Anna Menghi tra passato e futuro:
“Fu Ciaffi a mandarmi a casa”

Le interviste ai candidati sindaci (Quinta e ultima puntata)
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di Mauro Montali

“Se dopo dieci anni sono ancora qui, se dopo dieci anni c’è chi mi nega una sala per un incontro con gli operatori sanitari, se dopo dieci anni, come leggo, c’è chi mi vuole  come vicesindaco, ebbene mi vien da pensare che sono una persona molto forte”. Scherza Anna Menghi, l’incorregibile Anna, l’irriducibile Anna. Ma fino ad un certo punto. Lei è ben consapevole di rappresentare un pezzo importante della storia politica maceratese e della società cittadina.
Anna ma dove vuol arrivare?
“Al ballottaggio. La parola agli elettori”
E tutte queste voci che sono  girate?
“Lasciamole al loro posto. Io pretendo solamente rispetto per me e per la mia storia. Non posso, non voglio, essere tirata per la giacca. Mi pare d’aver diritto. Eppoi facciamo capire alla gente che la politica è una cosa seria. Lei sa che c’è chi, e sono in tanti,  non ha capito perchè nel 1999 fui mandata a casa?”
Veramente, Anna, non l’ho capito neppure io…
“Poi glielo spiego. Ma la cosa che le volevo dire è un’altra: qualcuno è convinto ancora che fui “dimessa” per incapacità o indegnità o qualcosa del genere. I partiti sono stati bravissimi nel fare disinformazione”.
Detto questo, mi vuol dire perchè cadde? La questione di Rampa Zara, forse?
“Rampa Zara fu una concausa, ma del tutto minore. In verità ci fu un gran regista politico che orchestrò la mia caduta”.
Anna, ce lo dica, per carità.
“Fu Adriano Ciaffi”.
Ciaffi? E la motivazione?
“Me lo disse lui stesso, anni dopo: avevo distrutto la Dc”.
Ma guardi che nel 1999 la Dc non c’era più da un pezzo, non trova?
“Sì, ma il sistema di potere quello era e quello è rimasto. La Dc vuol dire trasformismo, trasversalismo. Si guardi in giro e non mi dica che ancora non sia così. I cattolici di professione, come ha ben detto lei con una formula giornalistica felice, sono  esecrabili”.

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Veniamo all’oggi. Com’è il clima attorno a lei?
“Molto buono. La vede questa sede elettorale piena di giovani (effettivamente è così, ndr)? E’ la risposta migliore a chi mi accusa di rivolgermi alla parte più arretrata di Macerata”.
Quest’elezioni come andranno?
“Non lo so, può succedere di tutto. E’ una prova di maturità per la città. Io, certo, non vado a bussare alle porte dei cittadini, perchè penso che l’elettorato sia più adulto di come alcuni se lo immaginano. Questa è la mia scommessa. Peraltro, devo aggiungere che sono in pace con me stessa. Per me la politica, se prima era passione, è diventata una missione”.
Cosa bisogna fare per rilanciare Macerata?
“In primo luogo riorganizzare la macchina comunale. I servizi sociali devono essere garantiti da qualunque amministrazione e non possono più essere merce di scambio. I lavori pubblici devono essere governati da persone competenti, la viabilità è al caos. Queste sono le priorità”.
Cosa non va nella macchina comunale?
“Le pare possibile che la galleria sia costata dieci milioni di euro in più rispetto al previsto?
E che ci piova dentro? Chi sbaglia deve pagare. Il Comune, tra l’altro, è rimasto senza un euro. Quei dieci milioni potevano servire a finanziare qualche altro grande progetto”.
Per esempio?
“Lo Sferisterio.Non è possibile che sia aperto solamente due settimane l’anno, ad un costo di cinque milioni di euro. La copertura è possibile”.



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