Giornalisti in piazza
contro ddl intercettazioni

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ANSA – ROMA – “Oggi si inaugura la giornata della resistenza civile del 21 secolo che mai avremmo pensato di inaugurare. Non la faremo clandestinamente ma alla luce del sole ripeteremo che la libertà è un bene fondamentale, che è conoscenza, chi considera l’informazione un pericolo sarà sconfitto”. Lo ha detto Franco Siddi, segretario Fnsi, durante il discorso che ha aperto la manifestazione di Piazza Navona contro la cosiddetta ”legge bavaglio”. “Il ddl intercettazione è squilibrato e ingiusto – ha aggiunto Siddi – e la battaglia andrà avanti, anche usando armi di disobbedienza civile perché le leggi sbagliate non si rispettano, rispettarle significherebbe portarci nell’illegalità”.

Sono tante le realtà scese in Piazza Navona per protestare contro il ddl intercettazioni insieme alla Federazione nazionale della stampa e ai giornalisti di diverse testate: dal popolo delle agende rosse al popolo viola. Mentre i viola, abbigliati con parrucche vistose, espongono cartelli con su scritto ‘difendi l’articolo 21’, Francesco, dallo stand delle agende rosse, spiega: “la censura dell’informazione ha impedito all’agenda rossa di Paolo Borsellino di uscire, e insieme a lei alla verità di emergere. Oggi siamo in piazza per opporci duramente a una nuova, durissima censura”.

SAVIANO: NO ALLA PRIVACY DEI MALAFFARI – “Questa legge ha l’unico scopo di impedire di conoscere quello che sta accadendo. Di difendere la privacy degli affari. Anzi, dei malaffari”: lo ha detto Roberto Saviano dal palco della manifestazione a piazza Navona.

ESAME DDL SENATO DOPO L’ESTATE – L’esame del ddl sulle intercettazioni “si farà in Senato comunque dopo l’estate”. Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine della festa dell’Indipendenza organizzata dall’ambasciata americana a Roma. Schifani ha spiegato che per un esame prima della pausa estiva “non ci sono i tempi tecnici”.

NAPOLITANO, PUNTI CRITICI SONO CHIARI – “I punti critici della legge sulle intercettazioni nel testo approvata dal Senato risultano chiaramente”, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla manifestazione di protesta dei giornalisti in corso a Roma. Ha aggiunto che il Quirinale non ha il compito di formulare modifiche e che si riserva una valutazione finale nell’ambito delle prerogative proprie del Capo dello Stato. Giorgio Napolitano ammette che la sua esortazione alle forze politiche a concentrarsi nell’esame e nell’elaborazione della manovra economica non sono state ascoltate. Lo ha ammesso con amarezza durante la conferenza stampa al termine della visita di Stato a Malta. “Anche senza essere monsignor De la Palisse, è evidente che quel consiglio – ha detto – non è stato ascoltato nel momento in cui sono state prese determinate decisioni a maggioranza nella Commissione dei capigruppo. Io non ho l’abitudine di tornare mai sui consigli dati né di esprimere alcun giudizio per dire se siano stati seguiti o sul perché non sono stati seguiti”.



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