«Sala concessa solo a Pasqui.
Calamita mi derideva, ora gli atti
lo smentiscono. Annulli la delibera»
APPIGNANO - A intervenire è il capogruppo di minoranza Luca Buldorini: «La Regione ha ribadito che il quadro normativo è chiaro e non si presta alle interpretazioni sostenute dal sindaco. Fratelli d’Italia vuole continuare a tacere?»

A sinistra Luca Buldorini; a destra, dall’alto, Gianluca Pasqui, Mariano Calamita e Stefano Montecchiarini
«La vicenda dell’ufficio comunale riservato al presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui non è soltanto un grave incidente amministrativo. È il risultato di un preciso equilibrio politico costruito ad Appignano: l’asse tra Mariano Calamita, il vicesindaco Stefano Montecchiarini e Forza Italia». A dirlo è il capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Luca Buldorini (in quota Lega) che torna sulla questione sollevata un mese fa e che vede protagonista la Giunta di centrosinistra di Appignano che gode del sostegno di Forza Italia.
«Un accordo nato nel 2024, quando Forza Italia scelse di sostenere Calamita, proveniente da una storia politica completamente diversa dal centrodestra, sacrificando l’unità della coalizione locale sull’altare della convenienza politica – ha aggiunto Buldorini -. Oggi vediamo uno dei risultati di quell’operazione: una deliberazione modificata per attribuire in esclusiva a Pasqui un ufficio comunale, nonostante la disciplina regionale ne riconosca l’utilizzo ai consiglieri regionali, al plurale. Il Comune ha ammesso che la deliberazione di Giunta n. 141 è stata adottata sulla base di uno schema errato, che nessun atto regionale autorizzava l’esclusiva, che la convenzione non è mai stata sottoscritta e che la deliberazione dovrà essere annullata. La Regione ha ribadito che il quadro normativo è chiaro e non si presta alle interpretazioni sostenute dal sindaco».
Quando Buldorini denunciò questa anomalia Calamita parlò parlando «di “polemica sterile” – evidenzia il capogruppo di minoranza -. Adesso il Comune ammette che lo schema era errato, che nessun provvedimento regionale autorizzava l’esclusiva, che la convenzione non è mai stata sottoscritta e che la deliberazione dovrà essere annullata».
Secondo il capogruppo di minoranza, «ancora più delicato è il ruolo di Montecchiarini, esponente di Forza Italia e professionalmente legato all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Il vicesindaco partecipò alla seduta e votò la deliberazione. Deve spiegare se abbia valutato l’esistenza di un possibile conflitto d’interessi e perché non abbia ritenuto opportuno astenersi – osserva Buldorini -. Anche la Segreteria generale deve chiarire come sia stato possibile esprimere un parere favorevole di regolarità tecnica dopo l’introduzione di una previsione risultata priva di fondamento nella disciplina regionale. La Segreteria non deve assecondare la politica: deve essere un presidio di legalità».
«Fratelli d’Italia di Appignano vuole continuare a tacere?» si chiede Buldorini. «Fratelli d’Italia di Appignano considera normale che dall’accordo tra Forza Italia e Calamita sia scaturita una deliberazione costruita intorno al presidente regionale dello stesso partito? Considera politicamente accettabile il comportamento del vicesindaco Montecchiarini? Ritiene sufficienti le spiegazioni fornite dal Comune? Non servono formule di circostanza o silenzi prudenti. Serve una posizione chiara: Fratelli d’Italia di Appignano sta dalla parte della trasparenza e delle regole oppure preferisce non disturbare gli equilibri politici di Forza Italia?».
Buldorini conclude prendendo di mira il civismo ad Appignano. «La maschera è caduta. Dietro emerge un sistema di convenienze che ha prodotto una deliberazione sbagliata, un parere tutto da spiegare e una figuraccia istituzionale. Io continuerò a controllare e a rendere pubblici gli atti. Fratelli d’Italia di Appignano decida se parlare oppure assumersi davanti ai cittadini la responsabilità politica del proprio silenzio».
«Sala concessa solo a Pasqui per vincoli logistici oggettivi: polemica sterile da Buldorini»