Con Silenzi sono subito rumori
al debutto del nuovo consiglio provinciale
In sala un pubblico da stadio

Il dietro le quinte - di Maurizio Verdenelli -
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di Maurizio Verdenelli

Finisce con un’improvvisata cerimonia d’incoronazione tra microfoni, telecamere, flashes e taccuini al primo vento impetuoso che (s’è visto) ha cominciato a soffiare già dal primo minuto nell’aula della Provincia tra maggioranza ed opposizione.

Il gran popolo del centrodestra che per tutto il tempo ha applaudito i propri consiglieri, uheggiato in direzione di quelli della minoranza, fa festa nel pomeriggio intorno ai suoi due “Soli”: Franco Capponi ed Antonio Pettinari, presidente e vice presidente cingendo le loro auguste fronti con scintillanti corone per l’occasione acquistate in un negozio di gadget lungo il corso Repubblica su cui s’affaccia il Palazzo della Provincia, già dei Filippini.

La cerimonia d’avvio della 13. legislatura si chiude così, dopo la relazione di Capponi e la nomina della giunta nella quale entra a sorpresa Giorgio Bottacchiari e dalla quale, come previsto, resta fuori la Lega Nord presente in aula con il consigliere Enzo Marangoni dalla riverberante cravatta verde. Marangoni, l’alleato sul quale pesano “i sospetti recanatesi” (l’elezione a sorpresa di Fiordomo) è stato visto peraltro colloquiare amabilmente con Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati, in primissima fila ed omaggiata dai presenti. “Ho un ottimo rapporto con Enzo –dice lei- ed ho avuto modo di confermargli tutta la stima che ho per chi rappresenta nel mio comune la Lega Nord: persona splendida ed affidabile”.

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Per Bottacchiari intanto è davvero un gran giorno: inserito a sorpresa nella lista degli assessori, lui che è un “vecchio” consigliere, è entusiasta a sprezzo della proverbiale pacatezza. “E’ la prima volta per me come amministratore. Sono felice. Garantisco tutto il mio impegno volto a rappresentare gli interessi legittimi di Camerino e di un’area svantaggiata come quella dell’Alto Maceratese” dice Bottacchiari, grande sportivo essendo stato per 20 anni presidente del Camerino calcio, ed operatore turistico come patron prima dell’Hotel dei Duchi ed ora del relais Villa Fornari. Nel suo curriculum, letto da Capponi, c’è scritto: imprenditore. Il presidente “esagera” affermando: “Valente imprenditore …e speriamo che così ci paghi una cena”. E’ invece testuale, il presidente, nella lettura del CV di Fabio Corvatta, e mal gliene incoglie perché qualcuno ha sbagliato a scrivere sul foglio l’abbreviazione del Centro nazionale studi leopardiani (di cui il neoassessore è presidente) e il presidente ci si perde in quella strana sigla: CMSL. Subito assistito, però, da Corvetta stesso. Il quale, 90’ prima circa, era intervenuto a “temperare” i bollenti spiriti di Umberto Marcucci che alle parole di Giulio Pantanetti (un invito a considerare con occhi diversi il ruolo dell’opposizione) aveva subito preso fuoco al ricordo dei suoi 5 anni in minoranza, ed aveva cominciato subito a scrivere un intervento pieno di fulmini e saette. “Umbè, ma che fai?! –l’aveva frenato l’ex sindaco di Recanati- ricordati che devi fà il presidente del Consiglio, non comincià a menà…”. “Per fortuna che a rispondere a Pantanetti ci ha pensato Giorgi” dice Marcucci che, vulcanico, pensa sin da ora alla commemorazione in grande stile dell’anniversario della Caduta del Muro di Berlino. E, in direzione dell’opposizione, si frega le mani pensando all’intransigenza di Erminio Marinelli, nominato capogruppo del Pdl.

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La conclusione di Capponi -scoccavano le ore 18 ed erano trascorse circa 2,5 ore dall’inizio della seduta preceduta da un conclave di maggioranza,-è servita comunque a portare un po’ di sereno (anche se non d’azzurro ma questo viene dopo!) nell’aula consiliare sotto lo sguardo severo dei Grandi Maceratesi che parevano scrutare dall’alto delle loro dipinte nicchie i contrasti dei loro “nipotini”–perché figli dello stesso territorio, sia detto a scanso d’equivoci.

Bello comunque l’invito del presidente “a metterci tutti una grande passione” mentre tra il pubblico debordante e vociante tra sindaci (Catalini, Lattanzi, Ubaldi), consiglieri regionali (Massi, Parrucci e Pistarelli), ex senatori (Alessandro Forlani) annuivano commossi Paola Capponi, la moglie, una delle figlie e il fratello Stefano. Apprezzato il saluto del presidente alla parte femminile del Consiglio: Loredena Riccio, Maria Grazia Vignati, Isabella Parrucci (in sala anche il padre P.Enrico) ed Alessandra Boscolo all’ex presidente Giulio Silenzi, ed ora probabilmente capogruppo, accolto al suo arrivo da applausi e strette di mano. “Quella femminile è all’interno del Consiglio una componente non forte dal punto di vista quantitativo ma qualitativo, sì!” ha dichiarato Capponi il quale al momento dell’appello aveva rivolto ad Isabella un sorriso e l’invito ad alzarsi alla chiamata. “Nessuno lo aveva fatto prima…ed allora mi sono adeguata” spiegherà la votatissima consigliera del collegio di San Ginesio.

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La relazione del presidente è stata breve ma esauriente e l’uditorio gli ha perdonato, dati i trascorsi, anche il lapsus di scambiare, per una volta, Provincia con Regione.

Al primo posto dell’azione di governo, il lavoro. Poi l’Ambiente -di cui Capponi, come ha rivelato Cronache Maceratesi si terrà la delega- col progetto d’incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Al terzo punto l’Agricoltura, di cui il presidente è naturalmente esperto come funzionario regionale. Ancora: economia turistica, problema casa, Centro Fiere (oggetto misterioso di questi decenni), Agenzia Sviluppo Europa nel settore della cooperazione, e la Persona: ecco le emergenze della nuova presidenza della Provincia di Macerata. Tematiche sulle quali questo giornale online tornerà con maggiore approfondimento.

Il prossimo appuntamento, intanto, è fra una settimana circa quando tutte le carte “coperte” o quasi verranno rivelate: le deleghe assessorili. Per adesso una sola certezza annunciata ufficialmente da Capponi:la vicepresidenza ad Antonio Pettinari. Per il Grande Vecchio –dall’85 in Provincia- la fine di una traversata nel deserto durata ininterrottamente dal ’95 quando concluse un ottimo quinquennio da assessore provinciale. A dire, sorridenti, a Tonino “Bentornato” e “Buon lavoro” c’erano in prima fila, il suo parroco don Giuseppe e il presidente della Provincia di quegli anni formidabili, Luigi Sileoni.

Nelle foto di Genesio Medori e Mandino Tiburzi: dall’alto, la stretta di mano inziale tra Capponi e Silenzi; il neo assessore dell’Udc Giorgio Botticchiari; il sindaco di Porto Recanati Rosalba Ubaldi assieme all’onorevole Forlani; Paola Capponi con una delle figlie; infine Antonio Pettinari e Franco Capponi incoronati al termine del primo consiglio provinciale.

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