“Tuttoingioco”, un modello vincente
da contrapporre alla lirica
Il punto - di Maurizio Verdenelli -

di Maurizio Verdenelli
Lo ammetto. Non ci avevo capito nulla. E dunque recito l’atto di contrizione. Per “Tuttoingioco” rimetto in gioco, senza riserve, la mia credibilità professionale. A trarmi in inganno ha certo contribuito quell’algido ed un po’ lunare manifesto affisso da tutte le parti e depliants seminati per ogni dove con quella sfilza di nomi da tracciato sismico: punte alte e punte basse. A disorientarmi del tutto è stato poi l’immagine a corredo, quella testa che sembrava annunciare quasi un seminario di neurochirurgia. Invece no! La Biennale di Arte, Pensiero e Società inaugurata ufficialmente a Civitanova Alta dal vicepresidente della Camera Antonio Leone (surrogando Gianfranco Fini, impegnato all’Aquila al G8) ha ottenuto un successo mai visto da queste parti. Due week end “sold out”, il borgo antico e dimenticato di …portocivitanova preso d’assalto con bus navetta sempre strapieni e parcheggi esauritissimi. E pensare che fino a 15 giorni fa quelle aree di sosta apparivano spropositate, sovradimensionate rispetto alle esigenze del paesino di Annibal Caro ed Enrico Cecchetti.

Chi poteva tuttavia immaginare una tale affluenza?! Intellettuali e no, adulti e bambini come nel Paese collodiano di Bengodi. Chi poteva immaginare che la Cultura, il Pensiero, la Filosofia, la Storia potessero attrarre le masse nell’anno di grazia 2009, a Civitanova Alta? Non siamo a Spoleto, non a Capalbio, non ad Erice, non a Cernobbio! Eppure un giusto mix di cultura e…degustazioni ha fatto il miracolo del quale l’estate maceratese era in attesa da decenni. Domenica sera si è ad esempio verificata un’autentica corsa, in piazza, per sentire il più celebre antropologo/critico della tv: l’italo-franco-alsaziano professor Philippe Daverio. Si dirà: potenza dell’elettrodomestico pasoliniano che crea celebrità! Giusto, ma fa certo una strana (seppur piacevole) impressione veder come intere famigliole si affrettassero per non perdere neppure una parola del famoso conferenziere dalla caratteristica erre arrotondata.

Da parte mia ho preferito, al teatro “A.Caro”, la Lectura Dantis da parte di un ampio stuolo d’insegnanti (tra i quali il carissimo e bravissimo collega Domenico Bartolini) e studenti, preparati da Pietro Conversano. Pure qui, nonostante il caldo di un interno in estate, tanta gente: anche in piedi! All’uscita, un gongolante Erminio Marinelli faceva gli onori di casa con la coccarda azzurra della manifestazione, come un ufficiale della repubblica cisalpina.
Un grande successo, dunque… che un po’ faceva disperare per l’occasione perduta dal capoluogo, il consigliere provinciale Pierpaolo Simonelli subentrato insieme con Deborah Pantana e Massimo Pizzichini (tutt’insieme una potente iniezione di “maceratesità”) nell’assise presieduta da Umberto Marcucci, che da abitante della città alta di Civitanova, è un autentico ultras di Tuttoingioco : “Che belle serate al Caffè letterario a degustare il vino della cantina Fontezoppa!”. Marcucci, per inciso, si dichiara anche perfidamente soddisfatto …per aver nominato ex cathedra (“ma nel rispetto della legge che prevede obbligatoriamente la conferenza dei capigruppo”) Mario Morgoni capogruppo di quel Pd che a dieci giorni dall’insediamento del Consiglio non aveva ancora fatto le sue scelte.

Certamente Tuttoingioco, tornando alle doglianze di Simonelli, avrebbe risolto i problemi dell’estate maceratese, ma non solo. Avrebbe fatto finalmente della città quello che alcuni decenni si diceva di Macerata, sede di Università, Accademia e Scuole superiori: “L’Atene delle Marche”. Eppure c’è sempre tempo. Basterebbe rendere la Biennale, Annuale. Arricchendola con le cose migliori del Sof, svuotando questo festival della preminente parte melodrammatica. Basterebbe un’opera per ricordare quello che fu il sogno di mezz’estate di Macerata: quello che poteva essere e che non fu. E non dobbiamo cercare direttori artistici tra i “nomi che contano”, in Francia o in Islanda. In fondo li abbiamo già in casa: c’è Hermas Evio Ercoli che riesce sempre a far tesoro, cioè suo e quindi a trasmetterlo, tutto ciò che apprende e in cui s’imbatte. Ha fatto una lunga gavetta, “Masino” perdipiù allo Sferisterio, ed ultimamente sfoggia ottimi completi bianchi. Inoltre abbiamo in riserva colui che è stato il direttore artistico degli anni d’oro dell’Arena, Claudio Orazi, proveniente perdipiù da Verona. Insomma le professionalità interne per ogni settore del grande spettacolo ci sono tra noi: smettiamola di fare gli esterofili perché Tuttoingioco sta lì ad indicarci che, se vogliamo, possiamo organizzare format definitivi di successo. Ogni anno, a Civitanova come a Macerata. Magari senza più patemi di bilancio e di cassa, che restringono sempre di più la durata, ad esempio, della stagione lirica ora ridotta nell’arco di 15 giorni soltanto. Poco, troppo poco rispetto ad una Biennale in cartellone fino al 6 settembre. E che costa meno, molto meno della lirica tout court.


