Un centro commerciale a San Claudio?
Ricotta: “Ci sono delle richieste”
Calvigioni: “Non le ho ricevute”
URBANISTICA - L'assessore maceratese: «Se noi tuteliamo la zona e Corridonia no, la nostra azione si svaluta»
di Alessandra Pierini
«Un centro commerciale vicino a San Claudio» annunciato dal capogruppo del Pd Narciso Ricotta nell’ultimo consiglio comunale è suonato come una minaccia ai rappresentanti dei Comitati presenti in aula e in questi giorni molti hanno continuato ad interrogarsi sulle nostre pagine sulle parole del consigliere. In molti si sono chiesti a cosa voleva far riferimento e dove dovrebbe sorgere esattamente questa nuova costruzione. «A quanto ne so io – ha precisato Ricotta, da noi contattato, ci sono delle richieste per edificare l’area adiacente i laghetti del centro commerciale già esistente. Se noi ci impegnamo a tutelare la zona, dobbiamo anche essere attenti a cosa accade a pochi metri da noi. Se noi tuteliamo la zona e Corridonia no, la nostra azione di tutela si svaluta.» Ricotta propone anche la sua soluzione politica: «Dobbiamo attivarci perchè Macerata e Corridonia progettino insieme un’azione di tutela dell’area di San Claudio, sceglieremo poi gli strumenti più adeguati. Oltre all’intesa tra i due comuni, sarebbe importante ed auspicabile anche un progetto di valorizzazione.»
A Nelia Calvigioni, Sindaco di Corridonia, ad oggi non sono pervenute richieste per quella che è oggi un’area agricola: «Nel Comune di Corridonia – ci dice – ad oggi non esiste nessuna variante urbanistica per la zona San Claudio, sicuramente l’intenzione da parte di qualcuno ci sarà ma in Comune non è arrivata nessuna richiesta. Penso che qualsiasi nuovo insediamento in quella zona dovrà essere valutato con i cittadini e ho già previsto 4 assemblee pubbliche, insieme alla Soprintentenza per non continuare a recare danni al paesaggio e all’ambiente. Da poco ho ricevuto dal Nucleo operativo dei Carabinieri il file da parte del con il nuovo rilievo della città di Pausola, che vorremmo riscoprire. L’Università di Macerata aveva già il nulla osta per ripulire e catalogare i reperti rinvenuti nel 1980 e stiamo cercando di organizzare una giornata di studi insieme al Capitano dei carabinieri, l’Università di Macerata ed esperti della Soprintentenza per conoscere bene il sito Archeologico.»
La Calvigioni spiega ancora: «E’ nel Comune di Corridonia il territorio dove si realizzerà la nuova strada che collega Valleverde con lo Svincolo di San Claudio. Ricotta vuole far credere che sono io a non rispettare i patti del protocollo d’intesa per realizzare il nuovo svincolo dimenticando quali erano le condizioni del protocollo stesso. Vorrei solo dire che la variante Valleverde approvata nel 2004 nel territorio maceratese si è troppo avvicinata all’abbazia di San Claudio,il vincolo paesaggistico andava posto prima. Inoltre la lottizzazione Valleverde a confine con gli attuali edifici commerciali in comune di Macerata ha già un’area a destinazione commerciale di 164,250 mq, e come se non bastasse nel 2010 con il benestare della Provincia è stata approvata la destinazione commerciale per l’area Simonetti con il raddoppio della volumetria, a questo si aggiunge oggi anche il Suap Giorgini con i suoi 7 ettari e sarei io che non rispetto i patti o che vengo meno agli impegni presi dai miei predecessori per realizzare lo svincolo di San Caludio?? E’ dal 2003 che è stato fatto lo studio per la nuova viabilità per decongestionare il traffico per raggiungere Macerata,dal 2003 ad oggi cosa è stato fatto solo chiacchiere è ampliamenti dell’aree urbane….per reperire i fondi per realizzare la nuova viabilità!
Oggi di certo c’è solo l’ampliamento dell’attuale svincolo di Corridonia da parte dell’Anas che abbiamo sostenuto dal 2007 in quanto alternative non esistevano e abbiamo la progettazione del nuovo svincolo in zona Campogiano di Corridonia che raggiunge la Pieve di Macerata da parte della Quadrilatero.


