Così avevano risposto
alle domande dei cittadini

Verso il ballottaggio
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1. Come siete intenzionati a spendere i soldi pubblici? Quali sono le prime opere che avete intenzione di realizzare per Macerata?

Romano Carancini: Prima di rispondere analiticamente ad ogni domanda voglio preliminarmente rappresentare che su quasi tutti i temi proposti il nostro programma ha già dato risposte chiare e puntuali, dunque prima ancora che esse ci fossero state poste.
I soldi pubblici verranno spesi sulla base del programma che abbiamo presentato e seguendo un criterio di priorità amministrative tra i vari obiettivi che ci siamo dati.
In questa particolare fase di difficoltà economica generalizzata saremo attenti ad eliminare ed evitare sprechi e comunque a privilegiare le risposte ai bisogni più immediati di famiglie e di persone che si trovino in situazione di grave disagio. A questo proposito, con i primi atti deliberativi, metteremo a disposizione risorse per circa 150.000,00 € dell’attuale previsione di bilancio, a favore delle famiglie e delle persone in stati di particolare difficoltà”.

Fabio Pistarelli: Visto lo stato di inerzia, di abbandono in cui è stata lasciata la città, l’elenco è lungo. I primi interventi avranno come priorità l’attenzione al sociale (giovani, anziani, malati, situazioni di disagio), ad esempio mettendo subito allo studio l’introduzione del quoziente familiare nelle tariffe e imposte comunali, in modo che paghino meno le famiglie numerose o che hanno al loro interno un anziano o un disabile. Grande slancio al completamento/miglioramento della viabilità, eterna incompiuta, insieme ad una complessiva modificazione dell’organizzazione della sosta e dei parcheggi. Immediata realizzazione degli impianti natatori e, in generale, miglioramento dello stato degli impianti sportivi e costruzione di nuovi, magari polifunzionali. Recupero della qualità della vita delle frazioni e dei quartieri, recupero e rilancio del centro storico come cuore della città, storico, culturale, commerciale”.

2. Vuole o non vuole il parcheggio sotto Rampa Zara?
Romano Carancini: Realizzeremo il parcheggio sotto Rampa Zara con un attracco meccanizzato che consentirà di ricollegarsi all’ascensore attualmente esistente, e così arrivare all’altezza della rinnovata Galleria del Commercio ed in prossimità della centralissima Piazza della Libertà. Il parcheggio di Rampa Zara sarà ideato e realizzato all’interno di un progetto di riqualificazione di tutta l’area ambientale posta a Nord-Est, nei pressi di Fontemaggiore e che terrà conto, come esigenze irrinunciabili, di un basso impatto ambientale e paesaggistico, della valorizzazione e recupero delle fonti esistenti e della passeggiata storica della cosiddetta “mattonata” e con l’obiettivo di mandato, a seguito del descritto intervento e di quello immediatamente successivo, di ampliare la pedonalizzazione del Centro Storico attualmente esistente. Unitamente al collegamento meccanizzato da Rampa Zara, ci impegniamo a progettare e realizzare un percorso meccanizzato che da Piazza Mazzini, o direttamente da Viale Trieste, consenta di accedere al Centro Storico.

Fabio Pistarelli: “Si, è assolutamente fondamentale per il rilancio della città e soprattutto del suo centro storico”.

3.  Metterà  mano al problema dei parcheggi per i pendolari che oggi spendono il 5% del loro stipendio per parcheggiare durante l’orario di lavoro?

Fabio Pistarelli:“E’ indispensabile in primo luogo fare una verifica delle aree di sosta: la normativa prevede quote per la sosta gratuita che attualmente sono introvabili. Va, inoltre, riesaminata la tipologia di sosta considerando le diverse esigenze dei residenti, utenti e addetti, e riviste le tariffe ed il sistema di pagamento. Non può essere che se si passa da una zona all’altra della città e si è spesso costretti a rifare il biglietto anche se quello precedente non è ancora scaduto!”

Romano Carancini: “Gli attuali costi dei parcheggi delle strutture maceratesi sono già i più bassi tra quelli dei capoluoghi di provincia della Regione Marche. In un rinnovato piano che comprende il traffico, i parcheggi e le infrastrutture da realizzare ci saranno comunque spazi per intervenire sulla riduzione dei costi dei parcheggi la cui chiave – in particolare per i pendolari – potrà essere l’abbonamento mensile e/o annuale ovvero incentivi anche per l’uso di altri parcheggi oltre quelli in abbonamento”.

