Cesa abbraccia Pistarelli
Ma è ancora tutto da decidere

La visita in Provincia del segretario nazionale dell'Udc
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di Maurizio Verdenelli

Quando arriva Luca Marconi, in tanti già si affollano seduti intorno all’ospite illustre nell’ufficio di presidenza della Provincia. Appena vede l’ex senatore ed ex vicesindaco di Recanati, Lorenzo Cesa esplode in una battuta che forse farebbe trasalire il suo segretario regionale, accanto a lui. Ma Antonio Pettinari è chinato verso il collega di partito Leonardo Lippi e (forse) non sente. “Ecco il nuovo vicepresidente della giunta regionale delle Marche!” fa Cesa rivolto a Marconi che siede sveltamente accanto ad Umberto Marcucci che intanto si è accaparrato uno dei posti principali accanto al segretario nazionale dell’Udc.

Forse in questo riferimento, che è forse un’inconsapevole investitura c’è nascosto il significato di una visita che i tanti cronisti accorsi questo pomeriggio in Provincia hanno invano cercato di disseppellire dal dirigente nazionale dell’Udc, il partito che potrebbe in questa tornata elettorale rappresentare la chiave di volta per il successo delle due coalizioni in campo.

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“Sono qui per un obbligo di cortesia –dice Cesa accennando a Franco Capponi- preso  l’estate scorsa in campagna elettorale. E sono qui per riconfermare fedeltà alla coalizione dei centro destra in Provincia cui l’Udc su indicazione delle dirigenza locale (indicando Pettinari) ha dato il suo appoggio”.

E per il Comune di Macerata e soprattutto la Regione? Chiedono i cronisti. Cesa qui è abile a dribblare i trabocchetti del “doppio forno”. Conferma tuttavia che c’è in atto, per la Regione, una trattativa con il Partito democratico “anzi –dice testuale – con Spacca che la pensa, se vogliamo, proprio come noi visto che non ha mai abdicato alle sue radici e al proprio credo democratico cristiano. Comunque tutto si gioca sui programmi”. E’ questo un refrain fisso per Cesa che oggi presiederà gli Stati generali del partito nelle Marche per  decidere su Ancona e Macerata “e non solo perché ci sono altri enti locali alle urne in primavera” puntualizza il segretario.

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Nell’affollatissimo gabinetto del presidente Capponi continuano ad affluire tutti i dirigenti dell’Udc e a loro si rivolge Cesa indicandoli come coloro ai quali spetteano le decisioni finali “perché siamo un partito federalista e non facciamo calare le scelte dall’alto come succede ad altri”.

C’è pure il candidato sindaco Fabio Pistarelli che si fa fotografare con il segretario Udc il quale raccomanda di non utilizzare al proposito didascalie che facciano prefigurare in quell’immagine un accordo fatto “che invece eventualmente è da fare”.

Sulla candidatura a Macerata  dice qualche parola, prudentissima, anche Capponi: “Forse si potevano fare altri passi intorno alla scelta del candidato del Pdl  tuttavia speriamo che intorno ai programmi si delinei una concertazione effettiva con l’Udc”.

Nelle …retrovie alcuni consiglieri Udc si stringono intanto intorno a Pistarelli la cui campagna è già partita ad altissima velocità, con manifesti 6X6 e sede elettorale in corso della Repubblica, cuore di un centro storico un po’ spopolato.

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Nugoli di flash si abbattono intanto su Cesa che mostra il bel catalogo della mostra ricciana in Vaticano. Lui è anche presidente della commissione Italia-Cina e spende volentieri parole sulla figura del gesuita maceratese. “Sono stato sulla sua tomba ed ho chiesto all’ambasciatore di provvedere perché venga ben ripulita”. E: “attualmente Matteo Ricci appare in Cina una figura ben più importante di Marco Polo: davvero un personaggio immenso che ha ben illustrato l’Italia e l’Europa”.

I cronisti non sono però  paghi. Ed ecco piovere le interviste su Antonio Pettinari, nel suo studio da vicepresidente della Provincia. Lui allora si scaglia in una tirata contro le scelte regionali in tema di sanità che penalizzano il Maceratese. “E’ ora di dire basta, è ora di far cambiare la bussola ad Ancona che vede solo alcuni territori e basta. Non possiamo più essere la cenerentola delle Marche!”.

La partita con il Pd, pardon con l’amico Spacca è aperta. Peccato quelle telefonate quasi quotidiane di Diliberto al Governatore che pare più effettivamente interessato alla formazione della giunta che a vincere prima con Erminio Marinelli, capogruppo (guarda caso) del Pdl nel Consiglio provinciale di Macerata.
Terra che se dimenticata nelle scelte amministrative che contano, è tornata ad essere centrale almeno nelle strategie politiche con Tonino Pettinari al centro. Il segretario regionale dell’Udc come Antonius Block, il Cavaliere del Settimo Sigillo è alle prese infatti con una partita a scacchi delicatissima da cui dipenderà gran parte del futuro dell’Unione di Centro nelle Marche.

E la Provincia? “No, quella può stare tranquilla: abbiamo preso un impegno a giugno e quello rispetteremo sino in fondo” fa fiduciosamente Lorenzo Cesa quasi sorpreso dall’assalto veemente dei cronisti di questo pomeriggio maceratese: “e pensare che ero venuto solo per una visita di cortesia…”

(Foto di Guido Picchio)

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