Presumibilmente queste “richieste” prima devono passare al vaglio dei soliti ignoti e poi, solo dopo accertata la speculazione edilizia e lo scempio del territorio, si passa alla fase della richiesta vera e propria agli organi competenti….
molto bene.. apprendo con piacere e soddisfazione (anche a nome del coordinamento regionale per la tutela del paesaggio delle Marche) che l’intera area attorno a San Claudio e di Valleverde non corre più rischi di ulteriore urbanizzazione; ci faremo parte attiva per proporre agli enti competenti un vincolo “intelligente” che tuteli e valorizzi definitivamente questa straordinaria risorsa paesaggistica, socio-economica e storico-culturale; è quello che da anni stanno chiedendo i cittadini e gli operatori economici locali
mi sembra strano che nessuno dei politici locali ha visto l’intervista ai proprietari dell’oasi ossia i gabrielli che hanno detto che nel 2011 apriranno un altro centro proprio a piediripa non credo che queste persone parlano a vanvera forse qualche nostro politico si sara’ dimenticato di avvisare la popolazione circa questo nuovo mostro di cemento che aiutera’ a chiudere altre attivita’ commerciali della zona
Ridiculu
Insignificante
Corporativu
Ottusu
Taratu
Taroccatore
Antipaticu
oggi mi sento di avere tutte queste qualità.
L’avevo giudicato male ed invece ha l’animo verde!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma basta…. ma ci rendiamo conto che ci sono più centri commerciali che abiatazioni sul nostro territorio?? ma che pensate che nella nostra provincia ci siano 6 milioni di abitanti? che ci dovremmo fare con altri centri commerciali? va bene la tutela del paesaggio e del territorio, ma sarebbe ora di pensare anche a tutelare i commercianti che già vivono ed operano sul territorio e sono sempre più oppressi da questi megastore che altro non fanno che confondere gli ormai pochi che spendono dei soldi.
Sciocchi, miopi, ottusi qualunquisti…..
Non riuscite a vedere le visione generale.
Non riuscitead avere il quadro esatto della situazione.
Pigiate la tastiera (una volta si diceva “aprire bocca”) senza avere il cervello connesso.
Questi qui lavorano non per domani, nemmeno per dopodomani ma a corsa lunga….
In attesa di vedere le frotte di cinesi e di pensionati americani riversarsi sulle Marche e su Macerata questi preparano il terreno.
Poichè grazie a Matteo Ricci nei prossimi anni avremo MILIONI di cinesi che verranno a visitare Macerata ecco spiegata la necessità che nel territorio ci siano decine e decine di centri commerciali: i cinesi arrivano, visitano, spendono, fanno foto.
Un pò come i giapponesi,ma questi ci dicono sianopiù ricchi.
Poichè in USA, nell’organi di informazione dei pensionati (oltre 30 milioni ci copie vendute in abbonamento, quindi una platea probabilmente di oltre 50 milioni di lettori!!!) si è propagandata che la Regione Marche è uno dei favolosi e magnifici 5 posti al mondo dove “ritirarsi” ecco che servirano, nei prossimi anni, migliaia e migliaia di abitazioni per i pensionati americani….
Ecco quindi le colate di cemento, il massacro del territorio, lo stupro dell’ambiente paesaggistico.
I nostri costruttori costruiscono non per noi ma per i nostri nipoti che accoglieranno centinaia di migliaia, milioni, di visitatori dalla Cina e dagli USA.
Poveri sciocchi, vedete che non avete capito nulla????
Statevi zitti e lasciateli edificare…
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Come dite?
Parlate più forte che non capisco, con tutti questi cantieri aperti c’è una confusione incredibile…
Che i cinesi non verranno e nemmeno gli americani verranno ad abitare da noi poichè, a forza di costruire anche l’imposibile, devasteremo il nostro paesaggio???….
Disfattisti: questi sono dettagli, solo insignificanti dettagli….
Mi permetto di intervenire ancora sulla questione, essendo la mia posizione relativa al Suap Giorgini molto chiara già da tempo.
Come ho espresso su cronachemaceratesi qualche mese fa, l’area andrebbe valorizzata con un progetto complessivo che tuteli e valorizzi l’ambiente e che coinvolga congiuntamente le amministrazioni di Macerata e Corridonia.
Senza voler interpretare le parole di Narciso Ricotta, il segretario del PD (il mio partito, per essere onesti con tutti quelli che leggono) sta sottolineando un problema niente affatto peregrino.
Ovvero l’eventualità che possano insediarsi ditte in prossimità di San Claudio ma nel territorio del comune di Corridonia piuttosto che in quello di Macerata.
