Menghi: “Usciamo a testa alta,
Carancini non può
governare da mediano”
Fronte centro destra
di Gianni Menghi*
Ce le ricorderemo queste elezioni comunali del 2010, e non solo per quei 126 voti che hanno sancito la vittoria da mediano di Romano Carancini. Dalle urne infatti rinasce un centrodestra forte e radicato. ‘E una sconfitta da cui si esce in piedi e a testa alta: lo dice quel niente che ha separato alla fine i due contendenti, lo testimonia una campagna elettorale che il centrodestra ha onorato con attivismo e senso civico. Fabio Pistarelli ci ha creduto sempre e tra primo e secondo turno ha tenuto saldo il timone (non era facile) valorizzando sino all’ultimo il profilo positivo del suo messaggio di cambiamento.
La delusione non nasconda ai nostri stessi occhi il patrimonio umano e politico che abbiamo davanti: i tanti giovani che si sono impegnati in questi mesi, una coalizione larga e unita, i rapporti intessuti con la società cittadina, le questioni di fondo sul futuro del capoluogo che abbiamo sollevato, le risorse intellettuali che si sono mobilitate.
Piaccia o no, il ballottaggio Carancini-Pistarelli ha consolidato definitivamente il bipolarismo a Macerata. Il centrodestra pur sconfitto si riprende tutto il suo spazio politico, anche rispetto alle liste civiche, e si conferma come l’unica alternativa possibile al blocco politico del centrosinistra e allo stesso tempo come l’interlocutore per confrontarsi sulle grandi scelte per Macerata.
Ma l’opposizione dovrà essere tale. La città è elettoralmente e politicamente spaccata in due, come una mela. Proprio per questo chi ha vinto, anche solo per 126 voti, deve governare e chi ha perso deve fare opposizione. D’altronde le idee sulla città non sono uguali. Ci potranno essere convergenze su singoli punti nell’interesse generale della comunità, non certo una conduzione bipartisan.
E’ il caso di precisarlo perché si sta diffondendo un concetto un po’ equivoco: Carancini come “sindaco di tutti”. Scusate, allora che abbiamo votato a fare? Il centrodestra ha il dovere civico e l’interesse politico di marcare la propria identità controllando e “obbligando” il centrosinistra ad amministrare secondo programmi e intenzioni espresse.
Carancini ha vinto da mediano ma per governare deve inventarsi un nuovo ruolo. Se proverà davvero a scrivere una nuova storia dividerà la sua coalizione; se ripiegherà sulla continuità resterà imbrigliato nei tanti dossier e problemi aperti.
Dopo anni di lamentele, i maceratesi al dunque non hanno compiuto l’ultimo passo, quello decisivo e concreto, verso il cambiamento. Per passare dal lamento e dal disagio ad una scelta positiva di alternanza e cambiamento serve l’intervento, la vicinanza, la presenza della politica non solo in campagna elettorale ma tra un’elezione e un’altra. Di questo dobbiamo occuparci ora come PdL, lasciando stare la sterile ricerca di colpevoli esterni ed interni, di nomi e cognomi dietro a quei “maledetti” 126 voti.
* Coordinatore comunale del Pdl

Finalmente, dopo 10 anni di scelte supine (uguali alla maggioranza) l’opposizione dice di voler tornare a fare l’opposizione.
Cosa vogliamo dire: il bello addormentato si è risvegliato….
Fino a quando?
sarà vero?
@cerasihttps://www.cronachemaceratesi.it/?p=19574…….ci commenti anche le dichiarazioni dello”scienziato” pd Ricotta….grazie infinite!!!!
Una cosa è Pistarelli con il suo comitato elettorale, altra cosa sono i partiti del centro-destra maceratese. Il primo ha giocato una partita stupefacende meritando la vittoria morale, ottenuta nonostante tutto e contro tutti. I secondi non è ancora chiaro che partita hanno giocato. Mi sembra che i cittadini hanno avuto più fiducia in Fabio che al gioco dei primati di partito.
