Una sostituzione
e qualche scivolone
per “La forza del destino”
Sferisterio Opera Festival
di Alessandra Pierini
Torna il sereno sullo Sferisterio. Dopo l’acquazzone che ha fatto saltare ieri la prima del Faust, questa sera le nuvole si sono diradate e non c’è nulla da temere, a parte la maledizione de “La forza del destino”alla quale molti degli spettatori, entrando fanno riferimento. In realtà la maledizione si concretizza nella laringite di un basso e nel rischio di scivolare in scena corso da cantanti e comparse. Presenti autorità e sponsor a quella che è diventata la vera prima della 46ma stagione: tra questi il Prefetto Vittorio Piscitelli, il sindaco Romano Carancini arrivato a pochissimi minuti dall’inizio con sua moglie in abito lungo da una parte e Monsignor Giuliodori dall’altra, l’ex Presidente della Provincia Franco Capponi; tra gli imprenditori Adolfo Guzzini, Fiorella Tombolini e Orietta Varnelli in compagnia del giornalista Gigi Garanzini e tra gli altri anche Giuliano Bianchi, Presidente della Camera di Commercio e Nando Ottavi Presidente di Confindustria.
Alle 21,10 si spengono le luci nello Sferisterio e alla luce del crepuscolo, sul palco, compare inatteso Pier Luigi Pizzi, in giacca rossa, in un ideale passaggio di testimone con il Sindaco che ieri ha dovuto annunciare l’annullamento della prima: “Ci sono dei pedaggi da pagare al destino e questo ne è uno. Ieri abbiamo avuto la pioggia, oggi abbiamo dovuto sostituire Carlo De Felice che non può cantare per una brutta laringite che oggi si è aggravata. Ma noi andiamo avanti.”
De Felice sarà sostituito da due figure, il baritono Elia Fabian per la componente musicale e il mimo Roberto Maria Mizzuti che si muoverà in scena al suo posto.
Lo spettacolo ha inizio e al primo ingresso, il protagonista scivola e rischia di cadere mentre percorre una passerella pendente dal muro verso il centro del palco. Non sarà l’unico. Nel corso dello spettacolo sono stati davvero molti gli artisti che hanno rischiato di finire gambe all’aria ma per fortuna, tutti si sono ripresi giusto in tempo.

Scenografia completamente in legno e d’effetto. E se in Italia si è discusso più volte sull’opportunità o meno di appendere il crocifisso nei luoghi pubblici, l’ingombrante presenza di un enorme crocifisso proprio al centro del muro fa pensare ad una chiara presa di posizione nel diattito da parte dello Sferisterio.
Subito sopra al crocifisso, appaiono in sovraimpressione i sottotitoli dell’opera stessa. Un bel comfort ma leggendo parola per parola non si rischia di perdere qualcosa del linguaggio musicale che avrebbe potuto arricchirci di consapevolezza sonora e delle emozioni che solo la musica riesce a suscitare. Alla fine il pubblico applaude, con calore, il maestro Pizzi sale di nuovo sul palco e si gode il successo.

