Spara all’amico per soldi

In un albergo al centro di San Severino. Introvabile l'arma. Il ferito non è grave

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Il momento del fermo

di Roberto Scorcella

Una lite fra due amici è degenerata fino all’esplosione di un colpo di pistola che ha fatto finire uno dei due all’ospedale, fortunatamente in condizioni non gravi. L’episodio si è verificato stasera nella centralissima piazza del Popolo di San Severino Marche, nei locali dell’Hotel residence Feronia. La struttura è gestita da Massimiliano Coppari, 40 anni, di San Severino e ospita da qualche tempo Alberto Miconi, 52 anni, anch’egli settempedano, legato da una profonda amicizia al gestore dell’albergo.
Miconi per ripagare l’amico sembra che lo aiutasse a svolgere qualche lavoretto all’interno della struttura ricettiva. Stasera, forse per un debito non saldato e comunque per motivi che sono tuttora al vaglio dei carabinieri, nelle cucine del ristorante annesso all’hotel, fra i due uomini è scoppiata una violenta lite. A un tratto è spuntata un’arma da fuoco, quasi sicuramente una pistola, dalla quale è partito un colpo che ha ferito Miconi ad una coscia.

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I carabinieri davanti all'hotel residence Feronia

Non è ben chiaro chi abbia avvisato i carabinieri che nell’arco di pochi minuti sono arrivati sul posto e hanno bloccato Coppari quando stava scappando da un’uscita secondaria. Il giallo però è sorto quando i militari si sono messi alla ricerca dell’arma che sembra essersi volatilizzata. Malgrado le ricerche, sia all’interno dell’albergo che nelle strade e nei vicoli circostanti, della pistola non si è trovata alcuna traccia. Per più di quattro ore quindi sono mancati elementi concreti di colpevolezza per poter procedere al fermo o all’arresto di Massimiliano Coppari. Intorno alle 23.15 però, dopo aver raccolto numerosi indizi e aver sottoposto il gestore dell’albergo alla prova del guanto di paraffina, risultata positiva, i carabinieri hanno proceduto al fermo di Massimiliano Coppari per il ferimento dell’amico.  Alberto Miconi si trova invece ricoverato all’ospedale di Macerata dove è stato già sentito dagli inquirenti.


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