Io invece mi domando come abbia preso così tanti voti con tutte le gaffe e le “non risposte” che lo hanno caratterizzato in questa campagna elettorale dove è riuscito perfino a negare le sue precedenti scelte (si veda confronto di Piediripa)
Mi auguro soltanto che la sinistra faccia davvero un bel lavoro e la destra una buona opposizione e non continuino a litigare come hanno fatto ai vari incontri tra tutti i candidati sindaci.
Cerco sempre di pensare positivo…. spero di non sbagliare proprio questa volta.
di Narciso Ricotta*
Il Partito Democratico di Macerata accoglie con soddisfazione gli esiti delle elezioni amministrative 2010.
La vittoria del nuovo sindaco Romano Carancini nel ballottaggio, la buona affermazione della lista comunale che riporta il PD ad essere il primo partito della città e l’elezione di Angelo Sciapichetti in consiglio regionale sono risultati che premiano l’impegno e la trasparenza delle scelte fatte.
Dalle primarie al ballottaggio il Partito Democratico ha sostenuto con chiarezza e fermezza Romano Carancini e il programma condiviso con tutta la coalizione, presentandosi alla cittadinanza con idee e progetti di sviluppo per una città già riconosciuta da ricerche nazionali per gli alti livelli di qualità della vita.
Ora si tratta di dare corso alla nuova amministrazione, alla quale il Partito Democratico metterà a disposizione il suo gruppo consigliare (composto da 14 validissime e preparate persone) e tutto il patrimonio di donne, uomini e competenze, che è frutto della profonda e costante attività politica a servizio della comunità svolta da iscritti e simpatizzanti.
Il sindaco eletto e la coalizione hanno lavorato bene per costruire un progetto politico per la Macerata del futuro, lavoreranno altrettanto bene per trovare le persone che attueranno il programma e coadiuvare Romano Carancini nella sua funzione di primo cittadino.
*Coordinatore comunale del Pd
Intervento di buon senso da parte dell’amico Gianni. Questa analisi – pur non condividendola integralmente – è lucida e, soprattutto, priva di slogan. Fossero tutti così…
Condivido la tesi di Gianni Menghi. Su un punto non concordo, e altrove ho argomentato.Gianni parla di bipolarismo e di 126 voti. Tutto vero. Ma la vera fotografia “politica” della città è al primo turno. Gianni è troppo intelligente per nonsapre che il secondo turno nessuno va a votare e che il secondo turno non è altro che la “spettacolarizzazione” di Peppone e Don Camillo, dei Guelfi e Ghibellini. La Farsa è, del resto, tutta italiana. Si “costringe” l’elettore e lo si pone davanti al dilemma: o mangi questa minestra o salti la finestra. I più prendono uncaffè a casa o vanno altrove con gli amici. Dunque la vera fotografia maceratese è, per me, la seguente: Destra 41, Sinistra 46, Terzo Polo 14. Il resto è letteratura o Cabala numerologica.
Carancini ha vinto per 126 voti? 125 erano di troppo. Dite quello che volete, ma la democrazia funziona così; il resto sono chiacchiere inutili.
E sempre per rispetto ai principi della democrazia, Carancini è il sindaco di Macerata e quindi di tutti i 43000 maceratesi; e il suo dovere è quello di realizzare il programma che ha presentato.
I maceratesi, tutti insieme e secondo le regole, hanno scelto che così fosse; chi pretende qualcosa di diverso o non accetta le regole democratiche o deve dimostrare che il voto non è stato regolare.