4. Cosa si pensa di fare per rilanciare l’Università, uno degli ultimi veri patrimoni rimasti a Macerata?

Fabio Pistarelli: “Bisogna lavorare in stretta collaborazione con l’Ateneo. Nell’interesse della Città sarebbe importante aumentare la stanzialità degli studenti e degli insegnanti, evitando che l’Università diventi un semplice esamificio. Vanno quindi attuate politiche per la residenzialità degli studenti, per la distribuzione razionale degli spazi universitari, e politiche di forte investimento su progetti di ricerca che coinvolgono l’ateneo e il territorio, dando ai nostri istituti universitari, come anche all’accademia di belle arti, la possibilità di impiegare qui in progetti per la città i giovani talenti”.

Romano Carancini: L’Università sarà, domani più di oggi, partner privilegiato dell’Amministrazione unitamente alla Accademia sulla mission della Città che, nel dettaglio, definiremo con gli Stati Generali della Città da svolgersi entro ottobre del 2010. Ancor più in particolare sarà avviata una sinergia con l’Università che permetterà la valorizzazione di giovani che possano cimentarsi, immediatamente dopo la propria formazione, sui progetti dell’Amministrazione per vari settori di sviluppo tra cui il turismo culturale, ovvero per investire il proprio sapere su nuove professioni. Sinergia specialistica anche con Accademia di Belle Arti perfettamente integrabile, per esempio, con molte manifestazioni attualmente esistenti in Città(Sferisterio Opera Festival, Musicultura, Rassegna di Nuova Musica, ecc.).

5. Credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere prima del primo turno da chi sarà composta la squadra degli Assessori perché il candidato Sindaco potrebbe essere un genio ma poi scegliere persone incapaci (è già successo) e pertanto alla fine la squadra potrebbe essere motivo determinante per scegliere un candidato o un altro.
Già che c’è potrebbe anche indicare prima del I turno chi saranno le personalità che andranno ad occupare posizioni importanti (e retribuite) di enti e/o partecipate comunali (Apm, Smea, Cosmari, Nera, Centro Agroalimentare, Cemaco, ecc.) cosicché i cittadini avrebbero la possibilità di sapere se ci vanno persone in gamba.

Romano Carancini: La scelta della squadra è prerogativa indipendente del Sindaco che io intendo esercitare appieno senza condizionamenti ma seguendo alcune linee di azione: vicesindaco donna e significativa presenza di donne tra esecutivo e ruoli apicali; la competenza, l’esperienza (non in termini politici), la capacità di relazione e soprattutto l’attitudine personale di fare e sentirsi squadra con il Sindaco e con gli altri Assessori, saranno i criteri di orientamento nelle mie scelte.
Non indicherò ora i nomi, quantomeno per la tornata del 28 e 29 marzo; verificherò se sarà possibile o sarò nella condizione di farlo qualora ci fosse un eventuale ballottaggio.

Fabio Pistarelli: La città ha bisogno del coinvolgimento di tutte le energie positive, intelligenze e competenze. Ha bisogno di rilancio, di progetti e di concrete realizzazioni, per non avere più quelle tante incompiute che ancora vi sono in tutti i campi, o quell’alone negativo di città spenta o inaccessibile. C’è molto da fare e sinceramente mi piacerebbe che in questo sforzo di rilancio vi fosse la disponibilità e la possibilità più ampia di coinvolgimento, anche oltre gli incarichi istituzionali (assessori o ruoli negli enti). Ho qualche idea in proposito e per questo ritengo ancora prematuro indicare nominativi, prima  di una attenta verifica e modifica degli strumenti e dei modi di fare amministrazione cittadina. Sicuramente starò molto attento alle competenze, ma anche alla disponibilità di tempo e alla passione che vorranno mettere coloro che si renderanno disponibili a collaborare direttamente.

