Addio alle Circoscrizioni:
“Con la speranza che ci siano
altri organi consultivi vicini ai cittadini”
di Francesco Ciccarelli
ll Presidente della Circoscrizione n.2 di Macerata Palmiro Principi ha convocato oggi una conferenza stampa in Comune per riflettere sulla conclusione dell’esperienza dell’istituto delle Circoscrizioni nella nostra città. Alla conferenza, insieme allo stesso Principi e al segretario generale del Comune Francesco Fontanazza (nella foto assieme al sindaco Meschini durante la conferenza di fine mandato di mercoledì), era presente anche il Presidente della Circoscrizione di Villa Potenza Marco Foglia. Il dottor Fontanazza ha spiegato dettagliatamente le leggi che regolamentano l’istituto delle circoscrizioni, le loro funzioni, i rapporti che regolamentano le stesse con il Comune ed il meccanismo di consultazione che il Comune ha sempre usato in momenti importanti della vita politica.
Il dottor Fontanazza ha anche aggiunto che “In città medio grandi, come ad esempio Massa, le Circoscrizioni sono state abolite da tempo, mentre qui non funzioneranno più dalle prossime elezioni comunali e questo lo stabilisce l’ultima legge finanziaria approvata dal governo nazionale. A tutto questo va anche aggiunto – ha concluso il dottor Fontanazza – che, forse per altri 5 anni, verrà mantenuta attiva la figura del difensore civico, ma anche questa potrebbe presto subire modifiche”.
Il Presidente della Circoscrizione di Villa Potenza Marco Foglia ha detto che “A Villa Potenza la presenza della circoscrizione è sempre stata molto sentita insieme a quella della Pro Loco perché insieme siamo sempre riusciti ad organizzare manifestazioni che i cittadini hanno apprezzato. Lo dimostra il fatto, ad esempio, che all’inaugurazione della nuova bretella avevamo circa 300 cittadini presenti. Ci siamo anche spesso occupati delle piccole manutenzioni e di aggregare i giovani. Debbo anche sottolineare che nella nostra Circoscrizione abbiamo 5 consiglieri tra maggioranza ed opposizione e, nella maggior parte dei casi, abbiamo sempre votato ciò di cui ci siamo occupati all’unanimità”.
L’assenza delle Circoscrizioni potrebbe far sentire le frazioni più lontane dal Comune.
D’accordo con il Presidente Foglia si è detto anche il Presidente della Circoscrizione n.2 Palmiro Principi il quale anche lui ha spiegato che “Nella maggioranza dei casi anche nella circoscrizione n.2 ci si è trovati sostanzialmente d’accordo quando si sono dovuti votare provvedimenti importanti. Anche noi abbiamo mantenuto in vita manifestazioni sentite dai cittadini e da loro abbiamo avuto tantissime richieste di vario tipo. Abbiamo sempre cercato di tenere un rapporto collaborativo e corretto con le associazione del territorio che amministravamo e con le altre circoscrizioni. Mi sembra di poter dire che il nostro obiettivo è stato centrato abbastanza bene e che i cittadini sentono il bisogno anche in futuro della presenza in città di organi consultivi come erano le circoscrizioni”.

le circoscrizioni sono nate sulla spinta partecipativa degli anni ’70, purtroppo molto presto delusa dalla burocratizzazione degli stessi organismi partecipativi (vedi organi collegiali della scuola!). La loro soppressione, passata quasi sotto silenzio, priva il territorio di una forma di espressione dei bisogni e delle istanze e del controllo: lo Statuto del Comune dovrà essere integrato in modo che con la soppressione non si annulli il canale partecipativo, per sempio attraverso forme associative volon tarie di quartiere, forse più spontanee ed efficaci e più vicine alla gente anche se con minori poteri formali. Già lo Statuto prevede queste forme associative portatrici di istanze del territorio come di categorie o di interessi c ulturali,,,, Pneso che dovrà essere una delle prime preoccupazioni che dovrà affrontare il nuovo Consiglio nella revisione del Regolamento e dello Statuto., assegnando a ‘comitati di quartiere’ compiti di controllo del’ambiente, di gestione di servizi, di espressione di istanze, di rappresentazione di problemi…
Caro Gian Mario,
se gli amministratori hanno la sensibilità di ascoltare i cittadini le circoscrizioni non servono. Se invece, come nel caso degli uscenti, non hanno la sensibilità di ascoltare i cittadini, le circoscrizioni non servono.