Qualche valutazione personale:
a) Un conto è la competizione elettorale e un conto è il minuto dopo che il sindaco è stato eletto. E’ vero che metà dei maceratesi (-63) hanno scelto una coalizione e l’altra metà l’altra ma non è assolutamente vero che la città è spaccata in due. Carancini è il sindaco democraticamente eletto e come tale rappresenta tutti e tutti si devono sentire rappresentati da lui. Per onestà intellettuale, allargando il discorso, e per lo stesso motivo, significa anche che Capponi in provincia, Spacca in regione e Berlusconi in Italia sono i rappresentanti di tutti e tutti si devono sentire rappresentati da loro. Dico questo perchè il centro sinistra dimostra grande sportività quando vince e poca sportività quando perde. Quindi Carancini sindaco che rappresenta tutti i maceratesi = Berlusconi presidente del consiglio che rappresenta tutti gli italiani. Vediamo di non fare gli sportivi e i democratici solo quando si vince! 🙂
b) Pistarelli ha giocato bene e ha perso con stile. Ma ha perso. Gli consiglio, per il bene della sua coalizione di evitare gli errori del passato quando in centro-destra si girava i pollici per 4,5 anni per poi fare la rincorsa alla poltrona di sindaco con 6 mesi di tempo e un candidato tirato fuori dal cilindro di cui nessuno aveva sentito parlare. La città ascolta e vuole essere ascoltata, i partiti e le associazioni se si radicano sul territorio e si guadagnano la fiducia, saranno anche ascoltati e premiati quando si andrà a votare. Su questo il centro-sinistra non ha da imparare da nessuno. Anzi, insegna!
c) Eviterei di dire che Pistarelli ha perso per le tapparelle o che Carancini ha vinto per chissà quale particolare. La politica è (e sarà sempre) una materia “a grana grossa”. La parola, il discorso, l’ episodio non è mai determinante in se. L’errore politico non è mai un singolo evento ma una somma di piccoli e tanti errori o di sistematiche mancanze, carenze e disattenzioni. Questo è anche il motivo per cui i politici di razza si appoggiano a consulenti politici e di comunicazione con i controcosi…
E adesso, tanto per finire con un po’ di leggerezza auspico che Carancini oltre ad essere un buon “Romano”, dimostri di essere anche un ottimo maceratese e faccia il suo dovere (e il nostro piacere) per gli anni che gli sono stati dai suoi elettori.
Caro Gianni,
non c’è bisogno di cercare colpevoli. Non foss’altro perché si sa già chi sono. E non mi riferisco a chi non si è schierato, il cui peso elettorale effettivo era ben sotto il risultato del primo turno per ovvi motivi. Mi riferisco per esempio a quella brava gente che tra gli sport ama particolarmente lo sci o che, fedele alla propria religione, ha consigliato gli amici degli amici a incrociare il voto sin dal primo turno. Probabilmente dicendo di confermarlo al secondo. Però, mentre a Pistarelli ne entravano assai che al primo turno non c’erano, anche di là al secondo turno ne sono mancati parecchi all’appello…
Poi, ovviamente, da un punto di vista giuridico D’Antini ha ragione: ha vinto Carancini così come MaceraTiamo non siede in Consiglio.
Speriamo davvero, dunque, che il nuovo sindaco voglia incarnare – dimostrandocelo – la sua nuova storia; e che voi facciate davvero l’opposizione.
Per Garufi
Scusami Guido ma io penso il contrario di quello che tu dici. Non sono un politico e l’ho ripetuto più volte, ma da inesperto penso che sia proprio il secondo turno quello veritiero.Ovviamente tenendo in giusto conto l’astensione.
Infatti secondo me il primo turno questa volta è stato “viziato” dalle numerose candidature che hanno portato tanta gente a votare un sindaco piuttosto che un altro per amicizia, riconoscenza o rapporto parentale con uno dei numerosissimi candidati. Molti neanche erano a conoscenza del voto incrociato ( che per me, per inciso, è una grande boiata). Al secondo turno invece si sceglieva o Pistarelli o Carancini e gli elettori si sono quasi divisi a metà. Quasi. Ma bastava un voto in più per prendere tutto il cucuzzaro e quel voto lo ha avuto Carancini.