La commissione elettorale del tribunale
ridistribuisce le preferenze
I risultati definitivi. Ecco chi entrerà in Consiglio comunale
La commissione elettorale del tribunale ha riesaminato i verbali redatti dai presidenti di seggio e sono state ricalcolate le preferenze dei candidati consiglieri comunali.
Sono stati assegnati 19 voti in più all’assessoore uscente Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) che era già il più votato in assoluto e ora sale a 383 preferenze.
Cinque in meno per Deborah Pantana del Pdl (da 336 a 331) che resta sempre la prima donna e la seconda in assoluto, una sola preferenza avanti ad un altro candidato del Pdl, Riccardo Sacchi (330). Al quarto posto c’è Romano Mari (Pd) che si è visto assegnare nove voti in più (da 276 a 285).
Una nuova preferenza anche per Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore) che passa da 42 a 43 raggiungendo così i compagni di lista Gianluca Brizi e Federico Cervigni.
Essendo capolista Nascimbeni entrerebbe di diritto in Consiglio comunale insieme a Francesca D’Alessandro (73). Brizi e Cervigni entreranno solo in caso di vittoria di Pistarelli.
Nel Pdl guadagna quattro voti l’architetto Silvano Iommi (da 96 a 100).
Se Pistarelli sarà eletto sindaco siederebbero in Consiglio comunale 14 candidati del Pdl (Deborah Pantana, Riccardo Sacchi, Claudio Carbonari, Pierfrancesco Castiglioni, il carabiniere Francesco Luciani, Marco Guzzini, Uliano Salvatori, Francesco Formentini, Raffaele Belogi, Silvano Iommi, Giuseppe Tesei, Massimo Serra, Tommaso Paoli e Francesco Ciotti), tre rappresentanti dell’Udc (Ivano Tacconi, Massimo Pizzichini, Giovanni Picchio), due componenti della Lista Conti-Macerata Vince (Fabio Massimo Conti e Marco Bernabei), uno per la Lega Nord (Eraldo Isidori) e i quattro sopracitati di Macerata è nel Cuore. Nei banchi della minoranza siederebbero i candidati sindaci Romano Carancini, Anna Menghi e Giorgio Ballesi, otto esponenti del Pd (Romano Mari, Narciso Ricotta, Mauro Compagnucci, Alferio Canesin, Bruno Mandrelli, Andrea Netti, Ulderico Orazi e Marco Blunno), Pierpaolo Tartabini per Sinistra per Macerata, Guido Garufi per l’Idv, Massimiliano Sport Bianchini per Pensare Macerata, Michele Lattanzi e Alessandro Savi per Rifondazione Comunisti Italiani.
In caso di vittoria di Romano Carancini, la situazione sarebbe praticamente rivoltata. In questo caso in maggioranza troveremmo ben 14 consiglieri del Pd (Romano Mari, Narciso Ricotta, Alferio Canesin, Mauro Compagnucci, Andrea Netti, Bruno Mandrelli, Ulderico Orazi, Marco Blunno, Romeo Renis, Marco Menchi, Gilda Coacci, Claudio Machella, Maurizio del Gobbo e Luigi Carelli), per la Sinistra Pierpaolo Tartabini (il quale con ogni probabilità avrà un assessorato e lascerà il posto a Stefano Casulli), per Rifondazione Comunisti Italiani a Michele Lattanzi e Alessandro Savi si aggiungerebbero Luciano Pantanetti e Luciano Borgiani, per Pensare Macerata 2 posti da consigliere per Massimiliano Bianchini e Antoni Carlini, per l’Idv a Garufi si aggiungerebbe Ubaldo Urbani. In caso di vittoria di Carancini troverebbero posto anche i Verdi con Gabriella Ciarlantini. In minoranza sarebbero 8 i consiglieri del Pdl, oltre allo stesso Pistarelli (Deborah Pantana, Riccardo Sacchi, Claudio Carbonari, Pierfrancesco Castiglioni, Francesco Luciani, Marco Guzzini, Uliano Salvatori, Francesco Formentini), 2 i rappresentanti di Macerata è nel Cuore (Francesca D’Alessandro, Gianluca Brizi), 2 consiglieri per l’Udc (Ivano Tacconi e Giovanni Picchio) e Fabio Massimo Conti per la Lista Conti – Macerata Vince. Si aggiungerebbero anche in questo caso Anna Menghi e Giorgio Ballesi, mentre resterebbe esclusa la Lega Nord.