6. Quali sono le strade da seguire per rilanciare il centro storico?

Romano Carancini: Nel progetto di internazionalizzazione di Macerata, il Centro Storico ampliato a Corso Cavour e Corso Cairoli sarà il luogo nevralgico  delle relazioni, degli incroci e degli incontri culturali. Fondamentale attenzione sarà riservata ad interventi migliorativi delle vie del centro storico con la manutenzione di alcune strade e tra esse, in primo luogo, di Via Gramsci, oltre alla volontà di realizzare un progetto complessivo di arredo urbano delle principali vie e piazze e di proseguire nell’azione di ristrutturazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e dei palazzi di proprietà pubblica. Altri fattori contribuiranno ad accrescere il fascino del luogo, tra cui come detto, la facilità di accesso al Centro, agevolata dagli attracchi meccanizzati previsti, ed insieme un progetto culturale che trova nella zona storica la propria naturale location. In esso, tra le altre iniziative vi sarà: Macerata Musei,  La Fiera del Turismo Culturale dei Comuni, Macerata Estate anche d’Inverno, Macerata Grandi Mostre, Non solo Lirica, Certe Notti. Ma il punto nodale del progetto Centro Storico può partire solo da un ritrovato senso di Comunità, uno spirito di squadra tra gli attori ivi compresi dunque residenti e commercianti che, 365 giorni all’anno, ogni anno, vivono e si misurano nel tessuto sociale di questa bella Città.
Fabio Pistarelli: Bisogna riportare “la vita” in centro: abitare o frequentare questo luogo deve rappresentare un vanto per il maceratese o il visitatore, basato finalmente su concetti di vivibilità, di decoro e di accessibilità. Ciò sarà possibile se solo tutta la città farà sistema: oggi il centro non c’è perché si è fatta scivolare la città verso valle, peraltro slegando e privando d’identità anche i quartieri e le periferie, senza le quali non c’è più il concetto di “centro”.
Prima di tutto bisogna intervenire sui collegamenti infrastrutturali, e cioè i parcheggi con attracchi meccanizzati, collegati alla viabilità esterna. Bisognerà poi agevolare la presenza o in alcuni casi il ritorno di residenze,commercio e uffici in centro, perduti colpevolmente. Si pensi alla chiusura della Banca d’Italia, nel silenzio delle Istituzioni cittadine. Tutto ciò anche attraverso progetti incentivanti e fiscalità di vantaggio, ripensando anche alla destinazione di “contenitori” che attualmente non hanno utilizzo o l’hanno insufficiente (gli esempi sono moltissimi dall’ex upim al cinema corso, allo stesso palazzo degli studi o a quello dei carabinieri, e molti altri). Inoltre, la riqualificazione e l’abbellimento del centro vanno di pari passo con il puntare su un’offerta turistica qualificata, in grado di far permanere i visitatori in città (percorsi museali e storico artistici ragionati, attrattivi e fruibili, enogastronomia e produzioni tipiche ecc.)

7) Cosa intendete fare per costruire il palas a Macerata e come intendete agire per convincere chi non è d’accordo a farlo?

Romano Carancini: Non dobbiamo convincere nessuno. Questa Città, se aspira, come vuole effettivamente, ad un ruolo centrale e di valore assoluto su scala nazionale ed internazionale, oltre al Centro Storico, deve cercare risorse, progettare e realizzare un nuovo contenitore per eventi in grado di ospitare spettacoli musicali, sportivi, convegnistici, e dunque anche per competizione sportive di grande livello. Essa dovrà avere linee architettoniche in grado di caratterizzare l’opera ed eccellenti caratteristiche di acustica. Pensiamo a questa opera, che abbiamo chiamato Parco dello Spettacolo, nel contesto del più ampio piano di riqualificazione dell’area del Centro Fiere di Villa Potenza, peraltro inserita in un progetto complessivo della frazione di Villa Potenza la quale troverà una propria identità di alto valore ambientale, definibile sinteticamente come il Borgo dei Parchi, ed imperniata oltrechè sul Parco dello Spettacolo, anche sul Parco Archeologico (esistente e da ampliare), sul Parco Fluviale, da realizzare con la riqualificazione dell’area del Centro Fiere, ed infine sul Parco ipotizzato nella zona dell’Acquedotto che si ricollegherà al Parco di Montalbano.

