L’Istituto d’arte protagonista a Malta
per un seminario di studi

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“La dimensione europea dell’insegnamento, le nuove sfide dell’educazione interculturale e della promozione dei diritti umani, la realizzazione di progetti scolastici di rete sono da sempre alcune delle priorità dell’Istituto d’Arte di Macerata”, sottolinea il Dirigente Scolastico prof.sa Angela Iannotta. In questa prospettiva si inserisce la partecipazione dell’Istituto ad un importante seminario di studi organizzato dal Consiglio d’Europa sul tema “La promozione di una società più equa e coesa attraverso l’educazione e la formazione professionale”, che si è svolto a Malta dal 24 al 26 marzo, un seminario particolarmente significativo in questo 2010, anno europeo per combattere la povertà e l’esclusione sociale. I rappresentanti di 11 paesi europei  (Austria, Croazia, Francia, Inghilterra, Italia, Lituania,  Malta, Polonia, Romania, Russia, Turchia) si sono scambiati informazioni, idee, materiali concernenti il tema dell’integrazione di persone svantaggiate sia in ambito scolastico che in ambito sociale in senso lato. Nei vari interventi si è da più parti sottolineata la necessità di un cambiamento, di uno sforzo sincero per affrontare le dinamiche della società odierna, la richiesta di un più elevato livello di educazione, di una cittadinanza attiva per una società globale. Alla luce dell’esperienza di altri Paesi Europei e sulla base dei modelli teorici presentati, nella sua relazione conclusiva il prof. Giovanni Soldini (che ha partecipato al seminario per l’Istituto d’Arte) individua tre sfide fondamentali cui le nostre scuole sono chiamate a rispondere:

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1. RIMOZIONE di BARRIERE ARTIFICIALI tra il curriculum e il mondo reale: bisogna portare la formazione a stretto contatto con la società, coinvolgendo altri soggetti istituzionali in un lavoro di rete (dal Governo centrale, agli Enti Locali, alle famiglie, alle Associazioni), cercando anche di portare allo scoperto quelle “povertà nascoste” (si pensi al tema attualissimo di coloro che vivono uno stato di disoccupazione a 45/50 anni!), nuove povertà che producono discriminazione sociale e culturale.

2. EDUCAZIONE INTERCULTURALE ATTIVA, che coinvolga tutti i docenti, tutti gli alunni e tutti e 5 i sensi con attività di drammatizzazione, musica, arte, cibo, olimpiadi, oltre a quelle più prettamente di natura linguistica; non un’educazione su o per gli immigrati, ma un’educazione con, dunque interazione, più che integrazione.

3. DISCRIMINAZIONE POSITIVA, che significa dare più risorse e più soldi alle scuole in cui sono inseriti alunni svantaggiati, siano essi immigrati, disabili o giovani provenienti da famiglie in situazione di precarietà economico-sociale (quand’anche non di vera e propria povertà), ma significa anche dare loro voce, ascoltare quali sono le loro idee, le loro prospettive, perché possano diventare veri cittadini. A questo proposito è stata riportata l’esperienza estremamente positiva della Consulta Giovanile di Treia, o dei tanti Consigli Comunali dei ragazzi della nostra Provincia.

Tre sfide che anche il nuovo Liceo Artistico “G. Cantalamessa” di Macerata è pronto a raccogliere.

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