure del trionfo eterno di botulino&silicone, facce stirate&tette rifatte? No, all’orizzonte c’è una speranza. Rappresentata di recente dall’intenzione dichiarata da parte di un colosso della cinematografia come la Walt Disney di non accettare nel cast del prossimo film attrici “rifatte”.
Applausi convinti a scena aperta. Un successone al quinto ‘step’ di “Non a voce sola”, dialoghi al femminile parlando di filosofia, letteratura, arte, cultura e scienza organizzati da Oriana Salvucci con il sostegno di autorevoli sponsors. A cominciare dalle Province di Macerata, Ancona e Fermo nei cui territori viaggia con successo e concorso di pubblico questo festival itinerante dell’orgoglio femminile -e ieri sera pure un pò femminista. Ad appoggiare il gran progetto di Oriana, che al ‘Verdi’ giocava in casa essendo polentina doc, c’è anche l’Accademia di Belle Arti di Macerata presente in prima fila in teatro con la direttrice arch. Anna Verducci. Al suo fianco -una questione di par condicio?- il vice direttore Giorgio Marangoni. A rendere meno problematica la coesistenza del sesso forte (?) con un pubblico tutto al femminile, il sindaco Luigi Monti seduto al posto centrale (ma in platea) e soprattutto la …solidarietà di Barbara Alberti. Che ha definito con un fondo sottile ma intuibile di umanissimo compatimento, “sventurata” la condizione dell’uomo. Macchè ‘invidia del pene’, macchè segno di comando e supremazia: è quello il problema più grande! Il suo mantenimento, il suo perfetto funzionamento in ogni momento! L’angoscia nasce e si dipinge sul volto del maschio solo nel dubbio che questo sempre non possa essere possibile…
Parole di autentica ammirazione Barbara Alberti ha invece speso per Oriana Salvucci: “Al telefono ho intuito che non avevo dall’altra parte un concentrato di ambizioni, una macchina per parlare fine a se stessa come spessissimo capita nel nostro mondo, ma una donna vera con una forte passione per quello che stava facendo. Ed allora sono venuta di corsa a Pollenza!”. Elogi, l’autrice, li ha avuti anche per la sua intervistatrice, Sara Pagnanelli (Tvrs): “E’ giovane e bella ma non se la tira ed ha entusiasmo autentico per la professione”. In prima fila, accanto al sindaco, la mamma di Sara, Lucia Coscia Pagnanelli ascoltava commossa ed orgogliosa.
Una serata lunga (qualche tempo, forse, era da accorciare) ma certo non noiosa piena di ‘friccico ner core’ delle spettatrici mobilitate ad una nuova campagna contro ogni finzione così come segnalava la poesia di Emily Dickinson nell’invito, ed in generale per la riaffermazione di propri diritti umani dal grido di battaglia dell’Alberti: “Ragazze, datevi una mossa…è ora!!”. Per il momento, loro, affollandosi nel foyer del teatro attorno al banchetto allestito con le copie del libro “Riprendetevi la faccia”, accompagnate dallo sguardo vagamente desolato dell’Alberti (quasi che in momenti come quelli lei temesse sinceramente di perdere a faccia: ma i libri vanno acquistati!) e prima ancora dal suo rifiuto opposto all’amica Oriana che la sollecitava per un appello per la vita di Sanikeh Ashtiani, condannata alla lapidazione da un tribunale iraniano: “Voglio che lei viva, ma a forza di appelli internazionali sta a vedere che quelli l’ammazzano proprio per contrapposizione politica”. Brava Barbara! E qui ‘La plastica come un burqa’- il titolo della serata- non c’entrava proprio!