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Questi i risultati definitivi validati dall’Ufficio Elettorale centrale e usciti questa mattina sul sito del Comune:
http://www.comune.macerata.it/Engine/RAServeFile.php/f/com_liste_preferenze.pdf
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Questi i voti ai candidati sindaci ed alle liste:
Anna Menghi 1.523 voti (6,05%)
Comitato Anna Menghi (4,83% 1.120 voti), Essere Macerata Lista Lanciani (1,02% 236 voti).
Giorgio Ballesi 955 voti (3,80%)
Lista Ballesi (3,69% 857 voti)
Fabio Pistarelli 10.335 voti (41,08%)
Il Popolo della libertà (23,25% 5.392 voti), Lega Nord (2,27% 527), Macerata è nel cuore (6,30% 1.462 voti), Unione di centro (5,55% 1.287 voti), Lista Conti Macerata vince (3,86% 895 voti).
Romano Carancini 11.562 (45,96%).
Pd (23,88% 5.538 voti) Pensare Macerata (4,54% 1.054 voti) Verdi Macerata (1,75% 406 voti), La sinistra per Macerata (3,14% 728 voti), Italia dei valori (4,68% 1.085 voti), Alleanza per l’Italia – L.A.M. (1,25% 290 voti), Rifondazione comunsti italiani (7,27% 1.687 voti)
Paolo Ranzuglia (3,10% 781 voti)
Maceratiamo (2,72% 630 voti).

Un lavoro senza alcun senso. La ridistribuzione da fare non era tra i candidati ma tra le liste. E’ ovvio che per fare questo occorre ricontrollare i voti.
Il dato di fatto, scandaloso, è che nell’applicare un regolamento non si è per niente tenuto conto della volontà dell’elettore ed almeno 1000 maceratesi non sanno di aver dato il voto ad una lista che non desideravano votare.
Questi riesami, se fatti, vanno condotti con serietà e precisione.
Anche un bambino delle elementari, mediamente preparato in matematica, esaminando i voti totali si accorge che ci sono (nei partiti al fianco dei candidati sindaci) un enormità di voti di lista assegnati in maniera errata.
La ridistribuzione nel rispetto della volontà dell’elettore non cambierebbe le percentuali dei candidati sindaci ma permetterebbe la giusta distribuzione del consiglio comunale. Se poi questa è l’ennesima cosa poco seria italiana, allora va tutto bene così.
Condivido pienamente Roberto,
ma la cosa è ancora più grave. Questa riassegnazione rende finalmente pubblico quanto io ho detto nell’altro post alla fine degli scrutinii:
Alla riconsegna dei registri, le assegnazioni erano state talmente tanto fantasionse da necessitare “aggiustamenti” dei registri, aggiustamenti avvenuti in spazi sicuramente non destinati all’uopo. Lo affermo in quanto io c’ero ma ho capito solo dopo.
Riassegnare in base ai voti dei verbali, EVIDENZIA che i risultati erano variati rispetto a quelli comunicati tramite il messo (e tutti sappiamo che l’invio delle preferenze richiede un molteplice controllo quindi esula da qualsivoglia errore) e quindi conferma le modifiche effettuate.
IL VERO CONTEGGIO deve avvenire aprendo le schede, ricontrollando tutti i voti.
Qui si fa la divisione del conto senza controllare se rispecchi le pietanze consumate.
Parafrasando Enzo Tortora al processo, “E’ IL DELIRIO, QUESTO E’ IL DELIRIO…”
Tutti hanno promesso politicamente di tutelare i cittadini…. ecco l’occasione ! Si richieda il riconteggio dei voti e delle preferenze prima del ballottaggio !
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
CM nel commentare la ridistribuzione dei seggi fa il solito lungo elenco di persone, indicando giustamente solo il nome e cognome mentre per il futuro consigliere (PDL) Luciani, fa una piccola eccezione indicando la sua attività lavorativa e cioè quella di carabiniere. Mi può spiegare qualche responsabile del sito gentilmente per quale motivo è stato fatto? Grazie
Come ho avuto modo di ricordare…
Se non si è guardato per nulla alla volontà dell’elettore (perchè magari era scritto Rossi Mario sulla casella della lista B, mentre l’unico Rossi Mario tra tutti i candidati era sula lista F) oppure se ci sono stati conteggi multipli impossibili (cioè una preferenza data alla lista C, una al sindaco che veniva sostenuto dalla lista Z e una terza ad un candidato della lista G) o ancora sono state date nulle schede che invece erano legittimamente votate ci sono i mezzi per chiedere l’apertura di tutti i pacchi e il riconteggio di tutte le schede….
