Rinviato al 30 marzo
il processo a Sani e Corsi
Università - In tribunale per il caso Colleoni -
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E’ stato rinviato al 30 marzo prossimo il processo per truffa, falso e abuso d’ufficio che vede tra gli imputati Roberto Sani (rettore dell’Università di Macerata), Michele Corsi (preside della Facoltà di Scienze della Formazione) e il docente Aldo Colleoni.
Il procedimento si era aperto questa mattina nel tribunale di Macerata, ma è stato rinviato per l’assenza del professor Colleoni, impossibilitato a presentarsi in aula poiché sottoposto a una serie di cure mediche.
Nel 2007 lo stesso Colleoni era finito al centro di un’indagine amministrativa disposta dall’allora ministro dell’Università Fabio Mussi, che aveva contestato la legittimità della sua assunzione da parte dell’ateneo maceratese. Il docente era stato chiamato a Macerata nell’ambito della legge sul rientro in Italia dei ‘cervelli’ emigrati all’estero.
Stando alla tesi dell’accusa, i reati vanno collegati allle procedure di reclutamento di Colleoni, che era stato chiamato a Macerata con il presupposto che fosse un docente dell’Università di Ulanbaatar, capitale della Mongolia. Il Tar del Lazio aveva però accertato che l’Istituto mongolo in cui lo studioso insegnava non è un’istituzione equiparabile a un’università italiana.
Da parte loro, gli avvocati difensori sostengono che la documentazione pervenuta dalla Mongolia confermerebbe che il professor Colleoni ha tutti i titoli per insegnare a Macerata.
Quanto al reato di truffa, secondo l’accusa si sarebbe concretizzato quando l’università sottoscrisse una convenzione con la società General Trade di Bologna.
La società avrebbe dovuto finanziare la cattedra con 100mila euro l’anno, ma secondo la procura si tratterebbe in realtà una scatola vuota.
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Se alla fine della fiera gli imputati andranno assolti spero che ne verrà dato ampio spazio sulle cronache, per tutelare la loro dignità e il loro onore.
Se invece dovessero essere ritenuti colpevoli mi aspetto, lo stesso giorno, le loro dimisisoni -irrevocabili- da tutti gli incarichi universitari e il loro immediato -volontario- abbandono della pofessione accademica perchè sarebbero, in questo secondo caso, uomini senza onore e senza dignità.