Ops…
Non dimentichiamo che parliamo di Macerata, non di Berlino…
la virtù politica dell’ascolto è una scelta ma è anche vero che ‘uno non se la può dare’! Dodici anni fa, come Giunta, avevamo proposto di sostituirle con tanti comitati di quartiere, uno per ogni zona omogenea, spontanei, istituzionalizzando una serie di incontri sistematici; poi si era pensato di farli solo per le frazioni; alla fine prevalse la scelta molto amministrativa di farne sei con una divisione della città alta in tre quartieri . Secondo me basta favorire la nascita di comitati di quarteire per zone omogene e istituzionalizzare l’ascolto con consultazioni sistematiche.
Parliamo di Macerata, circa 41 mila abitati. Se l’amministrazione è capace e ha la volontà di ascoltare e venire incontro ai cittadini, le circoscrizioni, così come sono state concepite senza in pratica alcun potere decisionale, sono inutili. Avrebbero senso se si delegasse loro alcune funzioni, ma non lo si è fatto, quindi sono perfettamente inutili
Il nostro comune è costituito da quaranta consiglieri comunali che sono l’ispressione civica di tutta la città. Partiti, Formazioni civiche, non notiamo in questi giorni quante promesse e soluzioni facili in tasca a tutti? All’ora le circoscrizioni a cosa servono? E ancora quaranta coniglieri comunali vi sembrano pochi? Una volta eletti facciano il loro dovere, girino la città possibilmente anche con una macchina fotografica e riportino negli uffici competenti le incompienze che sono tante. Presentino Interpellanze e Ordini del Giorno in Assemblea consiliare. Questo è il ruolo del Consigliere Comunale. Purtroppo non si verifica tutto questo e spessissimo manca anche il numero legale. Sconcertati cittadini sono costretti a difendersi sulla stampa e richiamare l’attenzione degli Uffici preposti per sacrosante rivendicazioni di normali manutenzioni. Quindi Comitati, Circoscrizioni servono a ben poco se il naturale organismo che è il Consiglio Comunale non fa il proprio dovere. La politica Municipale è quella di saper lavorare, lavorare, lavorare ancora per i cittadini tutti che attraverso la democrazia rappresentiamo, cerchiamo di esserne degni.
Veramente con il sistema della votazione secca di un solo nominativo in realtà i Consiglieri Comunali (amesso che tutti e 40 avessero tutti avuto almeno 100-150 preferenze per ciascun consigliere) rappresentano soltanto circa 1/5 (forse meno) degli elettori (Cioè rappresentano SOLO il 20% di chi ha votato) in quanto i 4/5 degli elettori (cioè l’80%, cioè la stragrande maggioranza) hanno votato candidati (che teoricamente hanno preso meno di 100 preferenze e quindi) che non sono stati eletti.
In definitiva NON sta scrittto assolutamente da nessuna parte che in Consiglio Comunale vengano eletti i migliori, ma solo coloro che possono contare su un bacino di voti appena più alto della media.
Mentre prima (con la possibilità di esprimere 4 preferenze) i Consiglieri comunali eletti erano quasi sempre espressione di larga parte dell’elettorato in quanto la preferenza multipla permetteva di “premiare” 3-4 candidati (di uno stesso partito) che si ritenevano meritevoli.
Non era un caso, con il vecchio sistema, che almeno 7-8 Consiglieri superassero gli 800-1000 voti (cioè li sceglievano ALMENO 800 cittadini) e che moltissimi si atestassero oltre le 500 preferenze.
Insomma prima essere scelti da SOLO da 200-300 elettori quasi mai assicurava di entrare in Consiglio.
Pero PRIMA gli eletti rappresentavano la maggiorqazna di chi aveva votato, oggi rappresentano solo una minioranza…. Se poi ci aggiungi che i Consiglieri di maggioranza sono una minoranza di una minoranza ciò significa che i 24 consiglieri di Maggioranza rappresentano SOLO (se va bene) un 12-14% dei voti espressi città….
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Solo dove si possono segliere pochissimi candidati (3-4 massimo e non, come nelle Elezioni Comunali, dove i candidati sono 200-300) il “voto secco” (cioè preferenza unica) funziona, altrimenti gli eletti (con 200 o 300 candidati per 40 posti) sono minoranze di minoranze e praticamente rappresentano SOLO poco più che SE STESSI…..