Lanciani: “Suap Giorgini
tra conformità tecnica e qualità urbana”

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Dall’architetto Vittorio Lanciani, presidente Associazione Obiettivo:

“Il dibattito in corso in città  in merito al Suap Giorgini suggerisce alcune riflessioni su urbanistica e politica. Troppo spesso in questi ultimi tempi ci si è accontentati di accettare come irrinunciabili interventi urbanistici “conformi alla legislazione vigente” come spesso vengono apostrofati dagli addetti ai lavori, piuttosto che approfondire il valore politico delle scelte che la loro approvazione porta con se, e men che meno si valuta preventivamente la qualità architettonica dei nuovi insediamenti.

La nostra generazione, ha rinunciato a perseguire il concetto di qualità praticamente dal sessantotto in poi; si salvano poche emergenze, che si stagliano sul panorama architettonico anche solo perché diverse dal p”i”attume edilizio che questa società è in grado di produrre.

La politica è fortemente in crisi, e non riesce a guardare al proprio ruolo se non in chiave utilitaristica e spesso “di bottega”, sia essa di qualsiasi schieramento. Mai ci si pone la domanda: ma i nostri figli che ne penseranno di questa scelta? La nostra generazione non ha ancora superato le difficoltà ereditate dai padri, anche perché a Roma comandano ancora i nonni, e rischia di passare la mano ai figli senza incidere in alcun modo positivo.

Che il legislatore abbia prodotto norme in quantità industriale ed il risultato è la mancanza di qualità urbana è sotto gli occhi di tutti i cittadini, anche a Macerata.

Ciò  premesso è tuttavia ancora possibile scegliere in piena autonomia anche in presenza di un Suap perfettamente rispondente alle normative vigenti, perché l’esercizio della “polis” non può essere condizionato dagli strumenti di cui si è dotata esclusivamente per essere più efficiente e rapida.

Non confondiamo il fine, “la pianificazione urbana” con i mezzi ,“le norme che regolano la pianificazione”.

La politica non si trinceri dietro la non conformità, o la non piena conformità, o l’accettare il progetto solo perché conforme: prenda atto della eventuale conformità tecnica, e scelga in base alle proprie prerogative.

Che gli piaccia o no la politica maceratese, se ne è capace, ma questo lo vedremo a vicenda conclusa, è chiamata in questa occasione a scegliere il meglio per la città ed i suoi cittadini; eserciti il suo ruolo pienamente e totalmente, anche andando incontro a dissapori di partito e di interessi singoli.

Attenzione però a creare pericolosi precedenti: il rischio è che nel futuro con il reiterasi di certi processi la situazione sfugga di controllo!

La domanda a cui rispondere è semplice e chiara a tutti: ma lì, proprio lì, in quel posto lì, ce lo vogliamo un insediamento produttivo così come proposto, o preferiamo lasciare il verde agricolo? Ma ne vengono spontanee tante altre di domande: Perché non in un altro terreno, magari riqualificando aree già compromesse ed abbandonate? E perché proprio a Macerata? Basta un confine di destinazione tra Valleverde e il Suap per fare la differenza? E via chiedendo….

Attendiamo la risposta di chi è stato deputato a prendere queste decisioni dal recente voto dei cittadini”!



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