Sani: “Ha vinto
la continuità”

Nuovo rettore - I commenti -

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di Alessandra Pierini

e Beatrice Cammertoni

Arriva nel tardo pomeriggio dall’auditorium San Paolo la fumata bianca: Luigi Lacchè è il nuovo Rettore dell’Università di Macerata. Una manciata di voti ha permesso all’attuale Prorettore  di succedere a Roberto Sani a discapito di Antonella Paolini, Preside di Economia. Gli “stati generali” dell’ateneo hanno lasciato docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico amministrativo con il fiato sospeso fino allo spoglio dell’ultima scheda  dopo due giorni di trepidante attesa e di concitata impazienza. Tre votazioni infruttuose e dei risultati inaspettati per quanti davano per scontata una vittoria di misura di Lacchè hanno reso oggi l’atmosfera carica di tensione e trepidazione. Sono stati molti, per fase un esempio, quelli che hanno assistito allo scrutinio annotando in griglie già predisposte il nome annunciato voto per voto. Visibilmente provata da queste giornate al cardiopalma la Paolini ha rinnovato ancora una volta la scelta di aspettare il risultato nei corridoi di Giurisprudenza, mentre Lacchè è rimasto seduto per tutto il tempo in seconda fila, nel posto immediatamente dietro a Sani.

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E’ proprio il Rettore uscente il primo a congratularsi con il neo-eletto, visibilmente commosso e subito circondato di fedelissimi. Nonostante dal palco si siano susseguiti gli inviti del presidente della Commissione Mantuano ad attendere lo spoglio delle schede del personale amministrativo (meno incidenti ai fini dei conteggi perché ponderati al 10% rispetto a quelli delle altre categorie), sono subito arrivati foto di rito e festeggiamenti. La prima posa del nuovo Rettore è stata quella con i suoi due predecessori, Febbrajo e Sani, che ha sottolineato: “E’ questa la forza dell’ateneo Maceratese, la continuità”. Poi ha continuato: “Sono molto contento. E’ stato un bel confronto libero e democratico. L’Università si è dimostrata aperta e trasparente e ha scelto il migliore. Queste elezioni sono la dimostrazione del fatto che nelle grandi scelte l’Università non si tira indietro e si confronta in modo democratico. Sono orgoglioso dei docenti e dell’Università. Ringrazio tutte le facoltà e soprattutto il decano Febbraio che in questi due intensi giorni  di votazioni ha guidato questa non facile operazione e ha gestito questo momento di svolta.

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Il mio futuro sarà di studioso e di docente pronto in qualunque momento a sostenere il Rettore. Non mi spiacerebbero esperienze all’estero ma senza mai lasciare questo Ateneo.”
Lacchè nei suoi discorsi ha continuato  a parlare in maniera impersonale di quali saranno i compiti del nuovo Rettore quasi come se non si fosse ancora reso conto che è lui il nuovo Rettore : ” Il rettore avrà la responsabilità di ricomporre le due parti. Non conta l’unità di facciata e il senso del bene comune. Ringrazio Antonella Paolini, una persona reale che ha deciso di uscire alla luce del sole e di mettere la faccia in questa competizione, è riuscita a crearsi credibilità ed onore, la ringrazio per come ha condotto la campagna elettorale e per lo spirito con cui si è battuta. Da domani tutti coloro che l’hanno sostenuta dovranno contribuire alla costituzione del nuovo Ateneo.” Sono in tanti a congratularsi con Lacchè, tra questi anche i ricercatori che hanno sostenuto la Paolini: “Da domani –  ha detto loro il nuovo Rettore – anche chi ha sostenuto la mia avversaria farà parte del mio stesso fronte  per il bene dell’Università.”
Alla commozione di Lacchè, soprattutto nel momento in cui ha ricordato il suo maestro Mario Sbriccoli, ed alla soddisfazione dei suoi si è contrapposta l’amarezza della Paolini, che non nasconde una forte delusione: “A nessuno piace perdere, infatti sono dispiaciuta per tutte quelle cose che volevo e non posso fare. Molti colleghi non hanno capito, ma io continuerò ugualmente a lottare contro ciò che non reputo giusto”. La Paolini ha raggiunto in queste due giornate elettorali dei risultati tanto inattesi quanto sorprendenti, guadagnando il consenso di una parte estremamente sostanzioso del mondo universitario maceratese. È in particolare il personale tecnico amministrativo ad aver sostenuto la sua battaglia, combattuta fin dalle prime mosse in forte discontinuità rispetto alla precedente amministrazione.

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“A loro va il mio primo ringraziamento, il loro appoggio è stato fondamentale, non sono mai mancati e hanno capito il messaggio di cambiamento di cui avrei voluto rendermi portatrice. Il loro voto, che oltrepassa di molto la maggioranza, rappresenta un malcontento verso la situazione attuale che non va ignorato”. Schietta, determinata e tagliente, invitata ai microfoni ha richiamato il suo avversario a non trascurare la protesta espressa dai suoi sostenitori, visibilmente delusi dal risultato di oggi ma più in generale dall’amministrazione uscente. Non è difficile immaginare che ricucire lo strappo per Lacchè non sarà facile, la dimostrazione, il fatto che in gran parte il personale abbia abbandonato la sala al momento dei suoi ringraziamenti a Sani.
Il Preside Adornato, “vicino di casa” della Paolini nella sede di Piazza Strambi ma schierato in sostegno di Lacchè ha così commentato l’esito delle elezioni: “Il risultato ha messo in luce che è avvertita un’esigenza di cambiamento, tra le due proposte è però prevalsa quella di innovazione senza fratture. La formula che coniuga novità e continuità fa ormai parte proprio della cultura di questa città e ciò è emerso anche all’Università”.

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Lacchè ha concluso il suo discorso dicendo: “Riprenderò domani non come prorettore ma come Luigi Lacchè” e, sollecitato dai giornalisti conferma quanto già detto in passato: “Il prorettore sarà scelto nella facoltà di Lettere e Filosofia.”
Gli applausi, la partecipazione che la politica cittadina invidierà sicuramente, le lacrime dei candidati e la polarizzazione dei voti hanno reso la giornata di oggi storica per l’Ateneo maceratese. Certo l’elezione di Antonella Paolini avrebbe segnato un primato, non si è mai vista una donna Rettore in tutta la lunga storia dell’Ateneo, ma la sua grinta, la sua determinazione e il confronto tra i due sempre molto vivace e appassionato ha rappresentato il valore aggiunto.
Ora per Luigi Lacchè inizia la vera sfida.

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