Ce lo dica Carancini
Quanto ci costeranno
i tagli della manovra?

Il commento

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di Giancarlo Liuti

L’appello elettorale di Romano Carancini iniziava con un impegno che al tempo stesso era politico, etico e di costume: trasparenza, informazione, coinvolgimento dei cittadini nei problemi e nelle scelte. Con lui sindaco, insomma, il Comune sarebbe diventato una casa di vetro. Comincia una nuova storia, diceva il suo slogan. Sì, molto nuova se consideriamo il deficit di comunicazione della giunta precedente. Ebbene, questo è il momento di dimostrarlo. E ci riferiamo ai tagli della manovra governativa sulle risorse degli enti locali. Quanti saranno per Macerata? In che misura influiranno sulle opere pubbliche e sui servizi sociali? Sarà egualmente possibile realizzare il programma che ha vinto le elezioni, oppure, alla luce di queste brutte sorprese, lo si dovrà ridimensionare?

Secondo elaborazioni nazionali risulta che in tre anni il Comune di Macerata avrà dallo Stato 5,6 milioni di euro in meno, quasi 11 miliardi di vecchie lire. Al che vanno aggiunti gli effetti dell’abolizione dell’Ici sulle prime case (e pare che i cosiddetti fondi compensativi non arrivino nella dovuta misura). Sono verosimili queste cifre? E, se lo sono, in che modo far fronte a un buco di tali dimensioni? Ridurre gli sprechi, si tuona da Palazzo Chigi. Ma quali sprechi? Il nostro Comune non ha sedi all’estero, non ha auto blu, non esagera con le spese di rappresentanza, non paga consulenze d’oro. Può darsi che qualcosa si possa risparmiare. Ma saranno briciole. E allora, visto che le imposte non sono aumentabili, c’è una sola via: ritoccare verso l’alto le tariffe dei servizi o stringere la cinghia sugli investimenti. Il programma di Carancini prevede importanti interventi nella mobilità interna ed esterna (nuove strade, nuovi parcheggi, nuovi percorsi meccanizzati di accesso al centro storico), la ristrutturazione del centro fieristico di Villa Potenza, l’impianto natatorio di Fontescodella, la conferma del sostegno alle persone, alle famiglie, alle fasce del disagio sociale. E adesso?

Casa di vetro, dicevamo. Trasparenza, informazione, coinvolgimento dei cittadini nei problemi e nelle scelte. Perciò, magari per grandi linee e in base a una valutazione approssimativa dello stato del bilancio, ci aspettiamo che fin da subito Carancini si rivolga ai maceratesi e prospetti loro la situazione. E non tanto per mettere le mani avanti, ma soprattutto, come lui stesso ha promesso, per comportarsi da buon padre di famiglia, avvertendo i suoi quarantatremila congiunti che ad alcune cose sarà necessario rinunciare e che bisognerà rassegnarsi a sacrifici forse non piccoli. Scelga lui il sistema migliore. Una conferenza stampa, un’assemblea generale, una lettera aperta alle associazioni, alle categorie, ai nuclei familiari e insomma la chiamata a un realistico senso di responsabilità, sul tipo di quelle che il presidente Obama usa fare al popolo americano. Le imminenti – e incolpevoli – difficoltà finanziarie della sua amministrazione saranno le difficoltà dell’intera città ed è giusto che l’intera città ne sia tempestivamente posta a conoscenza, anche perché, prima o poi, sarà l’intera città a doverle affrontare.


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