I momenti culturali, gli incontri, i dibattiti e le discusisoni sono stati sicuramente di gran successo e di intelligente presenza.
Infatti non a caso gliincontri sono stati, pe la maggior parte, per palati fini e di livello sicuramente elevato.
Mi pare invece che tutto il resto, nonstante il massiccio pubblico, sia stato di qualità normale, ma non certo elevata e comunque ben al si sotto di quello che ci si poteva apsettare accanto a momenti culturali interessantissimi.
contrapporre non mi sembra il termine esatto. credo che i due eventi siano complementari, se non alternativi… entrambe le manifestazioni sono per un target di nicchia, e finora senza picchi significativi. quanto ai costi il solo paragone è del tutto fuori luogo…
Caro Fabrizio, sono d’accordo anch’io. Tuttoingioco è perfettamente compatibile con Sof: l’importante che l’insieme non si trasformi in un …sob.
Il titolo è naturalmente una provocazione feconda, ma un’opera la terrei sempre nel “nuovo” festival. Un pò come la Shell, che diventata una delle sette sorelle del petrolio (secondo la definizione di Mattei) non trascurò il simbolo della conchiglia a ricordo della sua precedente attività mercantile marinara.
Epperò vivere solo di lirica è davvero difficile, ne sa qualcosa Pigi (come lo chiamano con affetto nell’ambiente il “nostro” maestro P.L. Pizzi) che sta operando un dignitoso ed elogiabile traghettamento dall’arena a qualcos’altro dell’antica Stagione lirica.
Lo sapeva benissimo, un creatore di successi come Silvio Berlusconi, che con la lirica è vita grama. E chiuse in pochi minuti il discorso con Carlo Perucci e Davide Calise saliti da Macerata ad Arcore, con gli auspici allora del Psi, per “vendere” al nascente mago delle tv, il “pacchetto Sferisterio”. Grazie, no disse subito Silvio.
Dunque rimettiamo in gioco la lirica e non prendiamocela con il bravo Pizzi che Il Manifesto, in un servizio di Manuel Orazi, definisce “conservatore”. Il Manifesto non so se si sbaglia, certamente lo fa quando “inventa” la maestosa abbazia di Pieè di Chienti a Montecosaro Scalo, come
“Cattedrale di Macerata”. E non è del tutto aggiornato, Il Manifesto, quando pensa (e scrive) inoltre che Evio Hermas Ercoli sia ancora al fianco del direttore artistico del Sof. No, “Masino”, imparata l’arte, la sta mettendo in opera a Civitanova Alta, surclassando tutte le altre manifestazioni concorrenti. In attesa del Sof, naturalmente, che intanto invita George Clooney.. ma queste non erano operazioni tipiche del mio amico Raffaele Curi by Fendi a metà degli anni 80? I meravigliosi anni 80 dell’Arena maceratese, famosa anche in Australia con Simonetta Puccini
che querelava Ken Russell il quale aveva fatto “morire” Mimì d’overdose. Bei tempi…quelli. I tempi del sogno, quando Dario Argento se ne andò sbattendo le porte perchè non avevano creduto in lui che voleva Rigoletto come un vampiro e sangue dappertutto. Ne parleremo ancora. Prometto e …minaccio.
non è mia intenzione prendermela con Pizzi, tutt’altro! Anche perchè finora ha dimostrato di saperci fare davvero. Quanto al Manifesto pazienza: personalmente sarei stato lusingato dall’aggettivo conservatore. La lirica è questo. le interpretazioni naif durano al massimo un paio d’anni. L’opera classica resta per sempre. Quando segnalavo l’assenza di picchi significativi di qualità mi riferivo a tuttoingioco. Francamente mi sarei aspettato di più che non un odifreddi commentatore di tempi musicali… Leggo poi, nel programma, che si parlerà di politica. A me sembra più monolitica! Gli ospiti, per quanto autorevoli, appartengono ad uno schieramento politico definito. Una versiliana de “noglialtri” mal amalgamata… Convieni anche tu
che si poteva fare di meglio?
Detto questo (da buon dissacratore) prendiamo atto tutti quanti, con molta soddisfazione che il nostro territorio riesce ad esprimere eventi estivi di notevole qualità e non solo la sagra delle crescia fogliata… (sia detto con rispetto!).
Lasciamo da parte, per una volta, le contrapposizioni (che giornalisticamente producon il loro effetto) tra Macerata e Civitanova e uniamole da un filo comune…
“….Lasciamo da parte, per una volta, le contrapposizioni (che giornalisticamente producon il loro effetto) tra Macerata e Civitanova e uniamole da un filo comune…”
Infatti: Civitanova non può competere culturalmente con Macerata, basta essere d’accordo sui questo che su tutto il rsto poi un accordo si trova… 🙂