Questa considerazione non deve essere assolutamente una scusante per non porre il vincolo paesaggistico e ambientale da parte di Macerata. Anzi, tale vincolo mi augurò sarà posto al più presto, come proposto da tutti i partiti della maggioranza, PD compreso, sia come segnale politico rivolto anche a Corridonia sia come segnale di un nuovo e diverso indirizzo del PD maceratese e della nostra Amministrazione.
D’altra parte credo sia anche necessario agire sul Comune di Corridonia, facendo una buona volta sì che le due amministrazioni lavorino assieme con spirito di reciproca collaborazione.
I danni procurati dai municipalismi e dai campanilismi – in particolare quelli legati alla non-pianificazione urbana e del territorio – sono sotto gli occhi di tutti, a prescindere da chi abbia cominciato e da chi abbia la maggiore responsabilità.
In merito alle questioni sollevate dal sindaco Calvigioni, personalmente – sapendone pochino – non mi permetto di entrare nel merito.
Non credo però giovi alla questione specifica – ovvero alla qualificazione dell’intera area prospicente San Claudio – mettere nel calderone altre questioni che non sono direttamente legate a quello di cui stiamo parlando.
Questioni importanti ma che dovrebbero essere affrontate e risolte in separata sede.
Il problema va secondo me circoscritto a quello che è, ovvero alla salvaguardia e alla qualificazione del territorio intorno a San Claudio.
Sono convinto – e mi auguro – che l’Amministrazione Comunale di Macerata faccia al più presto la sua parte, ponendo il vincolo ambientale che il PD stesso ha proposto a fine luglio.
ma xchè invece di progettare centri commerciali(che tra l’altro in quello che già c’è i negozi stanno chiudendo uno dopo l’altro)non si progettano dei percorsi pedonali dove la gente possa passeggiare con bambini e animali senza avere paura di essere investiti dai razzi che passano incuranti del limite di 50 e degli speed-ceck! Addirittura autobus e ambulanze passano a 70-80 all’ora!!
Io abito in qst zona e d’estate la sera non ci sono posti dove poter passeggiare in santa pace! E si pensa di costruire ancora c.commerciali??? Andiamo proprio bene!!!!!
Sig. Marco Ricci, lei afferma che “ilproblema va circoscritto per quello che è” ed aggiunge “ovvero alla salvaguardia ed alla qualificazione del territorio intorno a S.Claudio” . E’ ormai a tutti chiaro che Suap Giorgini,prima di essere una violenza al territorio é una vera e propria speculazione edilizia a danno del territorio. Questo è l’aspetto principale! Il Suap Giorgini è l’ultima espressione della dissennata politica urbanistica messa in campo dall’Amministrazione comunale. Sono partiti dalla lottizzazione delle Vergini, hanno proseguito con il Piano casa (a tal proposito, ci sarà qualche giornale o forza politica in grado di dirci i nomi dei proprietari delle aree e quello faccendieri beneficiari di opzioni sulle stesse?), e poi la minitematica, per coninuare con la lottizzazione in contrada Pace, con i 400 (diconsi quattrocento!)nuovi appartamenti a Piediripa, con il Mulino Vignati, l’area Tombesi di via Barilatti, il fabbricato della CREA in via Medaglie d’oro e chissà quante altre zone. Per aver favorito questa politica di pura rapina i Verdi non diventano rossi dalla vergogna, i Rossi non diventano verdi dalla rabbia, gli azzurri non diventano gialli dalla bile? Dov’è finito il giornalismo di inchiesta? Possibile che dobbiamo affidare alle visioni notturne del laico dott. Liuti un doveroso esame di coscienza, se siamo ancora in tempo per un civico ravvedimento operoso?!
@ Marco Ricci
Vado al tuo ultimo punto, dove solleciti che L’Amministrazione di Macerata faccia la sua parte, ponendo il vincolo ambientale proposto da tutti i contrari alla cementificazione in quell’area ( il PD non ha che raccolto i malumori sollevati con la Giorgini e ora DICE di condividere ) ma il problema non è ancora questo e non lo risolvono i due Comuni interessati, perchè non è più circoscritto ai soli Comuni, alla sola politica. Il problema ora – ora da agosto scorso – da quando cioè sono stati effettuati i rilevamenti in volo su quell’area prossima all’Abbazia di San Claudio che hanno dimostrato la presenza di una vasta area di sedimi di epoca antica, riguarda non più il solo vincolo storico-paesaggistico ma investe il vincolo archeologico che ha una diversa estensione sul terreno rispetto all’area individuata. Il vincolo diretto e indiretto, spetta adesso metterlo alla Soprintendenza secondo sua discrezionalità tecnica e tale decisione è insindacabile dinanzi alla giustizia amministrativa.