Fabio Pistarelli: Non si può non rilevare come i gravissimi errori ed i molteplici formali impegni totalmente disattesi dal centrosinistra (vi ricordate l’annuncio del Sindaco Meschini pochi giorni dopo la vittoria dello scudetto della Lube del 2006 circa l’ormai imminente inizio dei lavori?) abbiano generato la paradossale situazione attuale. Due palazzetti nel raggio di 5 km? Certamente una città che torni a ragionare da capoluogo non può fare a meno di una moderna struttura, sicuramente polifunzionale, costruita anche pensando a forme pubblico- privato, o a strumenti di finanziamento che pur vi sono ma non sono stati seriamente approfonditi. Non so chi è che non vuole la struttura, ma dico agli eventuali scettici che anche su questo, se non ci diamo una mossa, faremo la fine di “tutto in gioco”: farà prima Civitanova Marche di noi!

8) Visto che ogni giorno spunta un’antenna nuova, ne mettiamo qualcuna anche per coprire la città col segnale WI-FI? Il WIFI cittadino sarebbe un ottimo investimento se fatto bene, un’ottima opportunità per tutta la città.

Fabio Pistarelli: Investire anche sulla rete e le infrastrutture immateriali è senza dubbio fondamentale e in questo senso la ridotta estensione territoriale del tessuto urbano, nonché l’elevata presenza di giovani, studenti o professionisti rappresentano una necessità. “WI FI zone” in tutto il centro è sicuro stimolo all’attrattività da recuperare. Ci sono anche finanziamenti e progettualità molto interessanti da sfruttare in questo settore.Fino ad oggi non si è fatto nulla o quasi, ed anzi vi sono zone della città non raggiunte neppure dall’adsl!!

Romano Carancini: Abbiamo espressamente previsto quale obiettivo la realizzazione di una rete wi-fi free a Macerata (molteplici aree hotspots) che consente l’accesso e la navigazione ad internet senza fili e gratuitamente, a partire contestualmente dal centro storico e dalle 3 frazioni, per poi allargarla all’intero territorio comunale.

9) E’ intenzionato a coprire lo Sferisterio? La cosa è fattibile? Quali vantaggi comporterebbe?

Fabio Pistarelli: So che vi sono progetti di massima ma vorrei approfondirli nel dettaglio. La fattibilità tecnica certo esiste, ma in questo caso la scelta è più “culturale”: è giusto o no intervenire su un monumento della città, per certi non secondari aspetti trasformandolo?  Il dibattito è aperto. Teniamo presente che il nuovo Palas polifunzionale potrà comunque costituire un importantissimo contenitore per ogni tipo di manifestazione e dare almeno in parte quelle risposte che si possono ottenere da uno Sferisterio “coperto”. Siamo comunque pienamente consapevoli del fatto che lo Sferisterio dovrà essere fruibile non soltanto per poche serate estive ma per tutto l’anno, studiandone forme diverse di utilizzo e fruibilità. E’ infatti in possesso di caratteristiche strutturali (spazi al chiuso) che permettono comunque ciò.

Romano Carancini: La copertura dello Sferisterio è una scelta sbagliata sotto molteplici motivi. Qui basta dire che è incompatibile con il progetto che abbiamo spiegato alla risposta 7.

10) L’acqua è un bene primario che deve restare pubblico oppure può essere data ai privati?  Specificatamente per Macerata: farà in modo che resti in mani pubbliche o no?

Romano Carancini: Affermiamo espressamente che l’acqua è fonte insostituibile di vita, patrimonio dell’Umanità, diritto inalienabile ed universale. Dunque l’accesso all’acqua è diritto fondamentale e va garantito a tutti. Dichiariamo che siamo contrari a qualsiasi forma diretta o indiretta di privatizzazione dell’acqua, sia rispetto alla gestione sia in relazione alla proprietà delle reti idriche, manifestando a questo proposito la necessità di una precisa scelta per riconoscere l’insostituibilità della presenza pubblica per il bene acqua. Per questo c’è l’impegno di tutti noi nel prossimo mandato a proporre l’inserimento di tale principio nello Statuto Comunale.

Fabio Pistarelli: L’acqua è indubbiamente un bene pubblico. La gestione del servizio è altra cosa. Io personalmente ritengo che nei servizi essenziali (acqua energia rifiuti) il controllo pubblico anche della gestione sia buona cosa. L’Europa e le normative ricordano che le forme debbono essere libere e non vincolate ad un modello unico. La cosa fondamentale è comunque l’efficienza della gestione e la difesa del concetto di socialità del servizio.

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(Queste risposte erano state pubblicate l’8 marzo scorso e le domande erano state rivolte ai cinque candidati sindaci del primo turno)



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