Scoperto un opificio-lager
con cinque cinesi clandestini: due arresti,
neonati fra i materiali tossici
Lavoravano in un casolare di Montecosaro e dormivano in una stalla
Nelle prime ore della mattinata di ieri, nell’ambito dei ricorrenti servizi finalizzati alla repressione del fenomeno dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, personale della locale Squadra Mobile della Polizia in collaborazione con quello del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Macerata, ha eseguito un controllo presso un casolare ubicato nel territorio del Comune di Montecosaro, in Contrada Asola 34, adibito ad opificio per la lavorazione delle tomaie.
A conclusione di tale operazione, sono state tratte in arresto la cittadina cinese H.W. di 35 anni residente in provincia di Cremona, ritenuta responsabile del reato di immigrazzione clandestina de il cittadino cinese Z.F.S., di 29 anni, clandestino in Italia, perché inottemperante a Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto di Padova, nel maggio scorso.
Per portare a compimento l’operazione e raggiungere il casolare, gli agenti sono stati costretti a forzare un grosso cancello posto lungo la strada, a circa 300 metri dall’obiettivo che, peraltro, era vigilato” passivamente” da due sofisticate telecamere collegate ad un monitor posto all’interno del laboratorio, ed in maniera decisamente più “attiva”, da un grosso pastore tedesco.

Avuto accesso all’interno dell’opificio ricavato nel casolare, posto in sequestro, si accertava la presenza di una quindicina di postazioni di lavoro, dove venivano rintracciati cinque cittadini cinesi clandestini, quattro dei quali, erano stati alloggiati, con tanto di materassi e sistema idrico con delle tubature “volanti”, all’interno di due distinti locali già destinati a rifugio per gli attrezzi agricoli e/o animali da cortile. Inoltre, per accedere in detti luoghi, è stato necessario abbattere le porte di ingresso, poiché chi vi si trovava all’interno, si era nascosto tra le coperte ed i materassi.
Infine, occorre sottolineare che sono stati rintracciati anche tre minori, rispettivamente, di 5 mesi, 1 e 2 anni, con il loro corredo di passeggini, culle, seggioloni, giocattoli ed alimenti il tutto a stretto contatto con mastici, solventi ed altro materiale ritenuto nocivo per i bambini, fatto che costituirà oggetto di autonoma segnalazione alla competente magistratura minorile.






Quando leggo queste notizie la rabbia mi sale in corpo.. Nel 2010 ancora sentiamo parlare di schiavitù..
Tutti sanno che se esistono questi lager è perché fanno affari con alcune aziende italiane, che ne sfruttano i bassissimi costi di manodopera.
giusto signor fulvio ventrone, se esistono queste cose è perchè qualche azienda ne trae vantaggio, facile arrestare questi poveracci , ma cerchiamo di arrivare anche ai furbetti che sono più in alto.
Iniziamo con il confiscare la proprietà così come previsto dalla legge.
Per il concetto poi della schiavitù, sono concorde che possa essere un elemento di pietosismo ma dire che vi sia la riduzione in schiavità per queste persone è come sostenere che le meretrici siano tutte schiave portate qui con l’inganno.
Un vecchietto di Prato (ora passato a miglior vita, ma davvero migliore) mi raccontava dell’inizio dell’invasione cinese nella zona nata con il pietismo e la solidarietà che poi ha potato in ginocchio le attività e la popolazione stessa.
Io mi chiedevo come mai nessuno avesse notato gli opifici iniziali ed i magazzini (peraltro enormi) che iniziavano a crescere. La risposta fu semplice: ” Se si videro ‘un lo so, so che d’un tratto c’era chi con le scarpe di Gucci l’andava a dirige pure i traffico…”
mi permetto di ricitare un noto filosofo che diceva “Ricordino quanti vivono con il paraocchi, che del corredo fan parte anche il morso e la sferza”
Ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione
Normalmente ci sono due categorie di cinesi, in questi casi:
– gli sfruttatori (quelli che si vedono in giro, non tutti, ovvio);
– gli sfruttati (quelli che non si vedranno mai e che….. non muoiono mai….)
Anni fa in Lombardia ci fu uno scandalo enorme: Scovarono un opificio in cui erano CARCERATE decine di donne, a cui erano stati cavati gli occhi per non farle fuggire.
A me queste fanno molta, molta pietà.
Caro Mamo è proprio questo il male del nostro tempo.. Volere andare a dirigere il traffico con le scarpe di Gucci.
Finchè cercheremo di vivere al di sopra delle nostre possibilità il nostro sarà un tempo malato.
Il lavoro costa e va remunerato. punto.
Se non si riesce a vendere un prodotto senza sfruttare i lavoratori significa solo che non si hanno le capacità per fare l’imprenditore.
è giusto quello che dici, ma bisogna cambiare quelle teste malate, che sono tante e che giudicano senza conoscere la persona che hanno davanti, e magari la criticano perchè veste male o peggio ancora se non ha indosso capi firmati. la cosa che mi preoccupa è che anche tra i giovani e giovanissimi vi è questa mentalità. grazie ha fatto un commento alla tua risposta solo per farti capire che la penso come te.