Mari, l’altro Romano del Pd:
“Stavolta sono a disposizione
per un eventuale assessorato”
LE INTERVISTE AI 40 CONSIGLIERI COMUNALI. Prima puntata
di Matteo Zallocco
Romano Mari, 56 anni, sindaco di Colmurano dal 1985 al 2000 e consigliere comunale di Macerata dal 2000 al 2010. In questa tornata elettorale è stato il più votato del Pd con 285 preferenze e sarà lui a presiedere il primo Consiglio comunale in quanto è il consigliere più anziano, ossia quello con la maggior cifra individuale (la somma dei voti di lista e delle preferenze). Dopo la proclamazione di ieri il sindaco Romano Carancini ha dieci giorni di tempo per convocare la prima seduta, poi ci sono a disposizione altri 10 giorni per effettuarla, quindi con ogni probabilità si terrà nei primi giorni di maggio.
Dottor Mari, oggi poteva essere lei ad occupare la poltrona di sindaco…
“Ma le primarie sono state una grande prova di democrazia e in questo modo abbiamo mosso la coscienza della città e abbiamo consegnato a Macerata un ottimo sindaco come Romano Carancini”.
Lei però sosteneva che le primarie non erano lo strumento migliore per scegliere il candidato sindaco.
“Sì perché possono lasciare uno strascico e in questo modo abbiamo fatto durare la campagna elettorale troppo a lungo e per questo la gente si è un po’ stancata. Tuttavia è uno strumento valido, anche se politicamente non il migliore perché rischioso. E’ stato un forte segnale di democrazia a differenza della destra che ha scelto il candidato sindaco nelle segrete stanze”.
Rifiuterebbe ancora la carica di assessore come ha già fatto in passato?
“Io sono a disposizione del sindaco ma soprattutto della coalizione. Se dovesse servire la mia esperienza questa volta non rinuncerei anche perché c’è stato un percorso in cui sono partito come candidato sindaco alle primarie”.
Cosa cambierà da Giorgio Meschini a Romano Carancini?
“Sono persone diverse, caratteri diversi. E’ finito un ciclo e se ne può aprire un altro. Certo è che non dobbiamo buttare al macero tutto quello che è stato fatto dalla Giunta Meschini che io valuto con un voto positivo (7.5). Sono state fatte buone cose e non è vero che questa è una città allo sfascio come sostiene il centro destra. Certo è che ci sono situazioni da migliorare”.
Per esempio?
“La priorità è quella di avere una concertazione con tutti gli altri Enti: Università, Fondazione, Provincia e Regione (l’elezione di Sciapichetti sarà un importante punto di equilibrio). Dobbiamo riallaciare tutti i rapporti per far tornare a svolgere a questa città il ruolo di capoluogo e risolvere problemi come quelli del lavoro giovanile, delle famiglie in difficoltà e della riqualificazione del centro storico. Io come medico entro nelle case ogni giorno e mi accorgo che questo è il momento più drammatico, la crisi oggi si sente più che mai”.
Un consiglio al nuovo sindaco?
“Di correre con le proprie scarpe anche se deve ascoltare i consigli della coalizione e della cittadinanza per poi prendere lui le decisioni. In questi ultimi due mesi Romano è cresciuto molto, gli sono stato vicino e sarò sempre leale nei suoi confronti come rappresentante dei cattolici-democratici”
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Per quanto riguarda la composizione della Giunta stasera la coalizione di centrosinistra inconterà il sindaco. I nomi che circolano sono quelli indicati l’altro ieri. Per l’assessorato alla cultura si fa il nome di Bruno Mandrelli. E anche altri due candidati alle primarie (Pierpaolo Tartabini e lo stesso Mari) hanno buone possibilità di entrare in Giunta. Non ci sarà Masimiliano Bianchini, l’altro candidato alle primarie, che potrebbe ricoprire un ruolo specifico allo Sferisterio. La sua lista, Pensare Macerata, ha proposto due nomi per la carica di assessore: Federica Curzi o Daniela Meschini.
L’obiettivo di Romano Carancini appare chiaro: non confermare nessuno degli assessori della Giunta Meschini.

Reputo il ruolo di assessore molto importante per un’amministrazione comunale e dovrebbe essere effettuato a tempo pieno.
Mi permetto di dire, col massimo rispetto, che Mari ha ruolo molto più importante per la comunità e cioè quello di medico. Che continui a far bene quello anzichè far 2 cose serie col rischio di farle male entrambe.