Quindi il problema oggi, rispetto a prima dei rilevamenti del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela Beni Culturali di Ancona, e per quanto ci riguarda come Comitati prima che scendessimo in piazza contro la Giorgini, si è spostato dal vincolo alla sua ESTENSIONE, in attuazione del principio di tutela inscindibile del bene culturale avente struttura unitaria.
A tal riguardo inserisco il link a una recente sentenza del Tar Puglia, Lecce, per comprendere la portata dell’autonomia discrezionale della Soprintendenza in attuazione di questo principio.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2010/TAR/Tar_Puglia_LE_2010_n.1038.htm
@ topo ruggente
ringraziamo CM per la sua opera. Le sue domande sul giornalismo di inchiesta, credo sia bene le faccia alle altre testate, non qua.
A Cerasi.
Vero e giusto l’apprezzamento per C.M. Ho commentato nella certezza che gli altri giornali leggessero e meditassero…Comunque, Cerasi, sono certo che C.M.si impegnerà anche in altre inchieste. Per dare una mano ho voluto elencarne alcune.
@ marco ricci,
quello che dici è assolutamente condivisibile. E se Macerata deve dire NO alla Giorgini per un principio di interesse generale lo deve fare “senza se e senza ma”.
Se poi la nostra Amministrazione ha sollevato il problema “che non è utile pianificare ognuno a partire dalla propria linea di confine” siamo tutti convinti che debba andare fino in fondo. Come va detto che Nelia Calvigioni, rispondendo sempre ai nostri numerosi inviti e appelli, si è dichiarata ogni volta disponibile a sedersi ad un tavolo con Comune e Provincia di Macerata per provare ad affrontare lo stesso tema.
Al di la dei torti e delle ragioni (ben distribuiti) chiediamo ancora alle due Amministrazioni di superare i rancori e cercare un dialogo, soprattutto – ovvio – sul tema che ci sta a cuore. Oggi, contrariamente a ieri, ci sono finalmente i presupposti.
@Tamara
come ben dici, la tutela dei Beni Culturali è competenza esclusiva dello Stato ma, come spesso ci siamo detti e la storia ce lo insegna, il vincolo di per se’ serve solo a preservare, se è “acefalo” è anche dannoso perchè non c’è un vincolo in Italia che non possa essere superato da un parere.
Quindi è indispensabile una strategia di valorizzazione e una pianificazione di area vasta che orientino quel territorio verso scelte compatibili con la sua vocazione (turistica, agricola e culturale) e che siano il più possibile condivise e partecipate (cioè che non partano esclusivamente dall’iniziativa privata).
Per fare questo siamo convinti che il contributo del maggior numero di cittadini e dell’informazione sia indispensabile.
lo spessore e la densità degli argomenti che stanno emergendo da questo ricco ed animato dibattito mi inducono ad intervenire secondo una prospettiva e con “attrezzi” che mi capita di utilizzare ormai da molti anni…
E’ inutile ribadire qui quanto sia ormai scaduto il tempo delle riflessioni, dei discorsi, dei se e dei ma rispetto ad una decisione che, se ulteriormente rinviata, rischia di tenere alta l’attenzione su quello che è l’elemento meno importante di tutta la questione sul tappeto. Avrete capito che mi riferisco alla votazione della delibera di respingimento (formalmente di “non approvazione”) della richiesta della ditta Giorgini.
Attenzione ed energie che invece andrebbero spese attorno al vero tema cruciale : cosa si vuol fare di quello che rimane del territorio non urbanizzato dei comuni di Macerata e Corridonia che circonda San Claudio e che rischia di “soffocarlo” in una squallida ed inutile morsa di cemento?
Proprio quel territorio che è figlio di San Claudio può diventare il suo assassino! Un parricidio paesaggistico!
E’ necessario e urgente che tutti coloro che vogliono evitare lo stesso scempio che si è consumato per Santa Maria a piè di Chienti si adoperino, ognuno secondo le proprie capacità e passioni, ma tutti uniti da una volontà comune, per individuare un progetto credibile e coerente con i caratteri e gli elementi fondativi di quel territorio; naturalmente a partire dalla pieve di San Claudio, dallo straordinario e inesplorato patrimonio archeologico visibile a “pelo di suolo”, dalla vocazione agricola dei terreni certamente fertili, da un paesaggio che richiama e richiede un approccio umile, lento e silenzioso; in definitiva un progetto dai caratteri “adattivi” più che “impositivi”; un progetto flessibile, basato sul far bene più che sul non fare.
