Tasse sopra la media a Macerata
Bassa la spesa per gli investimenti
LE NOSTRE TASCHE - La classifica stilata dal Sole 24 Ore
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Macerata è la seconda provincia delle Marche per la quota media versata da ogni cittadino per tasse e imposte, mentre i comuni più ‘ricchi’ delle Marche in relazione alle entrate proprie (che non derivano cioè da trasferimenti, prestiti e alienazioni) sono Ancona e Ascoli Piceno.
Il capoluogo regionale tuttavia è anche il più indebitato, mentre la palma per gli investimenti va a Fermo, con 245 euro per ciascun cittadino.
E’ la classifica stilata dal Sole 24 ore in base ai consuntivi 2008 del ministero degli Interni sulle entrate proprie dei comuni capoluogo derivanti da tasse e tariffe, esposizione con le banche e la Cassa depositi e prestiti.
Ancona è al 14° posto per entrate proprie, con 818 euro per abitante (contro la media nazionale di 792 euro), seguita da Ascoli Piceno, con 709 euro, Macerata, 613 euro, Fermo, 555 euro, e Pesaro, che è a quota 512 euro.
Per quanto riguarda le entrate tributarie procapite (imposte, tasse e tributi speciali, quota Irpef compresa), Ancona è ottava nella graduatoria nazionale con 557 euro per abitante, contro una media nazionale di 395 euro. Seguono Macerata con 434 euro, Ascoli Piceno con 429 euro, Pesaro, a 303 euro, e da ultimo Fermo, con 260 euro.
Alla voce passivi è ancora Ancona a guidare la classifica (in questo caso negativa) marchigiana, con 1.582 euro per abitante e la 15° posizione in Italia.
Altri tre comuni si collocano sopra la media Paese di 1.207 euro: Fermo, con 1.529 euro, Ascoli Piceno, con 1.026 euro, e Macerata, a 940 euro.
Mediamente ridotta la spesa per gli investimenti.
A investire di più è Fermo, con 245 euro (54° posizione, su una media nazionale di 398 euro). Dietro vengono Ancona, con 232 euro, Ascoli con 216, Macerata, che investe 173 euro, e Pesaro, ultima in classifica con soli 152 euro procapite.
Da ultimo, i costi istituzionali, cioè il costo diretto per i servizi per la giunta, il consiglio comunale e le circoscrizioni: spesa quasi record ad Ascoli Piceno, 11° (come Torino, Brindisi e Padova) con 52 euro per abitante. Ancona ne spende 26, Macerata 23, Pesaro 20, e Fermo meno di tutti, 18 euro.
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Attenzione a trattare questi dati con la dovuta cura.
“Pagare di più” NON significa per forza “avere tasse più alte”. Il carico fiscale si misura e si confronta in percentuale sul reddito e non in valore assoluto come è fatto qui; forse a Macerata si paga di più perché ci sono meno evasori, o forse c’è un altro motivo, comunque queste cifre prese da sole non sono granché significative.
Significativo invece è il basso (relativamente) costo per giunta e consiglio e il basso indebitamento.