Quindi e mi ripeto: se ci sono stati brogli, incapacità manifeste, errorri e imbrogli o se, durante lo scrutinio, è accaduto che le valutazioni sono cambiate tra seggio e seggio o ancora se qualcosa non è stato fatto seguendo la legge (e ci sono testimoni) SI VA A DENUNCIARE ALL’AUTORITA’.
Altrimenti diventa soltanto un “pour parler”, senza uno straccio di prova, che lascia il tempo che trova….
Pienamente concorde Cerasi
La denuncia all’autorità è stata fatta e da li sono stati ridistribuiti i voti “orfani” dei registri. Oltre a ciò, data l’importanza del fatto, convocazioni potrebbero essere fatte a quanti “informati sui fatti”.
Per chiedere la riapertura delle schede, purtroppo, serve l’intervento del TAR che interviene nell’immediato della presentazione del ricorso con una propria sentenza. Ci sono 30 giorni da quando si è appresa l’irregolarita che turba l’andamento delle votazioni.
Per quanto mi è dato sapere martedì ci dovrebbe essere qualche invio, ma sempre rimanendo nel “vox populi”.
RItengo molto strano che l’autorità non intervenga autonomamente sull’episodio ma confido che si intervenga in maniera decisa nei confronti dei responsabili.
Per quanto riguarda le prove, eravamo in 9 al comune quando, saputo della “riconvocazione”, abbiamo tenuto d’occhio la situazione mentre chiedevamo delucidazioni.
Per dare un’idea, non riuscendo a trovar posto nell’ufficio elettorale, in due ci siamo dovuti fermare nella zona del bagno… pensa che gli altri sono restati talmente tanto nell’ufficio che noi ci siamo dovuti mettere a giocare con i telefonini…
Come solevano dire ai tempi del terremoto, “chi ha orecchi per intendere intenda, gli altri in roulotte”.
Ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione
La legge elettorale è datata e soprattutto è precedente la novella che ha introdotto l’elezione diretta del sindaco e, poi, la possibilità di votare in modo “disgiunto”. Il Ministero non ha previsto nella casistica del manueletto elettorale l’ipotesi più ricorrente (quella in cui l’elettore scrive il nome del candidato ma indica una lista diversa). L’interpretazione letterale dell’art. 54 prevede che sia dato privilegio alla lista ritenendo “inefficace” l’indicazione del candidato. L’Ufficio elettorale, che quest’anno non ha ritenuto opportuno fare la consueta riunione preelettorale, in corso di scrutinio, ha consigliato ad alcuni presidenti di applicare detta interpretazione. I Presidenti, a cui va il merito di aver cercato di svolgere le operazioni in modo celere ed imparziale, si sono trovati a gestire scrutatori impreparati, reclutati all’ultimo momento a causa delle rinunce di quasi il 90% di quelli designati. All’esito dello scrutinio e della consegna delle schede e dei registri, i presidenti hanno avuto l’onestà intellettuale di ammetere di aver seguito criteri di attribuzione dei voti tra loro diversi e, con ciò, hanno ulteriormente dato dimostrazione di non aver voluto favorire qualcuno ma di aver interpretato la normativa in modo non uniforme. Gli aggiustamenti di ieri non hanno sopperito a tale difformità di attribuzione dei voti … Credo che quando ci sia la prova, per espressa ammissione dei presidenti, che lo scrutinio non sia stato eseguito con il giusto criterio, non occorre fare esposti o ricorsi bisogna avere il coraggio di ristabilire la legalità. E’ una opinione del tutto disinteressata dall’esito personale e della lista.
Quanto sostenuto da Roberto Cherubini è scientificamente vero, verificabile, inoppugnabile. Ha prevalso “l’illusione ottica” per quell’elettore che volendo votare un sindaco ( o Pistarelli o Carancini) ha messo una X sul simbolo del partito che chi stava vicino. Tale illusione ottica si è verificata anche nella precedente tornata di Meschini. Resta fuori stile segnalare i nomi dei partiti. Ma il dato è inoppugnabile. Anzi, senza citare il nome di partiti, ma per una verifica ancora più oggettiva, si gurdi il voto e il flusso dei voti a destra, proprio in relaziione alla “illusione ottica”.
60 anni di democrazia a cosa è servita se ancora oggi la gente non sa come votare, o meglio una parte, la maggior parte lo sa.