Infatti le recenti esperienze di pianificazione ci hanno ormai insegnato che una mera politica vincolistica produce abbandono e degrado quando va bene e abuso e sfregio quando va male…
Mi sembra di capire che anche i politici locali cominciano a ragionare in termini diversi; quantomeno si pongono il problema di dover ascoltare quei cittadini che, nel pieno rispetto delle proprie prerogative costituzionali (cittadini e non sudditi), chiedono loro conto delle scelte che ricadono sulla risorsa pubblica per eccellenza : il Paesaggio.
@ Comitato San Claudio
Sta bene l’accordo di programma tra i due Comuni e il vincolo sul piano storico-paesaggistico-archelogico.
Però a parte la volontà politica e il richiamo all’ art. 28 PRG Macerata ( senza citare PPAR o le commssioni provinciali) , questo vincolo, da dove a dove? con quali indicatori e parametri ” certi” lo si va a definire, tali che sia a prova di ricorso in giudizio contro le Amministrazioni da parte di quei proprietari di terreni che tutto hanno intenzione lì , meno che di piantarci le patate?
E’ quando vai a includere o ad escludere che ti scontri con il diritto, che nascono i conflitti; in linea di principio, tutto funziona alla meraviglia. Per questo mi auguro l’intervento decisivo della Soprintendenza in questa determinazione dell’area da salvaguardare, perchè come ho tentato di mostrare con quella sentenza, a meno che “….la sua motivazione risulti inadeguata o presenti manifeste e macroscopiche incongruenze o illogicità, in ragione dell’elasticità e dell’indeterminatezza dei parametri tecnici delle discipline storiche ed archeologiche.(T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 16 febbraio 2006 , n. 1171). ” la Soprintendenza è la sola autorità contro la cui decisione sarebbe ben difficile andare.
Sia chiaro, questo è un mio filo di ragionamento, niente più.
mi scuso preventivamente con i lettori (e i commentatori) di questa pagina per il tecnicismo del mio intervento a seguire, ma lo ritengo utile per rispondere alle cruciali questioni sollevate da Tamara e dal Comitato San Claudio sull’eventuale apposizione di una qualche forma di vincolo sull’area di cui si parla.
Comincio dalla Convenzione Europea del Paesaggio (di cui il prossimo 20 ottobre ricorre il decennale e che ricordo è stata ratificata dallo stato italiano con legge n. 14/2006) che nel preambolo recita testualmente :
“Il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale e la sua salvaguardia, la sua gestione e pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo..” e all’art. 5 enuncia l’inderogabile necessità di: “..avviare procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche..”
Se quindi è vero come è vero che singoli cittadini, e a maggior ragione gruppi, movimenti e associazioni, possono, e forse devono, concorrere attivamente alla pianificazione paesaggistica (ed evidentemente di conseguenza territoriale ed urbanistica) a fianco delle preposte istituzioni pubbliche nella prospettiva di un partecipato governo del paesaggio locale, allora essi hanno piena facoltà di proporre quelle azioni e sollecitare alle medesime istituzioni l’utilizzo di quegli strumenti che la legge prevede nella fattispecie.
E qui interviene il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004) che all’art. 136 e ss. prevede le modalità e i criteri per l’avvio della procedura di “dichiarazione di notevole interesse pubblico” di immobili, aree, territori, ecc.
L’unico punto debole di tale normativa è costituito dal fatto che la proposta per l’istituzione di tale “vincolo” è demandata alla Commissione Provinciale competente che, corredata di specifiche motivazioni, la trasmette alla Regione quale ente competente ad emettere il provvedimento finale; è chiaro quindi che le associazioni possono svolgere il compito di sollecitare l’avvio della procedura da parte della commissione provinciale.
Ciò evidentemente non confligge, ma si integra, con l’eventuale avvio della procedura di vincolo, diretto ed indiretto, relativo ai ritrovamenti archeologici che Tamara suggerisce.
Infine faccio rilevare come la suddetta “dichiarazione di notevole interesse pubblico” vada motivata in relazione alle “caratteristiche storiche, culturali,naturali, morfologiche ed estetiche proprie degli immobili e delle aree che abbiano significato e valore identitario del territorio in cui ricadono o che siano percepite come tali dalle popolazioni..”
Non vi sembra che ci siano tutte le condizioni per mettere a punto una proposta anche ai sensi del codice dei beni culturali? a me pare prorprio di sì…